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A 75 anni da Hiroshima e Nagasaki

"Di fronte a questo orrore non possiamo e non vogliamo smettere di piangere, ma non possiamo permetterci il lusso di farci soffocare dal dolore perché altrimenti non riusciamo a capire e reagire più profondamente. Questa esperienza, direttamente e indirettamente, ha segnato l'umanità attraverso generazioni intere (...). Pensiamo a quello che ha rappresentato la Seconda guerra mondiale e dintorni, il senso di vergogna, angoscia e colpa è subentrato dopo Aushwitz, dopo Dachau, dopo Hiroshima, dopo Nagasaki, la quasi impossibilità di pensare il bene, di poter pensare alla condizione umana come la condizione di esseri che cercano innanzitutto il bene. (...)

Tutto questo è presente, è avvenuto, non possiamo ignorarlo; dobbiamo considerarne il significato generale per capire che l'umanità non si è arresa, non ha smesso di essere tale, (...) il bene che cercano gli esseri umani, a maggior ragione nelle situazioni più estreme, è il bene dell'umanità stessa, è il bene della specie, la sua salvezza e salvaguardia."

Da "La centralità etica" in Dario Renzi, Fondamenti di un umanesimo socialista, Corso di teoria generale I, Prospettiva edizioni, 2010 Firenze.