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elezioni in Francia

il peggio in crescita

Il risultato al primo turno delle elezioni regionali vede quale primo partito, per la prima volta, la destra razzista e xenofoba del Front National che è in testa in 6 regioni su 13; soltanto secondo il centrodestra dell’ex presidente Sarkozy, addirittura terzi i socialisti.
È un risultato pessimo ma non un fulmine a ciel sereno. Infatti, anche se alcuni quotidiani francesi hanno accolto i risultati titolando “Choc”, il Front National è da anni in costante crescita, nelle urne come nella società. Il suo successo non stupisce: ha raccolto ulteriori consensi lucrando cinicamente sugli attacchi bellici di Parigi del mese scorso e il peggio – anche sul piano elettorale – non può che nutrirsi di un contesto internazionale segnato dall’affermazione del califfato neonazista e dalla generale crescita dell’uccidibilità.
 Il FN fa breccia in settori borghesi e popolari razzisti, nazionalisti e islamofobi, sollecitandone l’egoismo e la paura. La sua affermazione è enormemente facilitata dal fallimento storico delle sinistre e dalla rincorsa a destra di tutte le forze politiche, deriva che da questo esito riceve nuovo vigore. Anche sul piano elettorale trova espressione una crisi ben più generale, culturale e coscienziale, sofferta in modo particolarmente acuto nella gioventù.
In questo quadro, è da rimarcare il voto in controtendenza espresso dagli elettori di Parigi: nella capitale il FN si ferma al 9,65% e nell’XI arrondissement, teatro degli attacchi stragisti dello scorso 13 novembre, è al 7,5%.