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la "buona scuola" cade a pezzi

Il titolo è fuor di metafora. Nonostante il nomignolo accattivante dato al progetto governativo di "riforma" della scuola, chi la vive sa che la situazione è tutt'altra. Di seguito ne pubblichiamo una testimonianza a cura del collettivo degli studenti del liceo Umberto I di Napoli.

Martedì 14 ottobre, nell'aula 2 al primo piano del liceo Classico Umberto I di Napoli, durante il regolare svolgimento delle lezioni, è crollato un pezzo di intonaco dal soffitto. Per una questione di pochi centimetri, un'alunna e un'insegnante sono rimaste illese. L'episodio, tuttavia, resta gravissimo. Ma non si tratta di un episodio isolato, ogni anno cedono tubi dell’acqua, pannelli ammuffiti, cadono acqua e polveri dai soffitti. Per non dimenticare il caso dei ventotto punti di sutura sulla testa di Marialuigia Spanò dovuti al crollo di un pannello dal tetto. Ogni anno si fanno una o più perizie, l’istituto è periodicamente dichiarato agibile e periodicamente si verificano situazioni di questo tipo. È ormai chiara a tutti la situazione dell'edilizia della scuola pubblica, vittima di continui tagli. Edifici fatiscenti che ospitano noi studenti sono situazioni all'ordine del giorno. Non vogliamo che la nostra scuola, luogo di crescita e formazione, diventi luogo di tragedie e distruzione. Non possiamo più rischiare la vita nei luoghi dove passiamo gran parte delle nostre giornate. Dunque, non possiamo più far finta di niente.
Mercoledì 15, stanchi di tutto ciò, più di 1000 studenti dell'Umberto, dopo aver provato a parlare con il preside in cerca di notizie riguardo la presunta agibilità dell'edificio e dopo essere stati respinti in malo modo, hanno deciso di non entrare a scuola e di fare un sit-in. Una parte degli studenti si è recata alla Provincia, dove una delegazione ha richiesto un colloquio con l’Assessore per l’edilizia scolastica Maurizio Moschetti. Tornati sotto scuola, i rappresentanti d’istituto e i membri del collettivo studentesco hanno provato nuovamente a parlare con il preside chiedendo la perizia che attesta l'agibilità dell'edificio, ma la richiesta non è stata accolta. Giovedì 16 ottobre, gli studenti del liceo Umberto I di Napoli hanno ottenuto la perizia che attesta l’agibilità dell’edificio ed evidenzia i numerosi luoghi pericolanti dell’istituto. Nella stessa giornata il preside ha chiamato i vigili del fuoco per fare un sopralluogo dell’esterno dell’edificio. Venerdì 17 i tecnici della Provincia sono entrati nell’istituto per fare il sopralluogo promesso dall’assessore Moschetti agli studenti due giorni prima.
Ma noi studenti ci poniamo ancora una domanda: perché il preside non fa entrare i vigili del fuoco all’interno dell’istituto? Conosciamo già le perizie della Provincia, sono simili ogni anno e ogni anno si sfiora la tragedia. Gli studenti del liceo Umberto I rivendicano indagini approfondite.
Nonostante i risultati ottenuti grazie alle giornate di lotta di mercoledì e giovedì, la situazione delle scuole napoletane e di tutta Italia, è assolutamente critica. Nel napoletano, nel centro e ancor più in periferia, quotidianamente migliaia di studenti rischiano la propria incolumità e talvolta la propria vita. Contemporaneamente al caso dell’Umberto, si è verificata la medesima problematica in scuole di Roma e Padova. Tutto ciò non è altro che il risultato di miliardi di euro di tagli alla scuola pubblica attuati dagli ultimi governi. Siamo stanchi di subire riforme e tagli che danneggiano la nostra cultura e mettono a repentaglio la nostra vita. Non siamo più disposti ad aspettare manovre dall’alto e per questo noi studenti continueremo a batterci per i nostri diritti.

Collettivo studenti liceo Umberto I