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Bambini di strada in India

“Buio in ogni direzione”

472 milioni: sono i bimbi e le bimbe indiane, la più numerosa popolazione infantile del mondo. Una parte importante di loro vive in famiglie poverissime. I più vulnerabili sono quelli che vivono per strada, da soli, con ciò che riescono a procurarsi: si calcola che siano milioni, solo nella capitale Delhi le stime vanno da 70 a 200mila. Oggi vedono “buio in ogni direzione” – come afferma uno di loro – perché la quarantena decisa dal governo del razzista e fascistoide Modi li ha messi in una gigantesca prigione: non possono più muoversi e procurarsi cibo, lavoretti, espedienti per tirare avanti, frequentare mense che gli assicuravano pasti. Sono ancora più esposti alle violenze, ai soprusi, ai danni psicologici dovuti ad una tale quarantena e al pericolo del Covid-19, senza assistenza sanitaria. I soccorsi ipocritamente forniti dallo Stato sono solo una goccia nel mare, insignificanti rispetto alla portata del problema. Sono associazioni volontarie e caricatevoli quelle che cercano, in mezzo a mille difficoltà, di aiutarli in una così drammatica emergenza. Per le sue caratteristiche, il virus sembra in gran parte risparmiare bimbi e bimbe, ma non altrettanto lo stato. Quello indiano, come tanti altri, ha dichiarato una “guerra contro il virus”: come in tutte le guerre attuali le principali vittime “collaterali” sono i civili, tra le prime ci sono i bambini e le bambine di strada.