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Quanto cercheremo una rinnovata saggezza della comune umanità, invece di aggravare l’irragionevolezza dell’individualismo imperante? 

Reagire! di Dario Renzi, LC n° 357

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Editoriale

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E se domani...

E se domani, dopo precauzioni e cure ci sentissimo fiduciosi e cresciuti?

E se domani, dopo aver tenuto accuratamente le distanze scoprissimo un nuovo significato di vicinanza?

E se domani, dopo la costrizione fisica e la mortificazione (senti)mentale, riassumessimo la nostra interezza psicosomatica?

E se domani, passata l'emergenza ci accorgessimo che questa normalità non ci piace affatto perché ci sentiamo eccezionali?

E se domani, dopo averle tenute correttamente togliendoci le mascherine imparassimo con rinnovato rispetto a guardarci negli occhi?

E se domani, dopo averli evitati per necessità incontrassimo gli altri per benessere reciproco?

E se domani, dopo le emozioni negative dettate dalla paura, riscoprissimo e riflettessimo su quelle positive che ci danno il coraggio di vivere?

E se domani, dopo il vaccino anticovid ci inventassimo un vaccino contro l'inerzia e la solitudine?

E se domani, dopo aver patito lontananza dalle persone care, imparassimo a coltivare i sentimenti relazionali con più calma e profondità?

E se domani, dopo la freddezza dello schermo ci immergessimo nel calore dell'educazione suscitante in presenza?

E se domani, ma cominciando subito approfittassimo del nostro tempo per esplorare la meraviglia della lettura e dello studio quali supporti della nostra conoscenza e coscienza?

E se domani, dopo la clausura forzata reinventassimo la bellezza di uscire e poi tornare a casa?

E se domani, dopo cassa integrazione e chiusure tornassimo a un lavoro più nostro, guardandoci da padroni e governi?

E se domani, dopo la diffidenza pervasiva considerassimo con più fiducia le diversità umane di ogni tipo?

E se domani, dopo tante chiacchiere televisive e giornalistiche riconoscessimo che empatia non è solo una bella parola, ma una nostra capacità e che la simpatia può farle seguito?

E se domani, dopo le separazioni sentissimo più forte la spinta vitale alla cooperazione?

E se domani, dopo i frutti di cui potremmo aver beneficiato riconoscessimo più chiaramente che la solidarietà praticata e ricevuta è un bene prezioso?

E se domani, dopo qualche misera tentazione egoistica, scegliessimo ancor più radicalmente la nobile vocazione altruista?

E se domani, dopo gli assembramenti vietati cercassimo il riunirci consapevole?

E se domani, dopo l'orgia dannosa di una società di estranei provassimo ad inebriarci nel costituire collettività libere di cui siamo protagonisti?

E se domani, dopo averne visto le debolezze ci soffermassimo sulla forza potenziale della nostra specie, cominciando dal suo genere primo e dall'urgere infantile?

E se domani, dopo la costrizione della creatività, ci convincessimo a reinventare la nostra umanità, scuotendo gli indifferenti, isolando i retrivi, cercando i volenterosi?

E se domani, dopo l'inerzia forzata, riprendessimo l'iniziativa e rinnovassimo il protagonismo?

E se domani, dopo l'inevitabile sospensiva riaccendessimo la memoria e non ci facessimo più ingannare da un governo estraneo e da un'opposizione che è anche peggio?

E se domani, dopo aver troppo smanettato ritrovassimo o scoprissimo il piacere di un'informazione più diretta, attiva, positiva, selettiva e critica?

E se domani, dopo tutto rifondassimo l'impegno per essere persone migliori, per costruire relazioni libere e alternative, per creare comunanze benefiche alla ricerca di una felicità possibile?

E se domani, e sottolineo se, arricchissimo sul serio una nuova idea della vita assieme... probabilmente ci accorgeremo che già da oggi va meglio.

