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Quanto cercheremo una rinnovata saggezza della comune umanità, invece di aggravare l’irragionevolezza dell’individualismo imperante? 

Reagire! di Dario Renzi, LC n° 357

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Spagna

La ministra delle Pari opportunità e le donne

"Esistono le donne e gli uomini? Cosa vuol dire essere uomo o donna?" si chiede Irene Montero, Ministro delle Pari opportunità del governo spagnolo (e inoltre madre, il che potrebbe essere un indizio!) in una intervista al sito Infolibre.es del 7 agosto scorso. "Che taglia di seno dobbiamo avere per essere uomo o donna?" continua, criticando in modo volgare e pericoloso chi sostiene che la dimensione biologica non la si può annullare, bensì ha a che fare (a nostro parere non unicamente ma legata ad aspetti antropologici ed esistenziali) con l'essere donne o uomini.

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FERMIAMO I NO MASK E LE DESTRE

Dopo Berlino e Londra anche a Roma il 5 settembre si terrà una manifestazione dei negazioni-sti del covid, i cosiddetti No Mask. L'iniziativa ha chiaramente una matrice destrorsa. È ispirata dai comportamenti dei leader della destra parlamentare, vedi la partecipazione di Salvini ad un convegno organizzato su questi temi. Ha trovato eco attraverso Facebook con l'utilizzo mascherato di sigle apparentemente neutrali dietro cui si nascondono neofascisti di ogni risma a partire da Forza Nuova. Negazionisti e complottisti di ogni matrice e genere hanno aderito all'evento: dai No Vax ai gilet arancioni e verdi fino ad arrivare, appunto, alla feccia fascista. I No Mask, sigla che sta a simboleggiare il no alla mascherina e al distanziamento sociale in nome della libertà individuale, criticano il governo perché "vuole tenere sotto controllo il popolo", "contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria. Per l'Italia libera, per i nostri bambini, per il futuro."

La demagogia e le menzogne di cui fanno uso mostrano la loro pochezza, che però, nella disgregazione sociale che viviamo, è un veleno che fa presa. Mentre sbraitano si contraddicono: da una parte negano l'evidenza di questa pandemia che sta avendo conseguenze devastanti a livello mondiale, rifiutano qualsiasi tipo di cura e profilassi esponendo a rischio di infezione tutte e tutti, dall'altra vogliono imporre la chiusura delle frontiere additando gli immigrati come primi responsabili dell'espandersi del virus che loro stessi negano.

Il negazionismo ha radici lontane ed è arrivato a negare realtà umane evidenti e drammatiche come l'olocausto perpetrato dal nazismo ai danni degli ebrei e di tutte le minoranze.

Oggi, stanno negando le migliaia e migliaia di persone che hanno perso la vita per questa pandemia insieme a tutte quelle che in prima linea in questi mesi hanno messo al centro la solidarietà e la cura verso gli altri e le altre, come gli operatori sanitari. Stanno attaccando la dignità umana in nome di una logica individualista egoistica e cinica, sono una minaccia concreta alla nostra umanità.

Facciamo appello a tutte le persone che si sono impegnate in questi mesi, operatori sanitari, famigliari delle vittime, realtà dell'associazionismo, e tutte le persone solidali a costruire il più ampio schieramento contro il negazionismo, l'irresponsabilità e contro le destre e il neofascismo per difendere la sicurezza di tutte e tutti, per salvaguardare la salute, per difendere la vita, prendendoci cura gli uni degli altri.

La Comune

4 settembre 2020

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Negazionisti

un'infezione (fascista) da combattere

Nel panorama infetto e pericoloso della destra italiana mancavano solo i NoMask. E puntuali, miseramente, si sono appalesati. Ispirati dai comportamenti irresponsabili dei leader delle destre parlamentari, con la compiacenza dei nefoascisti di ogni risma, sull'esempio di quanto già accaduto a Berlino e Madrid, fra qualche giorno si preparano a scendere in piazza a Roma. Con loro altri negazionisti come i NoVax, borghesucci da Billionaire, settori di destrume vario, feccia fascista, gilet arancioni e camice verdi... tutti (pochi per fortuna) uniti nel rifiutare ogni profilassi di fronte alla pandemia e quindi a esporre al rischio di infezione tutti e ciascuno.

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A fianco dei precari, per una riapertura in sicurezza, contro le minacce della digitalizzazione

Ancora una volta i diritti dei precari vengono calpestati, ma quest'anno è ancora più evidente che così peggiorano le condizioni di tutte/i. La prima minaccia è alla salute. Non assumere i precari implica anche che le classi continuano a essere affollate, il che rende la diffusione del Covid più facile che mai. Avevamo detto da subito che la DAD era pericolosa anche perché istituiva un precedente: oggi la vogliono istituzionalizzare per "risolvere" il problema del contagio evitando le assunzioni necessarie.

