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Cda2020

        

                           

             
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elezioni 2013

CHE FINE HA FATTO LA POLITICA?

 

Queste elezioni sono una manifestazione clamorosa della crisi della politica.
Non si tratta solo dell’ampiezza dell’astensione, del voto di protesta e del ridimensionamento drastico dei vecchi partiti né del rischio di ingovernabilità: c’è qualcosa di più profondo.
La politica non ha più idee generali e valori per la vita della società. E' (solo) amministrazione cinica degli affari dei potenti, lotta per i posti di potere e ruberia. Un tempo era diverso: varie ipotesi politiche, di destra o di sinistra, democratiche oppure no, avevano, da proporre alle persone, progetti e idee, valori e obiettivi comuni, spesso pessimi e che comunque prevedevano l’oppressione statale e il dominio di minoranze. Oggi la gente si disinteressa alla politica ma soprattutto la politica della decadenza non ha più nulla a che vedere con gli aspetti più importanti della vita delle persone. E' una presenza estranea e fastidiosa.
Il Movimento 5 Stelle vince le elezioni facendo leva sul legittimo malcontento verso le malefatte dei politici. Promettono di “cacciarli tutti”, di fare grandi cambiamenti ma poi sono parte della stessa logica: stare nelle istituzioni statali, per natura lontane dalla gente comune, sovrapposte e contrapposte ai bisogni delle grandi maggioranze, per decidere sulla società.
Grillo parla di solidarietà, amicizia e comunità. Questioni importanti, per noi fondamentali per pensare a un miglioramento della vita in comune; decisivi sono però i contenuti che si danno a queste parole. Che solidarietà, amicizia e comunità sono possibili senza relazioni umane reali tra le persone (ci sono solo quelle virtuali della Rete)? Se mancano ambiti di conoscenza e dialogo? Se le persone rimangono una folla di individui isolati? Se il libero confronto sulle idee è sostituito da offese ed esclusioni quando non si è d’accordo con il leader? Se a un’assessora è tolto il ruolo perché incinta? Se poi decidono senza controllo Grillo e Casaleggio proprietari del marchio?
Alla radice c’è un profondo qualunquismo che li accomuna a tutta la politica: mancano di valori, non hanno un’idea condivisa di società, non hanno un’idea di bene comune possibile. Propongono di ritoccare l’economia capitalista – privilegiando i piccoli imprenditori e controllando le banche – e lo Stato democratico affinché soddisfino alcune necessità materiali dei cittadini (degli immigrati non si parla). Non solo è molto difficile realizzare tali ritocchi ma, se anche fosse, i parzialissimi vantaggi arriverebbero a pochi.

il principio della solidarietà

Siamo convinti che sia possibile cambiare in meglio assieme. Che sia possibile un’alternativa positiva alla politica decadente, che oscillerà tra qualche alchimia governativa e nuove elezioni, e all’egoismo sociale che ad essa s’intreccia. La si può cercare se si mettono al centro le questioni essenziali della vita imparando a pensarci in comune, cercando e sperimentando strade umane di miglioramento condiviso, definendo le idee e i programmi per affermare le nostre esigenze e qualità più importanti. E' credibile se ci miglioriamo come persone riconoscendoci come protagonisti possibili di un mutamento positivo. Se ci educhiamo a ricercare amicizia, a costruire relazioni solidali e ambiti di comunanza. Se guardiamo ai bisogni vitali di ciascuno sapendoli collegare a quelli degli altri. Se difendiamo in primo luogo quelli dei più poveri e discriminati capendo che è una condizione basilare per poter migliorare la vita di tutti.
La nostra idea di solidarietà è affermazione della comune umanità, della vita delle persone immigrate e profughe contro ogni razzismo aperto o mascherato. E' difesa della dignità e libertà delle donne contro ogni violenza ed offesa. E' sostegno alla crescita ed educazione libera e positiva dei giovani. E' schieramento con le persone che difendono o provano a migliorare le condizioni di lavoro assieme agli altri. E' l’inizio possibile di migliori e libere comunità umane, di una nuova associazione tra le persone.
Questo ci motiva a sostenere l’impegno solidale di tante persone e realtà diverse, a cominciare dall’Associazione 3 Febbraio e dai Comitati Solidali e Antirazzisti: nel rilancio e nell’unione della solidarietà umana, indipendente dai Palazzi, c’è un primo passo fondamentale per affermare i bisogni umani e iniziare a cambiare in meglio.
Questo ci motiva nel nostro impegno per costruire comunanze umane libere, da sempre e per sempre autofinanziate, attorno a principi e a un programma per migliorare la vita impegnandoci assieme.