14 novembre 2020

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antivirus e non solo

Il principio fiducia

La pandemia continua a imperversare com'era previsto e resta difficile da contrastare. In questo paese si espande, colpisce tutte le fasce d'età ed in modo più omogeneo geograficamente, statisticamente ad oggi la sua carica letale è più bassa che a marzo-aprile.

Politici, giornali e tv ripetono ossessivamente ciò che già sappiamo: la situazione è grave. L'informazione ufficiale alimenta la paura come se questo servisse a responsabilizzare la gente. È vero il contrario: la paura genera ansia, facilita la disattenzione, non aiuta la comprensione.

Nel frattempo i governanti non si assumono le proprie responsabilità. Prima tra tutte non aver sostenuto il personale sanitario e non averlo rafforzato anche nelle strutture necessarie, quindi non aver riorganizzato i trasporti per evitare l'ammassarsi nelle ore di punta. Dopo aver allentato i controlli durante l'estate in nome della produttività ora, senza un piano chiaro, minacciano e impongono chiusure a destra e a manca.

Certo che c'è bisogno di aumentare e rendere più efficace il tracciamento dei positivi. È ugualmente indispensabile attuare con più coerenza le misure pratiche fondamentali: mantenere le distanze di sicurezza, indossare sempre e correttamente le mascherine, evitare gli assembramenti, uscire di casa il giusto indispensabile.

È sufficiente per incrementare le misure ripetere stancamente questa litania?

Pensiamo di no. C'è bisogno di mobilitare le energie migliori della gente comune, di credere in loro: atteggiamento non previsto tra gli inquilini dei Palazzi.

C'è bisogno di suscitare responsabilità pensata, attiva, reciproca, condivisa tra le persone. Ci si preserva preservando le/gli altre/i, non chiudendosi in se stessi. È necessario capire assieme, riscoprendosi, sì anche con le mascherine e a distanza: può essere un'occasione per guardarsi negli occhi. Mantenendosi a due metri ma imparando a compiere e valorizzare ogni gesto solidale. Responsabilizzando persone care e conoscenti affinché siano agenti attivi antivirus. Stimolando anche le/gli sconosciute/i, quando se ne ha l'occasione, a riguardarsi, dicendogli e chiedendogli come va, facendo balenare una prossimità umana più vera e attenta, meno superficiale seppur iniziale. Concependo e realizzando lo stare a casa come l'essere concentrati finalmente sulle cose più importanti: il piacere di leggere e raccontare, la gioia di imparare e scrivere, la passione di inventare e creare, la soddisfazione di ascoltare e guardare, la felicità dei sentimenti e della riflessione. Sentirsi protagonisti di un cocktail vitale ben più attraente di quelli della movida sin salida. Gli ingredienti? Per esempio: etica ed erotica, dietetica e ludica, aerobica e poetica, si consiglia di meditare bene prima dell'uso.

Insomma più che mai è il momento di trovare, attivare, offrire, chiedere fiducia. La fiducia che permette di affrontare dei sacrifici in vista di un avvenire benefico. Fiducia di potersi preservare individualmente, in relazione e collettivamente. Fiducia di poter uscire con coerenza e tenacia dall'emergenza crescendo sin da ora nell'impegno vitale. Fiducia nelle migliori capacità umane proprie e altrui: ecco un principio prezioso da cui può scaturire una responsabilità più autentica ed efficace, diffusa e coerente, non formale e momentanea, per domare il virus e affrontare altre sfide. Naturalmente è un affare squisitamente umano, niente a che fare con la politica.

24 ottobre 2020

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Identidades humanas

Os tempos atuais estão encharcados de absurdos, negações gritantes, falsificações descaradas. Disso pode-se sorrir ou também gargalhar. Mas depois te apercebes que uma sã reação irônica não basta. Pode-se legitimamente indignar-se, mas também isto não basta. Pode-se pensar que a profusão de ilogicidade e tecno-ilogicidade não nos aranha, mas depois notamos que nos afeta, ainda que indiretamente.

