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Quanto cercheremo una rinnovata saggezza della comune umanità, invece di aggravare l’irragionevolezza dell’individualismo imperante? 

Reagire! di Dario Renzi, LC n° 357

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omicidi stradali

con le vittime per difendere la vita,
no agli sciacalli

Perez Corazòn Abordo, una donna filippina di 44 anni, una collaboratrice domestica, è stata uccisa l’altro giorno a Roma da un auto che correva a velocità folle per sfuggire a un posto di blocco e che ha ferito gravemente altre persone. Sono vittime del disprezzo per la vita altrui, dell’incuria criminale verso la minima sicurezza reciproca. A loro e ai loro cari ci sentiamo vicini e, come tante persone, chiediamo che i responsabili rendano conto delle proprie azioni scellerate. Al tempo stesso, e a maggior ragione, riteniamo indispensabile, anche in ricordo di tante vite spezzate, imparare tutti a prenderci cura della vita, del prossimo e propria, a rispettarla, quindi anche a tenere sotto controllo le macchine, che facilmente possono diventare strumenti di morte.
Questi stessi sentimenti nutriamo per Tania Valguarnera, una giovane donna travolta a Palermo da un automobilista ubriaco mentre si recava a lavoro. O per la morte, l’8 maggio scorso, di Sandeep e Sindhu Karu, due giovani indiani (21 e 19 anni) uccisi da un auto mentre andavano a scuola ad Aprilia (Lt). E per ciascuna delle migliaia di vittime innocenti che ci sono ogni anno sulle strade di questo paese.
Non basta però dire questo perché, nel tritacarne dei media e della politica, la realtà viene mistificata e gli incidenti contano a seconda dell’uso strumentale (e razzista) che se ne può fare. Così quello di Roma dell’altro giorno riempie televisioni e giornali non per vicinanza a Perez Corazòn , ricordata con dolore dai suoi cari e dalla comunità filippina, ma perché i colpevoli sono rom. Senza nessun rispetto per le vittime, calpestando ogni minimo senso d’umanità, lo sciacallo fascioleghista Salvini e i suoi pessimi compari inneggiano a “chiudere con le ruspe” i campi rom. Loro, che non hanno trovato un pensiero per Tania Valguarnera, Sandeep e Sindhu Karu e le tante altre vittime della strada, usano questa vicenda per fomentare altro odio e altra violenza e su questo lucrare elettoralmente. Difendere la vita di tutti come primo e più prezioso bene richiede difendere la comune umanità e la dignità di ogni persona e quindi contrastare il razzismo che cresce pericolosamente.

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