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LA RIVOLTA DELLE MACCHINE

di Gianni Rodari da Fiabe lunghe un sorriso

Le macchine si rivoltarono perché non volevano fabbricare armi. Sapete come cominciò? La prima a rivoltarsi fu la macchina che fabbricava tubi di tutte le dimensioni: tubi sottili quanto un dito e tubi grossi quanto un cannone, di quelli che si adoperano negli acquedotti. Quando le ordinarono di produrre cannoni, la macchina continuò tranquillamente a fare tubi per gli acquedotti. – Ma come potremo sparare, - dicevano i generali, irritati, - con questi tubi buoni soltanto per i tombini? Noi dobbiamo farci passare i proiettili, nella canna del cannone, non possiamo mica sparare. – E voi perché volete sparare? – diceva la macchina, sorridendo tra sé. Naturalmente i generali non capivano le sue parole: essi capiscono solo la voce del cannone. E non vedevano il suo sorriso, perché le macchine non hanno mica la bocca per sorridere: sorridono con le loro rotelle. C’era poi una macchina che faceva chiodi, e quando le ordinarono di fare proiettili per fucili continuò come prima a fare chiodi, senza darsene per inteso. – Accidenti, - dicevano i generali, - come si fa a far la guerra con i chiodi? I nostri nemici raccoglieranno i chiodi e li adopereranno per rinforzare le suole delle scarpe. Una terza macchina doveva fare la polvere da sparo e altre polveri e miscele esplosive; ma lei fece finta di niente e continuò a produrre concimi per i campi. – Possiamo forse buttare questa roba contro i nostri nemici? – chiedevano i generali grattandosi la pera. - Invece di distruggere le loro città non faremo che ingrassare e concimare i loro terreni. Provarono a castigare le macchine, lasciandole senza olio e senza acqua. Le macchine avevano fame e intristivano a vista d’occhio, coprendosi di ruggine. Ma gli operai, per non lasciarle morire, le curarono con amore, pulendo e lubrificando ogni ingranaggio. E quando i generali diedero ordine di far lavorare le macchine, queste ripresero, come prima, a produrre tubi, chiodi, concimi. I generali erano disperati perché non potevano fare la guerra: la gente invece era contenta. Passando accanto alle fabbriche, la gente sorrideva perché sentiva le macchine cantare: “Capitano della guerra, prendi lo schioppo e casca in terra”.

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