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Giovane donna uccisa in Bangladesh

Con Nusrat contro la violenza assassina

      
Nusrat Jahan Rafi, una giovane di 19 anni, all’inizio di aprile è stata bruciata viva sul tetto della scuola coranica di Feni, una località nel sud est del Bangladesh, da un gruppo di uomini a volto coperto – alcuni studenti e politici locali – perché aveva coraggiosamente denunciato il preside di averla molestata. L’uomo è finito in carcere ma da qui ha organizzato l’assassinio della giovane che è stata attirata sul tetto della scuola per farle ritrattare le accuse e i suoi assassini hanno poi tentato di far apparire la sua morte come un suicidio. Nusrat è riuscita a raccontare cosa le era accaduto e  almeno 15 di loro adesso sono in carcere. La sua morte ha suscitato in tutto il paese manifestazioni di protesta e richieste di giustizia, facendo emergere le molestie e le violenze contro le donne nelle scuole coraniche: nel solo mese di aprile sono state tre le studentesse uccise e sette le giovani stuprate nelle madrasse (le scuole coraniche), dove il 70% degli insegnanti sono uomini, nonostante il ministero dell’Istruzione preveda la presenza di sole insegnanti donne. Nello scorso anno, in tutto il Bangladesh, sono state registrate almeno 950 denunce per stupro e questi sono solo dati che restituiscono parzialmente ciò che accade, perché solo il 3% dei processi si conclude con una condanna.
Nusrat non si è arresa nemmeno di fronte all’ufficiale di polizia che, nel registrare la sua denuncia ha minimizzato l’accaduto, l’ha filmata illegalmente e poi ha diffuso il video su internet, mettendo in pericolo la sua vita. Il coraggio nel denunciare il preside molestatore (probabile violentatore seriale!), la sua forza e la determinazione con cui non si è fatta intimorire stanno scuotendo tante donne che, tra aprile e maggio hanno manifestato denunciando le violenze, le molestie e chiedendo giustizia per Nusrat.