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Brasile

Politica senza ritegno

Il ministro della salute brasiliano è stato sbrigativamente destituito dal presidente della repubblica Bolsonaro nel momento in cui si sta entrando nel periodo più critico del Covid-19 nel paese. Luiz Henrique Mandetta ha visto crescere il proprio consenso a livello popolare per aver difeso le prescrizioni di isolamento sociale proposte dall’OMS, scontrandosi con il presidente favorevole invece ad un’attenuazione delle misure in nome degli interessi economici. Le relazioni fra il presidente e il ministro si sono deteriorate in seguito a una serie di dichiarazioni pubbliche in cui il ministro ha criticato la posizione e le attuazioni del presidente nel fronteggiare la pandemia. Secondo il ministro “è necessario parlare con una sola voce, perché altrimenti si trasmette alla popolazione incertezza, le persone non sanno se dare retta al ministro della salute o al presidente.” Lungi dall’essere schierato a difesa della vita, Mandetta è stato scelto per il suo incarico in quanto medico ortopedico per ammantare di un carattere scientifico l’area di competenza più importante del governo e anche per il suo profilo ideologico conservatore, allineato con quanto di più arretrato ci possa essere nel paese e fautore della sanità come lusso per i pochi che hanno la possibilità di pagarsela. La destituzione ha provocato una reazione immediata. In diverse città del paese la gente ha usato le pentole come tamburi al grido di: “Via Bolsonaro genocida!”. Sale la tensione politica e Bolsonaro vede crescere il malcontento popolare nei suoi confronti perdendo l’appoggio anche da parte di settori della borghesia. Le prossime mosse del presidente di fronte alla pandemia del Covid-19 saranno determinanti per le sorti di migliaia di vite umane. Gli ultimi rilievi indicano che il virus ha già toccato varie regioni del paese, compresa l’Amazzonia dove si è avuta la conferma di casi di contagio e di morte nelle comunità originarie. L’inattendibilità delle cifre per il ritocco verso il basso dei casi notificati, l’assenza di tamponi e il rapido avanzare della malattia profilano uno scenario drammatico. Nessun governo o stato garantirà le cure necessarie per preservare la vita, la presunta “unione” che proclamano i politici non è altro che un raggiro e l’aiuto reciproco sarà determinante in questo momento cruciale che attraversa l’umanità.