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dove va il Movimento 5 stelle?

A Laives (Bolzano) il Movimento 5 stelle ha fatto un accordo programmatico con la Lega neofascista di Salvini. A Roma hanno partecipato ad una manifestazione insieme a CasaPound (i cosiddetti “fascisti del terzo millennio”) contro il sindaco di Roma Ignazio Marino. A Gela hanno ricevuto l’appoggio di Forza Italia contro il corrotto Domenico Crisafulli del Pd. E il “Grillo qualunque”, leader attualmente defilato dei pentastellati, ha fatto dichiarazioni naziste dicendo che se non si manda a casa Marino presto Roma sarà sommersa da “topi, spazzatura e clandestini”. In un recente passato il movimento e i suoi vertici hanno espresso posizioni reazionarie con un referendum on line che a maggioranza ha votato contro l’abolizione del reato di clandestinità; addirittura Alessandro Di Battista l’estate scorsa dichiarò la necessità di trattare con i neonazisti dell’Isis. Il M5s tende a destra.
Questa dinamica ci preoccupa e dovrebbe preoccupare anche quei tanti attivisti ed elettori dei cinquestelle che sono gente solidale e per bene. C’è chi continua a credere che il movimento-partito di Grillo possa essere uno strumento per mandare a casa i politici attuali e/o per sbloccare l’attuale sistema, facendo qualcosa di buono per la gente. In primis si dovrebbe fare i conti con il fatto che sono passati più due anni dal successo elettorale alle politiche che ha portato una consistente truppa di grillini in parlamento. Quale contributo hanno dato per cambiare in meglio la vita delle persone e della società? Nessuno. Cosa è cambiato nella politica? Niente di sostanziale. La corruttela dilaga, nonostante la rinuncia ai rimborsi elettorali del M5s. Il governo e lo Stato sono sul piede di guerra contro gli ultimi, a partire dalle sorelle e dai fratelli immigrati. Il motivo fondamentale è che il sistema e lo Stato democratico sono irriformabili, inevitabilmente costituiti da partiti politici che come bande criminali si contendono ricchezza e potere negativo, estranei ai bisogni più profondi delle persone. Il qualunquismo dei vertici dei 5 stelle non solo è inane rispetto a tale andamento ma ne è complice: illudendo sulla riformabilità del sistema, in sostanza difende lo status quo democratico. L’assunto statutario del movimento “non siamo né di destra né di sinistra” in sostanza esprime un disprezzo per le idee, per i valori e inevitabilmente per le persone. Per questo è interno agli assetti dominanti decadenti e tende a destra. Con la politica non si cambia in meglio, anzi si peggiora, anche con quella a cinquestelle.