Le soluzioni prospettate dalla ministra Azzolina e dal governo Conte sono inquietanti quanto inutili. Dalle opposizioni arriva solo demagogia: Salvini rivendica l'assunzione di 100.000 precari, facendo finta di essersi dimenticato che quando era al governo ne ha licenziati altrettanti. Una prova ulteriore che nessuna fiducia può essere riposta nelle forze istituzionali, di governo né tantomeno di opposizione. La permanente campagna elettorale ha fatto delle giuste esigenze dei precari merce di scambio a cui molti degli stessi precari si sono colpevolmente piegati. Dobbiamo far conto sulla nostra iniziativa.

Giusta la rivendicazione dell'assunzione immediata di 250.000 precarie/i per poter lavorare in sicurezza in classi con al massimo 15 studentesse/i. Ciò favorirebbe condizioni di lavoro decenti. Tuttavia vogliamo proporre una riflessione su come possiamo al contempo essere insegnanti migliori, che per noi significa essere educatrici ed educatori e non istruttori, e per questo comporta anche una ferma opposizione a ogni forma di digitalizzazione dell'insegnamento. Moltissimi sono ormai gli studi di neuroscienziati e psicologi sui danni che la digitalizzazione comporta sulle capacità cognitive e relazionali di chi vi ricorre, studenti o insegnanti che siano, d'altra parte le conseguenze le abbiamo sperimentate anche nell'esperienza diretta degli scorsi mesi.

La sfida oggi è anche assumere questo impegno a tutela delle nostre condizioni materiali e di salute, quindi preservando anche le facoltà e capacità relazionali nostre e dei nostri alunni.

Sostenere le mobilitazioni dei precari per noi significa unirci per l'impegno prioritario e inderogabile della salvaguardia della salute e della vita di tutti noi.

La Comune

Lavoratrici e lavoratori nella scuola

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Antirazzisti a canestro

Qualcuno lo ha definito un fatto storico e clamoroso, altri lo hanno paragonato al gesto di Smith e Carlos nel '68, guanto nero e pugno alzato sul podio delle olimpiadi. I campioni della NBA, fra gli sportivi più popolari e pagati del mondo, hanno fermato il campionato per protestare contro il razzismo e la violenza della polizia, per la dignità umana. Molti di loro da mesi sono attivisti di Black lives matter e dopo il ferimento di Jacob Blake a Kenosha (Wisconsin) hanno di nuovo preso l'iniziativa, riuscendo a coinvolgere un gran numero di sportivi: non solo i giganti neri, ma anche giocatori bianchi (fra cui alcuni europei come il catalano Marc Gasol), con l'appoggio di molti allenatori e perfino, facendo buon viso a cattivo gioco, della stessa NBA.

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Sicilia: Il razzismo del governatore

Il governatore della Sicilia Musumeci è sicuramente uno dei più appassionati protagonisti di quel gioco politico chiamato " Chi la spara più grossa ", oramai così in voga tra i politicanti di ogni colore che attraverso i social diffondono i loro messaggi di odio, egoismo, incompetenza, stupidità. In piena emergenza Covid e mentre è noto a tutti che i contagi in Sicilia riguardano solo in minima parte i profughi, Musumeci usa il pugno duro del razzismo e della propaganda più becera e disumana, facendo eco a Salvini e decidendo con una propria ordinanza la chiusura di porti e dei centri di accoglienza. Così Musumeci attribuisce a se stesso competenze esclusive dello Stato, firmando un'ordinanza del tutto illegittima che fomenta altro odio tra le persone comuni e verso i profughi i quali, secondo lui, dovrebbero essere lasciati in mezzo alla strada senza neppure un letto e un pasto, le uniche cose che i centri di accoglienza statali garantiscono. I turisti provenienti dalle zona più colpite dal Covid, invece, sono benvenuti e attirati nell'isola per favorire la ripresa economica. Almeno la Caritas, insieme a diversi parroci tra cui D'Antona e Scordato, hanno espresso la loro condanna all'ordinanza, mentre le associazioni impegnate nella solidarietà antirazzista hanno indetto un presidio per giovedì prossimo a cui La Comune Palermo parteciperà. Il parroco di Siracusa Lorenzo Russo ha scritto una lettera ai fedeli dicendo loro".. Se siete favorevoli all'ordinanza non venite a messa".

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