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Quanto cercheremo una rinnovata saggezza della comune umanità, invece di aggravare l’irragionevolezza dell’individualismo imperante? 

Reagire! di Dario Renzi, LC n° 357

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Appelli

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Appello: io curo!

Non siamo eroine né eroi.

Siamo donne e uomini con i propri sentimenti e fragilità, che ogni giorno si adoperano, senza risparmiarsi, per fronteggiare l’emergenza cercando di salvare e salvaguardare la vita.
Abbiamo seguito la vocazione di aiutare le persone, partendo da principi come cura, solidarietà e vicinanza, ben sapendo che prendersi cura significa aiutare il benessere psichico e fisico delle persone; per questo oltre a dispiegare le nostre capacità tecnico professionali, ci adoperiamo nel costruire rapporti e relazioni più umane con le persone, come aiuto concreto, nell’assistenza, nel sostegno e nel superamento della malattia.
Pensiamo che la salute sia un bene per tutti che va difeso e affermato.
Il Coronavirus ha fatto emergere la totale incapacità di gestione di fronte all’emergenza del Sistema Sanitario Nazionale Pubblico e Privato. I governi, che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, si sono adoperati per distruggere la sanità pubblica a favore di quella privata, trasformando gli ospedali in Aziende, dove centrale è diventato il profitto, il business che se ne può ricavare a discapito della cura e della salute e gli utenti in clienti. Questo ha significato misure concrete: riduzione di posti letto, chiusura di piccoli ospedali, chiusure di centri di aggregazione per persone con disagio psichico, riduzione del personale sanitario medico, infermieristico, assistenziale e riabilitativo, totale ridimensionamento dell’assistenza nelle RSA, nelle RSD e domiciliare, nessun investimento nel campo della prevenzione, carenza di ausili e approvvigionamenti sanitari, lunghe liste di attesa per poter effettuare un’indagine diagnostica o un intervento chirurgico. Nel frattempo nella tanto decantata “eccellente” sanità lombarda “fiore all’occhiello” della sanità pubblica italiana, gli scandali hanno messo in luce un sistema di arricchimento per assessori regionali, dirigenti e manager delle Aziende Ospedaliere e favoritismi nell’assegnazione degli appalti pubblici, portando gli ospedali a perenni cantieri. Mentre si arricchivano sulla salute dei cittadini, a tutte le categorie dei lavoratori e lavoratrici nell’ambito sanitario non hanno riconosciuto nessun compenso economico; l’ultimo rinnovo contrattuale risale a 2 anni fa (dopo 9 anni di vacanza contrattuale).
Questa distruzione oggi, in questa situazione emergenziale, ha avuto conseguenze devastanti. In Lombardia continuano a morire persone anziane e meno anziane, lasciate morire in casa da sole, o nelle case di riposo che sono state al centro di focolai epidemici. La carenza di presidi di protezione individuale ha causato la diffusione del virus nelle strutture sanitarie e il contagio di molti operatori con centinaia di decessi.
Ora basta !! Partiamo dal coraggio e dalla cura per reagire.
Non vogliamo che una volta finita l’emergenza tutto ritorni alla loro normalità. Vogliamo diventare protagonisti in prima persona di un cambiamento radicale e profondo del sistema sanitario nel paese dove operiamo. Per questo chiediamo:
• Diritto alla salute e all’assistenza sanitaria gratuita per tutti/e senza alcuna discriminazione.
• Riapertura dei piccoli centri ospedalieri e ampliamento dei posti letto nei grandi ospedali.
• Riapertura dei centri di aggregazione per persone con disagio psichico
• Ampliamento e ripristino dell’assistenza domiciliare
• Apertura sul territorio di ambulatori medico/infermieristico
• Assunzione di personale medico, infermieristico, oss e riabilitativo e stabilizzazione di tutti i precari (pretendendo l’adozione di un criterio basato sui bisogni assistenziali della popolazione e NON SUL BUDGET).
• Parificazione ed adeguamento di tutti i contratti della sanità sia nel Pubblico che nel Privato.
• Maggiori garanzie di tutela della salute e di sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.
• Costituzione di ambulatori di prevenzione territoriale (multidisciplinari e diffusi capillarmente).
Per questi obiettivi riteniamo importante unirci tra medici, infermieri, oss e tutte le figure che operano nella sanità e nell'assistenza, perché possiamo essere più uniti non solo a partire dall'emergenza, ma dall'essere insieme per migliorare e cambiare la cura, la salute e soprattutto la vita.

