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AdessoLaStoria


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La pessima scelta di Clint

Ovviamente avvilisce leggere la scadente intervista rilasciata da Clint Eastwood e certamente non è possibile fraintendere la sostanza di quelle parole: lei sostiene Donald Trump? – chiede l’intervistatore – Io non sostengo nessuno… – risponde Eastwood – ma se lei dovesse scegliere? – Sarebbe una scelta dura…ma direi Trump, perché Hillary ha dichiarato che seguirà le orme del Presidente Obama… Più avanti il portato del razzismo fascistoide di Trump viene banalizzato e trattato alla stregua di stupidaggini o errori. Altrettanto sinceramente manifestiamo la nostra contrarietà per questa pessima scelta politica, soprattutto per chi come noi non rinnega e non smette di apprezzare le suggestioni umaniste presenti nell’opera del Clint regista.
L’intervista a cura di Michael Hainey, pubblicata il 3 agosto su Esquire, una rivista di moda, a Clint Eastwood e a suo figlio Scott ha dato origine ad una squallida querelle in particolare sulla stampa italiana. È indubbiamente una lunga, noiosa e soprattutto superficiale chiacchierata per promuovere la carriera attoriale di Scott Eastwood e qualche capo di abbigliamento indossato da gente famosa. Ciò che colpisce è soprattutto la superficialità dei siparietti che Michael Hainey imbastisce con i suoi ospiti, passando con leggerezza dai dettagli sulle nuove produzioni cinematografiche ai ricordi di infanzia, dalla politica nazionale a dozzinali giudizi sulle giovani generazioni.
E’ penoso vedere come un maestro del cinema che ci ha parlato con toni così delicati ed appassionati dell’intimità e della drammaticità degli esseri umani possa indugiare su tali banalità e optare per posizioni politiche così nefaste.

Intervista integrale

http://www.esquire.com/entertainment/a46893/double-trouble-clint-and-scott-eastwood/

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danza

stage con tre leggendari maestri della compagnia Limón

 

Incredibile, ma può accadere. Si riesce a vivere e far rivivere la storia della danza proiettandosi nel futuro. Dal 14 al 29 luglio si terrà a Ferentillo (Terni), nell’incantevole paesaggio della Valnerina, un seminario intensivo per esplorare la profondità e la filosofia della tecnica Humphrey-Limón, con lezioni quotidiane di tecnica e repertorio, attività per ragazzi, video showing e convegni. I protagonisti sono tre storici danzatori, nonché coreografi e insigni maestri che hanno lavorato per anni nella compagnia del grande Josè Limón, tra le figure più celebri della danza moderna americana e internazionale: Betty Jones, Fritz Ludin e Nina Watt. Betty Jones, entrata nel 1947 nella compagnia come membro fondatore e solista, è stata prima interprete e ispiratrice di numerosi lavori di Josè Limón e Doris Humphrey (la grande coreografa che scoprì il talento del giovane Limón). Betty Jones è un’autorità nella tecnica Limón: ha tenuto corsi professionali alla Juilliard School di New York per più di trent’anni e insegnato in tutto il mondo. Fritz Ludin entra in compagnia nel 1963, danzatore, assistente di Limón, compagno d’arte e nella vita di Betty Jones ha con lei creato la compagnia Dances We Dance e insieme ricostruiscono il repertorio Humphrey- Limón in tutto il mondo. Nina Watt, invitata da Limón ad unirsi alla compagnia nel 1972, è stata interprete eccezionale nei ruoli principali del repertorio, ha curato la selezione e la formazione dei danzatori nonché diretto gran parte del repertorio della compagnia, ha insegnato la tecnica Limón in diverse università americane, in Europa e in tutto il mondo. La Limón Dance Company nel 2008 ha festeggiato i cent’anni dalla nascita del suo fondatore, le cui opere vengono ancora celebrate tra i capolavori della danza americana, e nel 2011 si è festeggiato il 65° anniversario della compagnia. Limón basò molto il proprio lavoro sull’uso del peso come spinta propulsiva del movimento sfruttando la forza di gravità, ricercando la sospensione del corpo, espressione di una tensione emotiva di rara intensità espressiva. La musicalità intesa come respiro primario del corpo rappresenta nella sua tecnica un’acquisizione fondamentale, che egli stesso definiva “l’orchestrazione del corpo”. Questo evento rappresenta dunque la possibilità di vivere la storia della danza imparando il repertorio e la tecnica Humphrey-Limón e l’occasione, unica, di riviverla attraverso i suoi interpreti e i suoi testimoni. L’evento fa parte di un progetto pluriennale portato avanti con passione dalle coreografe e danzatrici Sandra Fuciarelli (unica italiana ad aver danzato nella compagnia Limòn) e Cristina Caponera, con l’obbiettivo di tenere viva un’eredità artistica che parla ancora oggi di intelligenza e sensibilità, proiettandola dunque nel futuro.

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