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Quanto cercheremo una rinnovata saggezza della comune umanità, invece di aggravare l’irragionevolezza dell’individualismo imperante? 

Reagire! di Dario Renzi, LC n° 357

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3 dicembre, Giornata mondiale delle persone con disabilità

"Cominciamo a riconoscere la vitalità di ciascuno di noi nelle differenze peculiari che ci contraddistinguono. Siamo tutti sani e tutti malati in una qualche misura, ovvero ognuno di noi dispone di abilità diverse: alcuni più, altri meno, alcuni con tratti specialmente accentuati anche per motivi patologici genetici oppure indotti. Sosteniamo con convinzione che l'abilità di ogni essere umano può essere riconosciuta ed avvalorata in rapporto a quelle degli altri, possiamo apprezzare l'abilità di un'altra persona e al tempo stesso compensare una sua mancanza o carenza e possiamo aspettarci di essere considerati e trattati allo stesso modo. Possiamo imparare a pensare la peculiarità dei nostri corpi e delle nostre menti come parte di un tutto concretamente unico e speciale che è l'umanità. [...] Quelle che vengono chiamate disabilità o handicap vanno ripensate assieme in questo senso, fuoriuscendo dalle convenzioni sociali e culturali individualistiche o pietistiche..."

tratto da Diverse abilità si intrecciano In Manifesto della comunanza socialista rivoluzionaria, 2012

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con le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego in sciopero il 9 dicembre

Le condizioni di vita e di lavoro nel pubblico impiego stanno peggiorando. Sono state trascurate le misure di sicurezza per il Covid, si è costretti allo stress dello smart-working, manca il personale e non ci sono nuove assunzioni, chi è precario rischia di rimanerci a vita, è da tempo che non vengono rinnovati i contratti. Il governo è responsabile dei tagli e del disastro della sanità e più in generale dei servizi pubblici. Perciò suona ipocrita e vergognoso l'attacco che esponenti governativi stanno conducendo contro la proclamazione dello sciopero del pubblico impiego del 9 dicembre promosso da Cgil–Cisl–Uil: si cerca di scaricare tutte le colpe del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione sulle lavoratrici e i lavoratori, si punta a dividerli e contrapporli ad altri settori colpiti dalla situazione che si sta vivendo. Le esigenze da cui muovono le ragioni dello sciopero sono sacrosante: tutela della sicurezza e della salute, assunzione di personale, rinnovo dei contratti. È un segnale di reazione nei confronti dell'arroganza e dell'irresponsabilità governativa: perciò sosteniamo lo sciopero. Ciò non significa appoggiare le burocrazie sindacali che hanno siglato accordi vergognosi e non hanno fino ad ora mosso un dito per garantire la tutela della salute dei lavoratori. Inoltre ci pare grave che con una logica divisionista le burocrazie – al momento – escludano dallo sciopero coloro che lavorano nella scuola con i quali siamo solidali. Ci battiamo perché possano essere le persone che lavorano in ogni ambito a definire proprie piattaforme per difendere la salute e migliorare le condizioni di vita e di lavoro, costruendo in prima persona relazioni solidali e di sostegno reciproco.

Scarica il volantino qui

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riaprire le scuole in sicurezza

Cos'è la scuola? Potrebbe essere un luogo felice in cui tutti possono crescere grazie ad altre persone che suscitano la voglia di imparare – questione chiave della vita di ogni essere umano – e grazie a coetanei con cui si è protagonisti di questo percorso in cui si gioca, ci si incuriosisce di sé, degli altri, del mondo, delle scoperte che si fanno quando si è piccoli; un luogo dove condividere simpatie e antipatie, innamoramenti e delusioni per idee e persone, da adolescenti.

Anche prima della pandemia la scuola di Stato, per costituzione una fabbrica di cittadini, non garantiva minimamente quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale come quello alla scuola pubblica, che in questa decadenza più che mai si regge in piedi solo grazie alla buona volontà delle persone migliori che vi lavorano. Cionondimeno, se non si ha la possibilità di relazionarsi dal vivo anche i migliori non possono dedicarsi a bimbe/i e ragazze/i. Ma ci sono ulteriori conseguenze: i danni provocati dalla "didattica digitale" sono immani, dall'attacco alla capacità di pensare e sentire, a quella di relazionarsi con gli altri, senza contare le conseguenze sull'apprendimento, i danni psico-fisici, l'aggravarsi delle diseguaglianze sociali e delle discriminazioni.

Il governo italiano quest'estate non ha voluto cercare le soluzioni consone a garantire un rientro a scuola in sicurezza e ora, la ministra Azzolina in primis, vuole riaprire tutto senza le misure necessarie.

Garantire la riapertura delle scuole è necessario, ma in sicurezza. Ci vuole un tempo per preparare quello che non è stato fatto finora: a gennaio si può e si deve riaprire, potenziando veramente i mezzi pubblici nelle fasce orarie di entrata e uscita delle scuole, dotando gli edifici scolastici di presidi sanitari consoni, assumendo insegnanti, educatori, personale ATA e riducendo drasticamente i numeri di alunni per classe per facilitare il distanziamento e l'attenzione al tracciamento dei casi positivi. Ci vogliono più assunzioni e comunque, al limite, meglio meno ore di lezione e in sicurezza che ore e ore davanti a un pc: difendiamo, curiamo e miglioriamo la nostra umanità.

27 novembre 2020

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reagire oggi immaginare un domani nuovo

21 novembre in piazza: cura, cooperazione, convivenza per migliorare assieme la vita

Se c'è chi ha fiducia e guarda al futuro, se le sofferenze si sono in parte alleviate in questi mesi, così drammatici a causa della pandemia, è stato grazie all'impegno generoso e solidale di tante persone, non certo grazie agli Stati che continuano a investire sulla guerra, a elargire ingenti somme ai grandi gruppi industriali e solo elemosine alle persone più povere, e a governi (presenti e passati) responsabili del disastro della sanità, dei trasporti, della scuola.

Tutti noi che siamo qui perché mettiamo all'opera la vicinanza curativa, l'altruismo combattivo, il protagonismo solidale in sicurezza ci scontriamo ogni giorno con irresponsabilità e indifferenza diffuse, con le destre negazioniste e la violenza razzista e maschilista che purtroppo cresce in una società sempre più disgregata e che i poteri oppressivi vogliono sempre più divisa. Tutto ciò va contrastato.

Crediamo che fronteggiare la pandemia e affrontare le difficili condizioni economiche e lavorative sia possibile reagendo immediatamente, mettendo in campo le migliori risorse sentimentali e relazionali di ciascuno di noi, ma inseparabilmente cominciando a progettare un futuro diverso, in cui la cura della salute sia parte di una convivenza pacifica e benefica. Un'unione solidale fra diverse realtà può essere un primo passo (tentativo iniziato con la costruzione del Forum Indivisibili&Solidali), per noi parte di un impegno più complessivo di costruzione di comunanze libere contro i poteri oppressivi.

Contro l'irresponsabilità governativa e le destre negazioniste

Uniamoci per difendere e affermare la vita

La Comune

https://societadellacura.blogspot.com/2020/11/lappello-sabato-21-novembre_14.html


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