Gli operatori e le operatrici di Io Curo – insieme per la salute
Per sottoscrivere questo appello contattaci a: iocuro.insiemeperlasalute@gmail.com

visita il nostro nostro blog : https://iocuro.wordpress.com/

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Come insegnanti, educatori e educatrici, lavoratori e lavoratrici nella scuola de La Comune abbiamo avvertito il bisogno di reagire alla disumanizzazione provocata dalla cosiddetta “didattica” a distanza, abbiamo redatto questo testo proponendoci di farlo conoscere e sottorscrivere a quante/i, tra le persone che lavorano nella scuola, lo condividono.

Appello contro il decreto della digitalizzazione

Fronteggiare l’emergenza anche a scuola, mettere al centro le relazioni

 

Viviamo ormai da settimane la situazione eccezionale e drammatica dovuta all’epidemia del coronavirus: le lezioni sono sospese da molte settimane, noi e le/i nostre/i studentesse e studenti, grandi e piccine/i, siamo chiuse/i nelle nostre case. Il Miur, dopo un balletto di mini-proroghe e circolari, ha emesso l’8 aprile un decreto che presenta molti e seri problemi di legittimità. I poteri speciali conferiti al Ministro della Istruzione vengono impiegati per violare il contratto di lavoro e i diritti di chi nella scuola ci lavora, oltre a conferire validità alle delibere di riunioni on line, e per rendere arbitrarie le modalità relative ai processi di assunzione e regolarizzazione del personale.

Ma il nocciolo nero del testo, nascosto dalla struttura anomala che mette insieme la fine di quest’anno e l’avvio del prossimo e da formulazioni fumose e ambigue, è l’imposizione della cosiddetta “Didattica a Distanza”. Come sin da subito diversi insegnanti hanno coraggiosamente denunciato, questa modalità, che comunque ha lasciato escluse/i più di una/o studentessa e/o studente su tre (al sud quasi uno su due), è assolutamente peggiorativa rispetto alla già problematica didattica dei tempi ordinari.

Il rischio molto concreto è che con questo decreto si apra la strada a rendere la “didattica” on line uno strumento equiparabile alla insostituibile didattica in presenza, perciò qualcosa di strutturale e a cui poter ricorrere in tempi non emergenziali. La digitalizzazione della scuola, obiettivo dichiarato da tempo dai giganti del web, va denunciata e respinta sin da ora perché rappresenta una minaccia disumanizzante molto grave da un lato allo sviluppo e alla crescita di bimbe/i e ragazze/i e dall’altro al lavoro di docenti ed educatrici/ori che, in condizioni sempre più precarie e impoverite assolvono un ruolo fondamentale.

Il percorso educativo-didattico si dovrebbe basare, diversamente modulato a seconda dell’età, sull’insostituibile presenza e prossimità dell’altra/o e del gruppo, dell’adulto di riferimento e delle/i propri pari, relazioni e ambiti umani fondamentali per la scoperta e la sperimentazione (o l’attivazione) dei propri sensi primari, della propria e altrui fisicità, e la piena emersione e affermazione di facoltà cognitive e sentimentali, imparando a star bene con le altre e con gli altri, conoscendosi e rispettandosi reciprocamente.

L’imposizione della didattica a distanza nega questi e altri aspetti decisivi nell’apprendimento, apre un varco senza precedenti nella vita di milioni di famiglie alla realtà virtuale e ai suoi strumenti, trasforma insegnanti ed educatrici/ori in meri e isolati operatrici/ori telematici, che somministrano e verificano istruzioni e nozioni, le/ gli alunne/i in esecutici/ori di test e fruitrici/ori di video e materiale on line. Come è stato da tempo provato dai neuro-scienziati più onesti e dall’esperienza delle/gli educatrici/ori più accorte/i, schermi digitali, giga e wifi somministrati quotidianamente e in larghe dosi rappresentano una minaccia alla salute psicofisica  e sono un pericolo disumanizzante per tutte/i, in particolare per le/i più piccole/i.