                           

27 febbraio 2013


per donare: Associazione La Comune Via M. Mercati, 20 – 50139 Firenze
IBAN: IT10 C076 0102 800000071419162

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elezioni politiche

nel palazzo domina il caos

1. Ciò che esce dalle elezioni contraddice ciò che le principali forze politiche e i ceti dominanti volevano. Dopo la transizione del governo “tecnico” di Monti l’obbiettivo era quello di ottenere una chiara maggioranza parlamentare per avere un governo stabile. La scesa in campo di Monti come carta speciale giocata da una parte rilevante di borghesia aveva questa categorica priorità. Dal risultato esce invece esattamente l’opposto. Per la borghesia e i ceti dominanti è un vero fracasso. Dopo un lungo altalenarsi di dati incerti e contraddittori risulta che alla Camera il centrosinistra prende il 29,54% (10.047.603 voti), il centrodestra il 29,18% (9.923.109), il Movimento 5 Stelle il 25,55% (8.689.168), Monti per L’Italia il 10,56% (3.591.629), Rivoluzione Civile il 2,25% (765.172). Solo per una manciata di voti il centrosinistra si appropria del premio di maggioranza alla Camera. Ma al Senato il centrodestra sempre per una manciata di voti guadagna più senatori del centrosinistra, quindi non è possibile nessuna chiara maggioranza.
Volevano più governabilità e stabilità, invece si è prodotto uno sconquasso senza precedenti a partire dalla distanza di milioni di persone dai politici corrotti e corruttori e da una politica marcia e criminosa. Anche dal voto emerge una decadenza irrefrenabile della politica democratica impregnata di corruzione e malaffare senza fondo.

2. Il primo dato più rilevante è la crescita dell’astensione che con il 25% ha raggiunto il massimo storico dalla nascita della Prima Repubblica con circa 12 milioni di persone, a cui va aggiunto il numero delle schede bianche e nulle che non è ancora conosciuto. Il secondo dato è il successo del Movimento 5 Stelle che diventa il primo soggetto politico-elettorale nella Camera dei deputati e scompagina il quadro parlamentare raccogliendo più di un terzo dei consensi togliendoli tanto al centrosinistra quanto al centrodestra e alla Lega.

3. In questo quadro il centrosinistra è riuscito a realizzare un capolavoro, quello di non vincere, essendosi presentato come il più coerente partigiano del precedente governo Monti e della sua agenda antipopolare. Ne ha tratto vantaggio Berlusconi che, alleato con la Lega Nord di Maroni, pur perdendo molto consenso rispetto al 2008, è riuscito comunque ad ottenere un risultato sufficiente per essere determinante nel gioco parlamentare. Un dato inquietante perché dice di una società disgregata, di ampi settori intrisi di egoismo e corruzione morale e materiale, che continuano ad essere il serbatoio elettorale del cavaliere e della sua banda del malaffare. In questo senso è ulteriormente preoccupante la possibile vittoria del segretario leghista Maroni alla regione Lombardia, dove Formigoni ha costruito un ampio sistema di corruzione.

4. Un altro aspetto è il totale insuccesso di Rivoluzione Civile di Ingroia: neanche in questa occasione rientra in Parlamento ciò che restava della cosiddetta sinistra radicale, rappresentata dal Prc e dal Pdci, che nel corso di questi anni hanno consumato la propria credibilità e hanno perso il legame con tante persone di sinistra. Nello stesso tempo sparisce dal Parlamento anche l’Italia dei Valori di Di Pietro che invece nelle ultime tornate elettorali aveva ottenuto un certo consenso.

5. Lo scenario che esce da queste elezioni vede il Palazzo in preda al caos. Difficile formare un governo. Le soluzioni governative possono sorgere solo dalle alchimie e dai pastrocchi parlamentari dentro una decadenza della democrazia che si approfondisce. In ogni caso da questo parlamento non uscirà nulla di buono per i bisogni e le esigenze essenziali della gente comune, delle sorelle e dei fratelli immigrati, dei giovani, delle donne e delle persone che lavorano. Come abbiamo argomentato prima delle elezioni e a maggior ragione dopo questo risultato siamo convinti che è decisivo stare fuori dai Palazzi e dal pantano della politica corrotta e criminosa, impegnandosi nel costruire una aggregazione umana alternativa solidale e benefica per cominciare a vivere meglio.

