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Prepotenza poliziesca in Argentina

Il governo argentino ha conferito alla polizia i poteri di controllo sull’applicazione del decreto per la quarantena generale obbligatoria. Come risultato di tale provvedimento, si registrano numerosi casi di abuso da parte della polizia, umilianti o direttamente criminali. Detenzioni arbitrarie, confisca illegale dei documenti, grossolane umiliazioni: ha avuto ampia risonanza il caso di poliziotti a Buenos Aires che hanno fermato alcune persone che camminavano in strada costringendole a fare flessioni e a cantare l’inno nazionale, una situazione che si ripete decine di volte nei commissariati. Ancor più gravi sono le percosse in strada, soprattutto nei confronti dei senza tetto e dei giovani dei quartieri popolari, colpi di armi da fuoco e diverse forme di tortura nei luoghi di detenzione. Uno di questi casi si è concluso con il suicidio di una donna detenuta in prigione nella provincia di San Luis.

Di sicuro è nelle pratiche delle forze repressive di questo paese che più si percepiscono i tratti di continuità tra l’attuale regime democratico e il passato della dittatura militare genocida (1976-1983).