Un decreto pericoloso, uniamoci per ottenerne l’immediato ritiro. Oggi il distanziamento fisico tra le persone è necessario per fronteggiare l’emergenza. La scuola che vogliamo è in sicurezza e con creatività per stare vicini a bimbe/i e ragazze/i, sempre in relazione: una scuola in cui vivano la crescita di ciascuna/o e insieme alle/gli altre/i, le relazioni di rispetto, il sostegno, la cura e la cooperazione, la libertà di insegnamento e la dignità di chi ci lavora. Se condividi questo appello puoi sottoscriverlo e farlo conoscere alla mail: alcentrolerelazioni@gmail.com e farlo conoscere, scaricalo qui

15 aprile 2020

Primi firmatari: Elisabetta Bianchi, Chiara Raineri, Emy Benvenuti, Federico Gattolin

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manifesto per un’educazione umanista radicale

Per rendere possibile un’altra scuola, proviamo innanzitutto a immaginarla.
Una scuola in cui si impara l’amicizia, non il conflitto.
Una scuola in cui si prova a conoscere e a conoscersi, non ad ignorare se stessi, gli altri e le altre.
A declinare al femminile, non solo al maschile.
A vivere il rispetto come condizione basilare, non come concessione arbitraria.
A collaborare, non a competere.
A crescere insieme, non contro altri/e.
Ad accogliere, non ad escludere.
Ad ascoltare, non ad urlare.
A comprendersi, non ad etichettare.
A parlare soprattutto, e a twittare o chattare di meno.
A sentirci e a saperci nel mondo, non ad isolarci.
A valutarsi lealmente per migliorare, non a subire verdetti mortificanti.
A riconoscere la propria originalità, non ad omologarsi.
A condividere ciò che si sa, non ad esibire fredda erudizione.
A misurarsi serenamente con ciò che ancora non si sa, non a vergognarsene.
A godere della generosità, non ad allenarsi all’egoismo.
A valorizzare il confronto, non a premiare il servilismo.
A solidarizzare con chi reagisce ad un torto, non a soccombere alla legge del più forte.
A rapportarsi con gentilezza, non ad imitare la maleducazione altrui.
Ad apprendere divertendosi, non ad ingurgitare nozioni.
Ad educarsi, non ad istruirsi.
A giocare per stare insieme, non per litigare.
A consumare saggiamente per vivere, non a vivere per consumare selvaggiamente.
A ragionare sentimentalmente, non a calcolare freddamente.

Prime firmatarie e firmatari: Francesca Fabeni (Istituto Brunelleschi, Montemurlo - PO), Federico Gattolin (Istituto Balducci, Pontassieve - FI), Antonella Savio (Istituto Balducci, Pontassieve - FI), Mariella Agostino (I.I.S. Mario Rigoni Stern - BG), Valentina Giusti (I.S. Volta - PA), Emy Benvenuti (I.C. Coverciano - FI), Cristina Zaccagnini (Scuola primaria Gandhi, Pontedera - PI), Elisabetta Buja (I.C.S. Giacosa - MI), Chiara Raineri (Scuole dell’infanzia - RM), Elisabetta Bianchi (I.P.S.S.A. N. Bergese - GE), Monica Bianchi (Istituto Tecnico Majorana - GE), Silvia Barton (I.C. Domenico Purificato - RM), Paola Pavoncello (Liceo Ginnasio Augusto - RM), Luciana Caporaso (I.C. Pontassieve - FI), Maria Bicchielli (I.C. Pieraccini - FI), Donatella Di Tosto (I.C. Visconti - RM), Monica Monticone (Asilo Nido Rufina - FI), Giorgio Salmon (I.I.S. Curie-Sraffa - MI), Antonino Sottosanti (Itc G. Zappa, Saronno - VA), Laura Serrini (Scuola primaria D. Alighieri, Rignano sull’Arno - FI), Raffaella Neri (I.C. Montagnola-Gramsci - FI), Tiziana Frittitta (Nido d’infanzia Punto Bimbo - BO), Barbara Spampinato (I.C. Stabilini - RM), Sandra Nencioni (Scuola primaria Gandhi, Pontedera - PI), Giovanna Bongi (Scuole dell’infanzia - FI), Giulia Caruso (Scuola Infanzia Rossini - FI), Jacopo Andreoni (Servizio di assistenza educativa Coop. L'Agorà - FI), Paola D'Altoè (MS Domenico Berti - TO), Valentina Miceli (Scuola Primaria - FI), Stefania Lauretano (Servizio di assistenza educativa Coop L'Agorà - FI), Associazione Culturale ForSE - Formazione e Servizi Educativi (FI), Lisa Lupi (Istituto Comprensivo T.Mattei, Bagno a Ripoli FI).