Então convém ir à raiz sem dar por descontadas verdades universais fundamentais, mas sim fazendo delas um estandarte para manter alto e bem visível.

Somos humanos, fazemos todas e todos parte da espécie humana que é constituída de dois gêneros: feminino e masculino. Cada uma e cada um é um indivíduo único, diferente de todos os outros.

Cada uma e cada um opera as suas escolhas também quanto à orientação sexual, que pode mudar durante o curso da vida e deve poder ser livremente expressa.

Algumas pessoas, por motivos bio-anatômicos ou de outro tipo, sentem a exigência de empreender o doloroso percurso de alteração até drástica de alguns traços do próprio organismo de masculino para feminino ou vice-versa.

Estes são fatos incontestáveis. Os elencamos em ordem de prioridade: espécie, gênero, escolha de orientação, eventuais transições.

Todos não deixamos nunca de ser parte da espécie humana, a qual não deixa nunca de ser constituída por mulheres e homens.

A identidade de cada uma/um não deixa nunca de ser constituída de vários fatores alguns dos quais não dependem das nossas escolhas. Negá-los significa perder-se nas areias movediças da perda de qualquer identidade. Teorizar a "fluidez"(?!), a "neutralidade"(?!), a momentaneidade (esta semana me sinto mulher?!) tem gravíssimas consequências. Os frutos envenenados disso já vemos entre os jovens e adolescentes, para não falar das consequências a longo prazo.

Chama a atenção a rapidez com que a declinação também feminina pela qual lutamos durante 160 anos em um mundo masculino e patriarcal "sai de moda".

A suspeita se torna certeza quando os Estados legislam sobre a autodefinição de gêneros(?!). Os Estados, em cuja origem estão há 5000 anos a guerra e o patriarcado. Os Estados que ousam legislar sobre os corpos e sobre as escolhas das mulheres e sobre a vida íntima das pessoas definindo-lhes legalmente as relações.

Ainda uma vez convém ir às origens. E dizer a verdade é um dever.

18 julho 2020

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Menschliche Identitäten

Die heutige Zeit trieft vor Absurdität, eklatanten Negationen, unverschämten Verfälschungen. Man kann darüber lächeln, sogar sich kaputtlachen. Dann merkt man jedoch, dass eine gesunde ironische Reaktion nicht ausreicht. Man kann sich rechtmäßig empören, aber das reicht auch nicht aus. Man kann denken, dass die Flut von Unlogik und Techno-Unlogik uns nicht berührt, aber dann merken wir, dass sie uns - sei es auch nur indirekt - betrifft.

Es lohnt sich also der Sache auf den Grund zu gehen und grundsätzliche universelle Wahrheiten nicht als selbstverständlich anzusehen, aus denen wir, im Gegenteil, eine hoch zu haltende und ganz sichtbare Fahne machen müssen.

Wir sind menschlich, wird gehören alle der Spezies Mensch, die aus zwei Geschlechtern besteht: weiblich und männlich. Jede und jeder ist ein einzigartiges Individuum, das anders als alle andere ist.

Jede und jeder trifft ihre/seine Wahl im Zusammenhang mit der sexuellen Orientierung, die sich im Laufe des Lebens ändern kann und die immer die Möglichkeit haben muss sich frei auszudrücken.

Einige Menschen verspüren wegen bioanatomischer Ursachen oder aus anderen Gründen das Bedürfnis, einen schmerzhaften Weg zu unternehmen, um manche Merkmale ihres Organismus drastisch von männlich zu weiblich oder umgekehrt zu ändern.

Alle diese sind unumstößliche Tatsachen. Wir haben sie nach ihrer Rangfolge verzeichnet: Spezies, Geschlecht, sexuelle Orientierungswahlen, eventuelle Übergangsprozesse.

