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Contro il virus dal mondo

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Manifestazioni oceaniche in Usa

usa

Centinaia di migliaia di persone in moltissime città statunitensi, da Washington (a cui si riferisce l'immagine) a Los Angeles. Anche di fronte alle minacce del presidente che continuano e alle brutalità delle forze dell'ordine che non si fermano, la marea umana di neri, bianchi, asiatici, ispanici, riempie ancora le piazze. Perché la vita conta!

Intanto in Italia...

genova

Anche La Comune è scesa in piazza nelle manifestazioni che nel week-end hanno attraversato il nostro paese, in virtù della nostra umanità e del nostro schieramento antirazzista e solidale.

...e in Inghilterra

inghilterra

A Bristol la grande manifestazione in solidarietà con BlackLivesMatter è culminata nell'abbattimento della statua cittadina di Edward Colston, mercante di schiavi, sulle cui navi si stima siano morte almeno 19mila persone. Un gesto di protesta che fa giustizia di fronte alla celebrazione di un assassino razzista e un segno che l'onda di mobilitazione antirazzista che arriva dagli Usa non si ferma.

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Usa

Democrazia e umanità, ovvero razzismo e antirazzismo, si fronteggiano

Nel nono giorno dall'uccisione di George Floyd, le proteste negli Usa non si placano.

Uniscono persone di diverse etnie, perlopiù giovani e donne.

Il razzismo è una costante della storia della nazione americana (dello Stato e della società). La democrazia Usa si è fondata sul genocidio dei nativi e sulla schiavitù. A costo di una sanguinosa guerra civile nel XIX secolo, la schiavitù è stata formalmente abolita, ma il razzismo non si può abolire: è una piaga irrisarcibile in questo quadro. Il sangue di milioni di afroamericani, la segregazione, la discriminazione e ancora le uccisioni segnano questo paese attraversato da una violenza endemica e in crescita. Il razzismo è negli Stati uniti la cifra concreta della contraddizione insanabile fra l'umanità che emerge e lo Stato nella sua massima decadenza. La democrazia americana, che ha un ruolo sovranazionale di primo piano perché è questo il Paese che ha la leadership del sistema democratico globale, è questionata dall'interno perché la sua polizia uccide i neri, il presidente schiera la guardia nazionale e fomenta il suo elettorato razzista, la gioventù e le donne che reclamano giustizia, vita e respiro non accennano a lasciare le strade di molte città.

Nelle proteste emergono fattori nuovi e positivi: l'appello a manifestare pacificamente venuto da diversi comitati Black Lives Matter (La vita dei neri è importante) e dal fratello di George Floyd sembra aver avuto effetto e nelle ultime notti non vi sono stati saccheggi o sono stati impediti dai manifestanti stessiAlcuni esponenti di Polizia, in qualche caso anche la guardia nazionale, compresi alcuni graduati, hanno apertamente solidarizzato con le proteste, riprendendo gesti di importante valore simbolico e umano: inginocchiandosi – come avevano fatto alcuni sportivi rifiutando di cantare l'inno nazionale in segno di protesta contro le uccisioni di afroamericani da parte di agenti di polizia – e abbracciando i manifestanti. Altri poliziotti hanno continuato a seviziare e uccidere ma il capo del Pentagono disobbedisce all'accanito presidente Trump dichiarandosi contrario all'uso dell'esercito. Importanti vescovi smentiscono il presidente e lo contestano apertamente dichiarando che né nel nome della Bibbia né in quello della Chiesa può proferire le sue parole d'odio e le sue minacce contro i dimostranti. L'ex presidente Obama appoggia le proteste, mentre un altro ex inquilino della Casa Bianca, George Bush jr., dichiara il fallimento totale del sistema americano di convivenza statale.

Il compito posto di fronte agli antirazzisti americani è complesso e le proteste non potranno bastare a svolgerlo: perché non si tratta solo di una riforma della Polizia, ammesso che questo sia possibile, ma di progettare una nuova convivenza umana. In una società disgregata, come tutte le altre di tipo democratico, ma anche intimamente lacerata dal razzismo a tutti i livelli: prova ne sia il fatto che questo è un terreno di compattamento dell'elettorato di Trump. Questa è la posta in gioco, e sono francamente ridicoli quei commentatori che, anche in Italia, riferiscono le proteste e il crollo sociale alla crisi economica, che casomai è una conseguenza. Non vedere la realtà e le questioni umane irrisolte, fondamentali e risorgenti ostacola la comprensione di quanto avviene e la ricerca di prospettive all'altezza e radicali. Che molte persone di etnie diverse sentano il bisogno di protestare e cercare giustizia è un positivo inizio da sostenere interrogandoci e ricercando progetti e possibilità nuove, fuori dal fallimentare recinto democratico.

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Contro il razzismo dagli Usa…

louisville

Un cordone di donne bianche protegge i manifestanti dalla polizia a Louisville in Kentucky. È un’immagine tanto evocativa quanto un’ulteriore prova del carattere pacifico e multietnico della maggioranza delle proteste negli Stati uniti.

 

...alla Siria

Idlib, maggio 2020

idlib

Tra le macerie di Idlib sotto assedio c’è ancora in piedi un pezzo di muro: è sufficiente ad accogliere la denuncia dell’ennesimo, spietato omicidio razzista compiuto da un poliziotto bianco dall’altra parte del mondo, negli Usa. Anni di guerra, di lutti ed esodi non impediscono a due giovani di ridar voce, vita e colore alla rivoluzione siriana, al suo messaggio limpido di dignità e libertà rivolto a tutto il mondo.

In ginocchio

in ginocchio

La polizia di molte città americane (quella nella foto è di St. Paul, Minnesota, davanti al palazzo del Governatore) si è inginocchiata in solidarietà con le proteste per l’uccisione di George Floyd. Le proteste sembrano poter aprire piccole crepe nel muro di razzismo e omertà che finora circondava le forze dell’ordine Usa.

Killing in the name of…

trump

Bibbia in mano, in piedi di fronte alla chiesa episcopale di St. John a Washington, per raggiungere la quale camminando ha fatto travolgere dalla polizia con lacrimogeni e cariche una pacifica manifestazione. Così Trump ha annunciato al suo paese che è pronto ad usare l’esercito contro le proteste di questi giorni. Mariann Edgar Budde, la vescovo episcopale della diocesi di Wahington a cui la chiesa appartiene, ha commentato: “Il nostro messaggio è antitetico a quello del presidente”. E come lei la pensano moltissimi.

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