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Pubblichiamo questo testo ricevuto dall’Associazione antirazzista e interetnica 3 febbraio per la sanatoria e i pieni diritti per tutte e tutti i profughi e gli immigrati

Nell’emergenza coronavirus

La solidarietà conviene: sanatoria e pieni diritti per tutte/i i/le profughi/e e immigrati/e
Stiamo vivendo una pandemia che mette in discussione l’umanità dovunque si trovi. L’emergenza si aggrava perché mancano i posti negli ospedali disastrati dalle politiche statali col rischio già presente che tanti non potranno essere salvati. Possiamo affrontare realmente questa emergenza solo se impariamo ad affrontarla umanamente, insieme, tra persone. Proviamo a capire meglio quanto ognuno è accomunato agli altri e ciò che avviene in luoghi lontani o vicini ci riguarda sempre. Tanti, troppi, sono i danni delle logiche disumanizzanti, in primis degli stati, che costruiscono muri, confini, profitti, creano miseria e producono guerre a costo di tante vite umane. Purtroppo, i piccoli e grandi egoismi della gente normale, l’indifferenza o la trascuratezza peggiorano la situazione.
È il momento di reagire insieme promuovendo accoglienza, rispetto, conoscenza e solidarietà umana.
Impariamo a non dimenticare nessuno, a cercare la nostra salvezza assieme agli altri, a costruire solidarietà. È il momento di unire le forze. Sosteniamo quindi gli appelli delle ONG a salvare in sicurezza le vite in mare, contro le atrocità dei governi che ignorano gli SOS. Così per tutti i nostri fratelli e sorelle immigrati e residenti in questo Paese chiediamo pieni diritti e libertà. Le condizioni di vita sono peggiorate: i richiedenti asilo bloccati e ammassati nei centri, tanti altri sfruttati nelle campagne o nelle fabbriche e altri ancora che purtroppo perdono il lavoro e non hanno alcuna garanzia. Le stesse condizioni abitative sono complicate, così come è disumano costringere la popolazione rom a vivere in campi dove manca l’essenziale. Eppure, tutta questa umanità è un bene inestimabile che può, insieme alla gente di questo Paese, costruire una vita migliore per tutti, anche affrontando l’emergenza. Pensiamo ai tanti medici e infermieri che potrebbero curare chi ne ha bisogno ma a cui lo stato non riconosce il titolo. È un’ingiustizia il fatto che chi non ha un documento, è letteralmente in trappola. Non ha un diritto pieno alla salute né può aiutare i suoi prossimi liberamente. Uniamoci quindi per:
• Una sanatoria generalizzata per tutti/e i/le profughi/e e immigrati/ attualmente in Italia
• Per i pieni diritti e l’accoglienza
Liberi di curarsi, liberi di curare.

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appellobimbi

giù le mani dai bambini

Esprimiamo la nostra più piena solidarietà e la più calda vicinanza ai 51 bambini e 3 accompagnatori che hanno oggi rischiato la vita vicino Milano in un vile e terribile atto di violenza compiuto da Ousseynou Sy, cittadino italiano di origine senegalese, che ha prima sequestrato il bus dove i bambini viaggiavano, poi li ha minacciati ed infine ha dato fuoco al mezzo. Solo la prontezza e il coraggio di alcuni di loro nel denunciare l’accaduto e nel dare l’allarme ha permesso l’intervento delle forze dell’ordine e ha sventato la strage.
Il criminale gesto sarebbe stato motivato, nelle parole dell’attentatore, come una ritorsione per le morti in mare provocate dal governo italiano.
Siamo in prima fila nel denunciare quotidianamente e con forza l’operato vergognoso di questo governo e la sua responsabilità diretta in tante tragedie del Mediterraneo, ma allo stesso modo respingiamo e denunciamo chi, in nome di una presunta vendetta, colpisce vigliaccamente vittime inermi e indifese, bambini e bambine. Si tratta di un atto spregevole che si colloca pericolosamente in un clima di violenza diffusa e di odio razzista che viene dall’alto ma si propaga e dilaga in una società avvelenata e disgregata. L’odio, da qualunque parte provenga, alimenta altro odio.
Dobbiamo reagire di fronte a tutto questo: affermiamo una convivenza positiva, costruiamo ogni giorno solidarietà umana, come arricchimento per chi la riceve e per chi la fa.
Siamo con i bimbi colpiti, in Italia e ovunque, con quelli sequestrati oggi vicino Milano e con quelli che rischiano la vita – e a volte la perdono – nel Mediterraneo. Chi è nemico dei bambini è nemico dell’umanità.

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 Appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19

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Io curo - Insieme per la salute

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