primapagina

 

Cda2020

 

       




La Campagna è conclusa!  Abbiamo raccolto 461024 euro 

GRAZIE A TUTTE E TUTTI!   

    


Stampa
PDF

Rivediamoci

Rivediamoci, per poter finalmente guardarci negli occhi al di sopra delle mascherine. Per essere di nuovo in contatto pur indossando i guanti.Per parlarci di nuovo da vicino, con solo un metro di distanza, meglio se due.

Per trovarci di nuovo a tu per tu, sapendo che vicino a ognuno/a di noi ci sono altre e altri da poter pensare insieme.

Per ritornare a vivere il piacere della nostra presenza, anzi: per scoprirne nuovamente e più profondamente il bene e quindi poter scegliere di conoscerci di più e meglio di prima. Per affermare la libertà e la responsabilità delle relazioni importanti che ognuno sceglie di costruire, non sottostando alla prepotenza del Governo che pretende di decidere quali sentimenti e rapporti sono agibili; e quindi decidendo noi con chi incontrarci, non necessariamente o solo con i congiunti e affini che indica il Governo.

Per inaugurare o approfondire una ricerca di amicizia e comunanza interpersonale. Più basiamo e sperimentiamo una nuova vicinanza umana scelta e qualificata, più possiamo prendere le distanze da una società costruita su rapporti coatti e calati dall’alto che ripropongono inimicizia e logiche di sospetto ed estraneità se non direttamente d’odio, e fronteggiarne i pericoli.

Che cosa ha a che vedere questo con la nostra salute? Tutto. Uscire di casa per rivedersi fra persone amate o che si sono comunque scelte è la nostra salute. E lo faremo oculatamente, continuando a mantenere le protezioni e le distanze che il caso richiede, più e prima ancora di quelle che le norme prescrivono: non affidiamo la nostra sicurezza a uno Stato e a un sistema che hanno fatto morire gli anziani, che abbandonano i disabili e disprezzano la vita di migliaia di profughi, che non vedono i senzatetto mentre creano altri poveri, che hanno esposto senza alcuna possibilità di fuga le donne alla crescente violenza nelle case e hanno privato i bimbi della possibilità di gioco all’aperto e movimento; vogliamo proteggerci di più, vogliamo proteggerci insieme, affrontando le paure che nell’isolamento si accrescono.

Rivediamoci perché tutti stiamo avvertendo un bisogno di ritorno alla “normalità” ma possiamo scoprire quanto la vita possa essere eccezionale, se scegliamo di cambiarla. Se intreccerà giorno per giorno, partendo dal “semplice” rivedersi, le persone e le idee. Se questo giornale, che non ha mai smesso di uscire ma da oggi riprende la sua regolarità quindicinale, sarà un motivo di incontro e scambio, discussione e riflessione. Se sarà occasione di approfondimento e conoscenza, contribuendo a dare vita a nuove relazioni o a unirci ancor più. Sì, il giornale è importante, e per farsi un’idea del perché si vedano gli articoli presentati in questa pagina. Ma davvero insostituibile è l’incontro umano, ovvero ciascuna e ciascuna di voi – a partire dai formidabili protagonisti delle squadre dell’organizzazione La Comune – che escono di casa, lo portano a un’altra persona, lo leggono insieme, per continuare a condividere e accrescere progetti, percorsi e possibilità rispondenti ai propri bisogni e aspirazioni.

