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Stato turco e Isis

un’infame convergenza

Arriva indirettamente, dal web, la conferma del torbido ruolo dello Stato turco nelle vicende belliche in corso in Medio Oriente sulla pelle di milioni di persone.
Negli ultimi giorni l’attenzione si è focalizzata sul risultato delle elezioni generali del 7 giugno in cui il partito del presidente Erdogan – pur rimanendo maggioritario – ha perso per la prima volta dopo 13 anni la maggioranza assoluta. Un risultato da considerare come un positivo argine allo strapotere presidenziale, reso possibile grazie al voto della minoranza curda e delle opposizioni di sinistra che hanno permesso al Hdp (Partito democratico del popolo) di superare la soglia di sbarramento fissata al 10% dei voti e ostacolare così ulteriori progetti di Erdogan di accentramento del potere.
Proprio all’indomani del voto, l’Isis ha pubblicato un magazine online in lingua turca, Konstantinyye, volto a conquistare proseliti in un paese che viene dipinto come “fonte di risorse umane” per il  califfato nero. Negli articoli non v’è traccia di accuse di apostasia nei confronti dei governanti né minacce di voler portare guerra o attentati in territorio turco. La pubblicazione, al contrario, sembra confermare l’infame ruolo di appoggio alle bande neonaziste dell’Isis svolto fin qui dagli apparati statali turchi: in questi mesi, essi hanno impedito con la forza l’afflusso di volontari in difesa di Kobane, garantendo allo stesso tempo le linee di rifornimento e di finanziamento dell’Isis.