L'assemblea di “Massa Critica” a Napoli

Lo scorso mercoledì 6 luglio si è svolta un assemblea in Piazza S.Domenico, nel centro storico di Napoli, indetta da “Massa Critica”, un gruppo che raccoglie varie forze della sinistra locale. Circa quattrocento persone -tra cui intellettuali, esponenti di associazioni, centri sociali e qualche partito politico di sinistra- hanno partecipato all'evento, incentrato sul tema della “Democrazia radicale, ora”. Tra i relatori e promotori, oltre ad un docente universitario e ad un'esponente dell'associazione “Sbilanciamoci”, c'era anche il sindaco Luigi de Magistris. La discussione -sebbene incentrata solo su questioni locali, senza nessun riferimento agli ultimi gravi attacchi terroristici avvenuti su scala internazionale-  ha presentato alcuni aspetti positivi e progressivi, come la richiesta di aprire e tutelare degli spazi pubblici per giovani e non solo, in alcuni quartieri centrali di Napoli, o come l'esigenza di riavvivare aree dismesse ed abbandonate come Bagnoli, per esempio. Rifacendosi allo zapatismo oppure ad altre esperienze di municipalismo come Barcellona, si è discusso di costruire delle assemblee popolari  e “tavoli territoriali per costruire con gli abitanti di Napoli gli spazi necessari per elaborare le politiche cittadine sul territorio”, oltre che di  scrivere una "Carta delle assemblee degli Abitanti". E' un intento che comporta l'affidarsi esplicitamente  a quelle stesse istituzioni statali distanti e spesso contrapposte ai bisogni delle persone comuni: non a caso De Magistris ha affermato che il compito del “controllo popolare” è anzitutto della polizia -la stessa che nella più importante democrazia al mondo, gli USA,  uccide in media 3 persone al giorno. Durante l'assemblea si sono espressi soprattutto esponenti di gruppi politici e di centri sociali, mentre la voce di persone più comuni, appartenenti al “popolo” che si dice di voler rappresentare, è stata poco presente se non assente del tutto.

Sergio Esposito