3 maggio 2020

La Comune

Stampa
PDF

langFrlangIt

Un virus da contrastare riscoprendoci più umani

Siamo possibilisti, non vanamente ottimisti, né tantomeno rassegnati pessimisti. Questo coronavirus è un pericolo da affrontare ma un segnale da cui imparare. Una difficoltà che può trasformarsi in un’opportunità.
Certe naturali predisposizioni della nostra specie portano in sé l’ambivalenza della scelta. Possono essere intese e indirizzate, rappresentate e attuate in maniera totalmente contraddittoria. Condurci verso una vita migliore in armonia con la natura e altre specie o viceversa trascinarci in un’esistenza incerta e minacciosa. Quest’ultima è la tendenza negativa prevalente nell’era oppressiva attuale, che pure viene messa in discussione da un emergere umano genuino e positivo e mostra segnali intimi e inequivocabili di decadenza.
Gli esseri umani sono capaci di pensare alla complessità, di tendere alla totalità, ma appunto dipende da come lo si fa. La globalizzazione non è un male in sé ma lo è divenuta perché piegata al servizio dei più ricchi e più potenti. Non si tratta di demonizzarla ma piuttosto di ripensarla, ovvero di umanizzarla in maniera benefica e dipende da tutti noi.
L’anelito alla curiosità, alla conoscenza, allo scambio, al viaggio riguarda da sempre in un modo o nell’altro ogni essere umano. Se inteso come una possibilità per tutti da interpretare saggiamente e rispettosamente verso gli altri può costituire un motivo di arricchimento reciproco. Al contrario è divenuto un dramma spesso mortale per moltitudini che emigrano rincorrendo una speranza. Oppure una legittima ricerca da parte di consistenti minoranze di nuove esperienze di studio, di lavoro o semplicemente di vacanza, ricerca che però spesso, troppo spesso, è concepita in modo poco attento verso se stessi e gli altri fino talvolta a trasformarsi in un’ossessione gravida di conseguenze peggiori. Non è forse quello che stiamo verificando nel rapido diffondersi dell’epidemia su scala mondiale? Vale la pena di sottolineare, dopo aver sentito tante menzogne dalla canea razzista, che l’emigrazione non c’entra nulla con la mondializzazione del virus.
Molti altri esempi possono essere fatti e vanno nello stesso senso. Come il genuino bisogno di informazione che è divenuto un’intossicazione elettrodomestica. E no, non stiamo parlando solo e tanto di come e quanto usi il tuo smartphone, ma del problema sistemico che è oramai divenuto il web come minaccia alle nostre capacità cognitive e riflessive oltreché alla nostra privacy. Come l’indispensabile agire umano che chiamiamo lavoro ulteriormente astratto ed alienato dagli esseri che lo compiono, spesso estraniati da se stessi e dagli altri. Come la progressiva riduzione del sapere ad un test attitudinale (alla servitù) che ha trasformato le già anguste e polverose accademie in gabbie asfissianti. Come la capacità speciale di abitare ogni luogo della Terra, capovolta nell’erosione distruttiva della nostra casa comune. Come la funzione vitale e virtuosa, imprescindibile e superiore del genere femminile negata in ragione di una presunta opzione identitaria tipo gioco di ruolo. Come l’espandersi e il cronicizzarsi in ogni dove della violenza contro donne, bambini, immigrati e più deboli: vero e proprio brodo di coltura del bellicismo imperante su scala mondiale. Come il bisogno di confronto e contaminazione tra diverse comunità e culture tradotto e pervertito nel triste trionfo di società statali chiuse ed estranee le une alle altre e a se stesse.
Bisogna provare a ri-umanizzare il pensiero di questi e altri temi cruciali in prima, seconda e terza persona; riconoscere che cosa va bene e può andar meglio, che cosa non va bene e correggerla o va decisamente male e rifiutarla. È qualcosa che ci tocca tutte e tutti se ci interroghiamo e ci scopriamo protagoniste/i, facendo ricorso a qualità che possediamo ma ancora non dispieghiamo come potremmo. Certo si tratta di riscoprire il nostro sentimento per la vita, la nostra soggettività individuale, relazionale e collettiva, la nostra capacità di discernimento, scelta e perché no di fondazione morale ed etica, semplicemente quello che ci rende più e meglio umani assieme. 

8 marzo 2020
Dario Renzi
(editoriale de La Comune n.355)



Stampa
PDF

langEn langFr langEs langIt

editoriale262

Adesso. La gente è in movimento inarrestabile e sofferente, coraggiosa e speranzosa, lucida e inevitabilmente incosciente. Persino le classi dominanti se ne accorgono strumentali, miopi e ciniche, in ritardo incolmabile. Adesso. La storia può ricominciare: per chi viene da lontano e vorrà capire, per chi è sempre stato qui e vorrà capire a sua volta, per chi arriverà, per chi nascerà. Adesso si squadernano gli interrogativi, si dispiegano le sfide. Prevarrà la solidarietà premessa di un futuro condiviso e più felice o l’ostilità buia del passato sempre presente di guerre ed oppressioni? Si farà strada l’accoglienza come modo opportuno di abitare questa terra e di sperimentarci come vicini lungimiranti oppure le barriere del rifiuto ostacoleranno il cammino sul pianeta e nutriranno nuovi mostri? Insorgerà comunanza come idea e pratica di stare assieme ed essere individui migliori contro l’isolamento che ci classifica in quanto numeri e numerici? Prenderà corpo la bontà più intransigente figlia di una libera idea del bene smascherando la meschina cattiveria, permanente residuo bellico e patriarcale? Si affermerà l’identità di specie che ci rende tutti nobili perché tutti parenti, tutti differenti in alternativa alle appartenenze statali, etniche, religiose che mortificano e uccidono donne, bimbe, bimbi ed uomini? Scoccherà l’ora delle culture umane superando l’ignoranza dei potenti? Molto è possibile, nulla è scontato. Noi ci siamo, tra i primi con gli ultimi che stanno cambiando il mondo senza ancora saperlo. Ciò che siamo e cerchiamo comincia ad assumere un senso più compiuto. Il profondo comincia ad emergere, l’essenziale comincia ad apparire. La vita, l’impegno si colmano di valori e si innalzano nella responsabilità incontrando le persone, riconoscendole come sorelle e fratelli, dialogando affinché siano protagonisti, lottando con loro. Adesso la storia sta ricominciando, finalmente può essere anche nostra.

19 settembre 2015


Speciali

fronteggiando



controilvirus

Appelli

appellosanatoria 

 Appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19

Leggi e sottoscrivi l'appello qui


iocuro

Io curo - Insieme per la salute

Leggi l'appello

Vedi il video

Per sottoscrivere questo appello contattaci a: iocuro.insiemeperlasalute@gmail.com

visita il nostro nostro blog : https://iocuro.wordpress.com/


appello scuola

Appello contro il decreto della digitalizzazione

Fronteggiare l'emergenza anche a scuola, mettere al centro le relazioni

Leggi l'appello

Vedi il video

Se lo condividi puoi sottoscriverlo alla mail:     alcentrolerelazioni@gmail.com e farlo conoscere, scaricalo qui

 


appellobimbi

Giù le mani dai bambini!

Leggi l'appello