primapagina

 

riccardo   un giornale che non ha mai ricevuto

   nè intende ricevere alcuna sovvenzione statale

         AIUTACI A MOLTIPLICARE

   il nostro impegno antirazzista radicale

  che ci anima da sempre e di cui c'è sempre più bisogno



Print
PDF

Beirut

Vita tra le macerie

Fianco a fianco, giovani rimuovono i detriti, soccorrono persone sotto shock, manifestano il dolore e la rabbia per tante vite spezzate in modo così crudele e insensato. Arrivano al porto dai quartieri maroniti, dalle periferie sciite, dai campi profughi palestinesi. Ragazzi e ragazze insieme, come nelle manifestazioni dei mesi scorsi: non è stata l'esplosione né il lutto per oltre 150 vittime ad unirli, semmai la tragedia ha evidenziato l'urgenza di cambiare radicalmente, di cacciare i corrotti, di disfarsi di un sistema in bancarotta.

Il Libano è in ginocchio ma i primi a rialzare la testa sono loro e già manifestazioni spontanee si intrecciano con i soccorsi per le strade della capitale: "Il popolo vuole la caduta del regime".

Sulle cause dell'esplosione si rincorrono ipotesi e accuse reciproche – non si può escludere un attentato o l'esplosione accidentale di un deposito di armi – ma appaiono comunque evidenti le gravissime responsabilità di chi ha permesso che una bomba ad orologeria covasse nel cuore della città per anni. Non è sufficiente la punizione di qualche capro espiatorio: in Libano è in crisi e sotto accusa quel patto scellerato che da decenni distribuisce con il bilancino le leve del potere tra i diversi potentati politici e religiosi. Il loro discredito è tale che una delle principali emittenti del paese, LBC, si è rifiutata di mandare in onda i discorsi tanto del presidente Michel Aoun che del leader di Hezbollah, Nasrallah, annunciando che non avrebbe più trasmesso le promesse dei leader sulla trasparenza delle indagini sulla catastrofe. Ma gli sciacalli corrono ai ripari preparando nuove trappole: Macron – presidente dello Stato francese, partner e storico padrino del Libano – è immediatamente volato a Beirut dove ha scaricato l'intera classe dirigente e si è proposto come soccorritore disinteressato del popolo. Anche l'Italia vorrebbe la sua parte nella ricostruzione, non per caso da quarant'anni mantiene lì un suo contingente militare.

Dunque, nuovi imbrogli si van preparando: sapranno sventarli i giovani manifestanti di Beirut?

Speciali

fronteggiando



controilvirus

Appelli

appellosanatoria 

 Appello per la sanatoria dei migranti irregolari ai tempi del Covid-19

Leggi e sottoscrivi l'appello qui


iocuro

Io curo - Insieme per la salute

Leggi l'appello

Vedi il video

Per sottoscrivere questo appello contattaci a: iocuro.insiemeperlasalute@gmail.com

visita il nostro nostro blog : https://iocuro.wordpress.com/


appello scuola

Appello contro il decreto della digitalizzazione

Fronteggiare l'emergenza anche a scuola, mettere al centro le relazioni

Leggi l'appello

Vedi il video

Se lo condividi puoi sottoscriverlo alla mail:     alcentrolerelazioni@gmail.com e farlo conoscere, scaricalo qui

 


appellobimbi

Giù le mani dai bambini!

Leggi l'appello