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 Pubblichiamo questo testo ricevuto dall’Associazione antirazzista e interetnica 3 febbraio

Manifestazioni in USA

Uniti e solidali contro il razzismo assassino

La morte di George Floyd ad opera di un criminale in divisa riaccende proteste e manifestazioni in tutti gli Stati Uniti e chiama alla mobilitazione tutte le persone solidali e antirazziste. È un esempio chiaro di quanto il razzismo è costitutivo di tutti gli stati, anche di quelli democratici. Nel tempo abbiamo visto giovani uccisi nel proprio stesso Paese così come immigrati lasciati morire in mare in nome delle frontiere. Razzisti di stato coperti da impunità e criminali comuni appoggiati da omertà e indifferenza. Tanti però dicono basta e si uniscono oggi accomunati da un senso dell'umanità e di pace che è tutt'uno con l'affermare giustizia contro l'ennesima violenza. Tanti solidarizzano con queste proteste nel mondo. Siamo al loro fianco ed anche in Italia vogliamo manifestare per costruire insieme una nuova convivenza tra genti diverse senza illusioni negli stati. Solo il protagonismo libero e indipendente può aprire la strada a chi cerca una vita migliore. Non facciamoci dividere dalle false promesse di chi comanda, dagli imbrogli della politica, dalle misere concessioni di chi ci vuole gli uni contro gli altri. Solo unendoci umanamente possiamo difenderci dal razzismo fino a sconfiggerlo un giorno. La nostra associazione da oltre 20 anni si batte contro il razzismo, ti invitiamo a contattarci e a costruirla insieme.

Associazione antirazzista interetnica 3 Febbraio 3465708065 www.a3f.org

 
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Minnesota, Usa

virus vs. mobilitazioni

Il governatore democratico del Minnesota, Tim Waltz, ha chiesto che tutti coloro che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta dopo l'uccisione di George Floyd siano sottoposti a test per il Covid-19.

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La gerarchia cattolica americana contro Trump

Riprovevole abuso dei simboli religiosi

 

Dopo la foto davanti alla St. John Episcopal Church, con una copia della Bibbia mostrata al mondo l'eco mediatica della successiva visita di Trump al Santuario dedicato a Giovanni Paolo II a Washington ha provocato un vero e proprio boomerang.

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8 giugno: sciopero nella scuola?

Per l’8 giugno le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto hanno proclamato uno sciopero nella scuola, dopo aver ritirato quello del 17 febbraio, perché il governo, a loro detta, aveva fatto delle aperture. La commissione di garanzia ha dichiarato illegittimo questo sciopero e, mentre scriviamo, non è ancora chiaro se verrà mantenuto o meno. Peraltro gli stessi promotori dello sciopero hanno dichiarato la disponibilità alla revoca se il governo tratterà, il che lascia intendere la loro scarsa determinazione a proseguire. Certo è che si tratta della terza ingerenza consecutiva contro l’indizione di uno sciopero nella scuola quest’anno. Era già successo con il divieto di sciopero a Unicobas e USI rispettivamente il 6 e il 9 marzo. È evidente un intento autoritario non occasionale che va denunciato in tutta la sua pericolosità.

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Usa

L’impegno della gente comune…

sf

 

Oakland, 3 giugno: giovani infermieri ed infermiere, che operano come équipe medica di strada durante le manifestazioni, posano per la Comune, grazie al nostro amico Steve Thomas.

 

 

...e degli artisti

boyega 

 

Non so se dopo oggi avrò più un carriera, ma chi se ne frega!”. John Boyega, giovane attore, protagonista dell’ultima trilogia di Star Wars, a Los Angeles in piazza con i manifestanti. Una testimonianza dello schieramento di tanti artisti e artiste a fianco di chi è sceso in piazza.

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Usa

Democrazia e umanità, ovvero razzismo e antirazzismo, si fronteggiano

Nel nono giorno dall'uccisione di George Floyd, le proteste negli Usa non si placano.

Uniscono persone di diverse etnie, perlopiù giovani e donne.

Il razzismo è una costante della storia della nazione americana (dello Stato e della società). La democrazia Usa si è fondata sul genocidio dei nativi e sulla schiavitù. A costo di una sanguinosa guerra civile nel XIX secolo, la schiavitù è stata formalmente abolita, ma il razzismo non si può abolire: è una piaga irrisarcibile in questo quadro. Il sangue di milioni di afroamericani, la segregazione, la discriminazione e ancora le uccisioni segnano questo paese attraversato da una violenza endemica e in crescita. Il razzismo è negli Stati uniti la cifra concreta della contraddizione insanabile fra l'umanità che emerge e lo Stato nella sua massima decadenza. La democrazia americana, che ha un ruolo sovranazionale di primo piano perché è questo il Paese che ha la leadership del sistema democratico globale, è questionata dall'interno perché la sua polizia uccide i neri, il presidente schiera la guardia nazionale e fomenta il suo elettorato razzista, la gioventù e le donne che reclamano giustizia, vita e respiro non accennano a lasciare le strade di molte città.

Nelle proteste emergono fattori nuovi e positivi: l'appello a manifestare pacificamente venuto da diversi comitati Black Lives Matter (La vita dei neri è importante) e dal fratello di George Floyd sembra aver avuto effetto e nelle ultime notti non vi sono stati saccheggi o sono stati impediti dai manifestanti stessiAlcuni esponenti di Polizia, in qualche caso anche la guardia nazionale, compresi alcuni graduati, hanno apertamente solidarizzato con le proteste, riprendendo gesti di importante valore simbolico e umano: inginocchiandosi – come avevano fatto alcuni sportivi rifiutando di cantare l'inno nazionale in segno di protesta contro le uccisioni di afroamericani da parte di agenti di polizia – e abbracciando i manifestanti. Altri poliziotti hanno continuato a seviziare e uccidere ma il capo del Pentagono disobbedisce all'accanito presidente Trump dichiarandosi contrario all'uso dell'esercito. Importanti vescovi smentiscono il presidente e lo contestano apertamente dichiarando che né nel nome della Bibbia né in quello della Chiesa può proferire le sue parole d'odio e le sue minacce contro i dimostranti. L'ex presidente Obama appoggia le proteste, mentre un altro ex inquilino della Casa Bianca, George Bush jr., dichiara il fallimento totale del sistema americano di convivenza statale.

Il compito posto di fronte agli antirazzisti americani è complesso e le proteste non potranno bastare a svolgerlo: perché non si tratta solo di una riforma della Polizia, ammesso che questo sia possibile, ma di progettare una nuova convivenza umana. In una società disgregata, come tutte le altre di tipo democratico, ma anche intimamente lacerata dal razzismo a tutti i livelli: prova ne sia il fatto che questo è un terreno di compattamento dell'elettorato di Trump. Questa è la posta in gioco, e sono francamente ridicoli quei commentatori che, anche in Italia, riferiscono le proteste e il crollo sociale alla crisi economica, che casomai è una conseguenza. Non vedere la realtà e le questioni umane irrisolte, fondamentali e risorgenti ostacola la comprensione di quanto avviene e la ricerca di prospettive all'altezza e radicali. Che molte persone di etnie diverse sentano il bisogno di protestare e cercare giustizia è un positivo inizio da sostenere interrogandoci e ricercando progetti e possibilità nuove, fuori dal fallimentare recinto democratico.

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