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Le anziane e gli anziani: noi

(dal blog di Comuna socialista www.comunasocialista.com.ar)
Molte persone, di fronte alla brutalità con cui lo Stato e le Banche hanno esposto tanti anziani al virus in spregio delle loro condizioni e della loro vita*, hanno provato compassione e giusta indignazione. Una reazione di empatia necessaria nei confronti di coloro che sono più vulnerabili alla pandemia. Non si è trattato di una semplice "disattenzione": la vecchiaia è una fase della vita trascurata e disprezzata. Per lo Stato, sono esseri improduttivi e per le famiglie, molte volte, sono esseri misconosciuti. Possiamo iniziare a scegliere migliori cura e rispetto per le nostre anziane e i nostri anziani. Possiamo prenderci cura di loro in questo momento, ma anche imparare a pensarli in modo diverso dalla borghesia. Ad esempio riconoscendoli come persone intere, con un percorso di vita fatto di scelte – più o meno simili alle nostre – tutto da conoscere e condividere; imparando a pensare (e vivere) la vecchiaia come una meta in cui poter acquisire una maggiore saggezza di sé e degli altri, e non come una fase "passiva" della vita. Cioè riconoscerci in loro come parte di una stessa umanità composta da generazioni diverse, in cui la vecchiaia rappresenta il presente e il possibile futuro di tutte/i noi.
* nei primi giorni di aprile vi sono state nelle banche di tutta l'Argentina lunghe file per il pagamento delle pensioni; ciò ha interrotto la quarantena esponendo le anziane e gli anziani al contagio. (NdT)