ore 14

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 Napoli

Casa Pound mostra il suo vero volto

Dalle pieghe nascoste della città, attraverso inchieste ed intercettazioni sbuca fuori una verità finora solo sospettata. Un gruppo di neofascisti di Casa Pound si organizza e progetta azioni contro giovani studenti, raccoglie armi, pensa all’idea di stuprare una giovane di religione ebraica perché aperta al dialogo e stimata da arabi e palestinesi e prepara scontri. Come quelli che si svolsero il 1° maggio di tre anni fa non lontano dal passaggio di un corteo pacifico ed antirazzista promosso anche dalla Associazione "3 febbraio". Fra i capi, anche la figlia di un senatore della estrema destra del Movimento sociale che minimizzando l’accaduto difende i neofascisti, lanciando velate minacce. Casa Pound che si presenta in pubblico come aperta al dialogo, ricevendo di recente anche aperture da Grillo, mostra il suo vero volto. Ma è un volto compatibile con le istituzioni democratiche. Casa Pound infatti si presenta alle elezioni. Ha anche una faccia democratica. L’ipocrisia della politica accetta di buon grado la doppia faccia: razzista, maschilista e violenta, ma anche accomodante e legalitaria. Non è solo un gioco delle parti fra partiti e forze politiche democratiche e neofasciste. Vi sono inquietanti affinità e convergenze.

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i marò in Italia per le festività natalizie

impunità nazionale

L’alta corte del Kerala (India) ha concesso quindici giorni di licenza, sotto garanzia delle istituzioni italiane e grazie ad una cauzione di 800 mila euro, ai due militari che sono accusati di aver ucciso “per sbaglio” due pescatori indiani, persone inermi che si trovano nel loro peschereccio, al largo delle coste indiane. I marò sono stati accolti al Quirinale, con tutti gli onori, dal presidente Giorgio Napolitano, strenuo difensore della costituzione e della nazione. “Siamo italiani, onoreremo i nostri impegni” hanno dichiarato i marò, che appartengono a forze armate, quelle italiane, che negli ultimi 150 anni non hanno mai concluso una guerra con gli alleati con cui l’hanno iniziata (guerra di Libia del 2011 contro Gheddafi inclusa). L’onore e gli impegni di cui parlano questi militari e i politici, e questa è la cosa più importante, è un onore intriso di sangue. Chi uccide due persone inermi è un assassino e se ha una divisa militare lo è per conto e per nome dello stato democratico che gli dà licenza di uccidere. Le istituzioni politiche, difatti, non si preoccupano di appurarne l’innocenza ma li difendono in quanto militari italiani che svolgono il loro dovere. Noi, come tanti, ci sentiamo vicino alle persone che in India hanno perso i loro cari ingiustamente. La vita delle persone è per noi il bene più prezioso: va tutelata e difesa dagli assassini di stato e in ogni parte del mondo.

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dimissioni del governo Monti

per cambiare in meglio la vita nessuna fiducia nella politica

Guardiamo alla crisi di governo che si è aperta con le preannunciate dimissioni di Monti dal punto di vista delle grandi maggioranze, dei loro bisogni essenziali, delle speranze di miglioramento materiale e sociale della vita, dal bisogno di socialità, prossimità, sicurezza. Gli scontri politici che si sono aperti niente hanno a che fare con le speranze e i bisogni delle persone.

Berlusconi, lo squallido leader di un Pdl allo sfascio ha tolto la fiducia a Monti perché vuole restare al centro del potere statale e difendere i suoi consistenti interessi. Il Pd di Bersani rivendica l’operato di un governo che ha fatto gli interessi degli straricchi, banchieri e padronato in primis, ha alimentato egoismo, divisioni e razzismo, facendo pagare la bancarotta statale alle maggioranze di questo paese: immigrati, giovani, donne, lavoratori. Monti, se rimarrà in politica, continuerà ad avvantaggiare i ricchi e a colpire i poveri. Il Movimento 5 Stelle di Grillo, infine, ha margini di crescita ma la sua protesta senza sbocchi positivi non farà che accrescere il caos politico.

Per un miglioramento autentico della vita è urgente seguire una strada alternativa alla politica. Noi di Socialismo rivoluzionario sosteniamo tutti coloro che vogliono o provano a reagire, e sono tanti, in una società che nelle sue maggioranze purtroppo subisce passivamente o è avvelenata da egoismo e chiusura. Abbiamo bisogno di aggregarci in modo unitario, solidale e indipendente dalle istituzioni democratiche decadenti, imparando a definire assieme i nostri bisogni. Possiamo cambiare in meglio le nostre condizioni di vita e le relazioni umane, se partiamo dalla nostra comune umanità, unendoci fra persone, promuovendo l’ incontro e il dialogo tra le diverse esperienze, associazioni e aggregazioni solidali, senza nessuna fiducia in una politica distante e minacciosa.

Palermo, 10 dicembre h 18

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