Wir alle hören niemals auf, der Spezies Mensch anzugehören, die niemals aufhört, aus Frauen und Männer zu bestehen.

Die Identität von jedem und jeder hört niemals auf, aus verschiedenen Faktoren zu bestehen und manche von ihnen hängen von unseren Wahlen nicht ab. Das zu leugnen, bedeutet, sich im Treibsand von Verlust jeder Identität zu verlieren. Das "fließende" Geschlecht, die "Neutralität", das Reich des Vorübergehenden (heute fühle ich mich als Frau?!) zu theoretisieren, hat sehr gravierende Folgen. Unter Jugendlichen und Halbwüchsigen sehen wir jetzt schon schädliche Auswirkungen, geschweige denn was langfristig passieren kann.

Es ist auffällig, wie schnell die weibliche Bestimmung, um die wir 160 Jahre in einer männlichen und patriarchalischen Welt gekämpft haben, "aus der Mode kommt".

Wir hegen den begründeten Verdacht, dass es um eine weitere Reaktion gegen die tragende weibliche Rolle, noch einmal gegen die Frauen d.h. gegen die ganze Menschheit und die Möglichkeiten ihrer Selbstemanzipation geht. Der Verdacht wird Gewissheit, wenn die Staaten Gesetze über die Selbstbestimmung des Geschlechtes (?!) erlassen. Die Staaten, deren Ursprung vor 5000 Jahren Krieg und Patriarchat war. Die Staaten, die sich wagen, über die Körper und die Wahlen der Frauen und das Intimleben der Menschen zu entscheiden, um ihre Beziehungen gesetzlich zu bestimmen.

Noch einmal lohnt es sich, zum Ursprung zurückzukehren. Und die Wahrheit zu sagen, ist eine Pflicht.

18. Juli 2020

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Human Identities

These modern times are overflowing with absurdities, astonishing negations, insolent falsifications. One can smile or be in stitches from laughing. But then you realize that a healthy ironic reaction is not enough. One can be legitimately outraged but even this is not enough. One can think that the stream of illogicality, and techno-illogicality, does not touch us but we then realize that it affects us even only indirectly.

Thus it is useful to go to the roots without taking fundamental universal truths for granted but, on the contrary, raising them as a high flying emblem.

We are human, we are all part of the human species which is constituted of two genders: feminine and masculine. Each one of us is a unique individual and is different from everyone else.

Each one of us makes their own choices, including sexual orientation, which can change throughout one's lifetime and it must be possible to express it freely.

Some people, due to bio-anatomic reasons or other reasons, feel the need to set out in the painful journey that is to modify, even drastically, some traits of their own body from masculine to feminine or vice-versa.

These are incontrovertible facts. We have listed them in order of priority: species, gender, sexual orientation choices, possible transitions.

We all never stop being part of the human species, which never stops being made up of women and men.

Each one's identity will never stop being made up of different factors, some of which are not dependant on our choices. Negating this means getting lost in the quicksands of losing any identity whatsoever. Theorizing "fluidity" (?!), "neutrality" (?!), short-livedness (this week I feel a woman?!) has extremely serious consequences. We are already seeing the poisoned results its reaping among youths and teenagers, not to mention the long-term consequences.

It is striking to see how fast the feminine inflection, for which we have fought for 160 years in a masculine and patriarchal world, is going "out of fashion".

We have the grounded suspicion that what we're dealing with is further ferocious reactions to feminine protagonism: once again against women and therefore against humanity as a whole and its self-emancipating possibilities. The suspicion becomes certainty when governments draw up legislation on gender self-definition (?!). Governments, which have war and patriarchy as their origins, 5000 years ago. Governments who dare pass legislation on the bodies and choices of women and on people's intimate life by legally defining relationships.

Once again, it is useful to go to the roots. And telling the truth is a must.

Sara Morace

July 18th 2020

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