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Lavoro

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Con  la gente della Val di Susa
per affermare la vivibilità contro la devastazione del TAV

Costruiamo ed estendiamo la solidarietà

La lotta della Val di Susa per impedire la costruzione del treno ad alta velocità sta vivendo un passaggio delicato della sua storia ventennale. È stata necessaria una vera e propria spedizione militare e l’assalto violento di 2 mila poliziotti per avviare i cantieri nei territori difesi, secondo le menzogne mediatiche, da “pochi facinorosi No-Tav”. In realtà, è la maggior parte degli abitanti della valle che ha saputo resistere e lottare per tanto tempo difendendo la vita e l’ambiente, evitando finora l’inizio dei lavori, ma anche e soprattutto sperimentando la costruzione di relazioni differenti, riscoprendo la voglia di stare insieme, di conoscersi, di discutere e di decidere assieme.
È una lotta che ha riscosso sostegno e simpatia, diventando simbolo per altre comunità in lotta e oggi deve fare i conti con il contesto d’assieme in cui viviamo: la realtà degli stati democratici che, nella crisi irreversibile in cui versano, esprimono sempre più chiaramente i loro tratti totalitari e intolleranti verso i popoli. Un governo che, nella figura di Berlusconi in primis, ha sparso veleni nella società e cerca di rinsaldare un consenso sempre più traballante con violenza rinnovata contro gli immigrati, i lavoratori, la gente che lotta per una vita migliore, come in Val di Susa. Mentre nella società affiora un desiderio di cambiamento confuso, evidente anche nel voto ai ballottaggi elettorali e nei sì ai referendum, che non trova sbocchi nei partiti e nei giochi politici di Palazzo e stenta a crescere come mobilitazione più attiva e cosciente per farla finita definitivamente con l’era Berlusconi e per aprire una nuova prospettiva.
D’altra parte, le vicende degli ultimi mesi ci dicono anche di un’umanità che non si arrende. I popoli arabi e non solo ci hanno dimostrato che cambiare è possibile e nell’ondata rivoluzionaria che non si ferma capiamo che le esigenze di libertà, di giustizia, di un nuovo modo di vivere assieme superando divisioni e intolleranze, come è stato evidente nel carattere pienamente pacifico della straordinaria comune di Piazza Tahrir in Egitto, stanno alla base di un radicale cambiamento e miglioramento della vita.
Il piano della guerra e dello scontro violento a cui gli stati tutti costringono le genti che alzano la testa e si riaggregano, è un piano pericoloso e deleterio, che indebolisce le lotte e le coscienze, che imbriglia le prospettive tutte umane di protagonismo diffuso per migliorare la vita. Le logiche politiche e violentiste che risorgono anche nelle lotte vanno quindi contrastate con fermezza e purtroppo oggi in Val di Susa rischiano invece di trovare spazio o non essere contrastate a sufficienza da importanti settori d’avanguardia.
Questa lotta, come quella di altre comunità di luogo in questo paese, può contare invece soprattutto sulle sue  risorse più genuine: il protagonismo diffuso, la partecipazione diretta e solidale, la ricerca di aggregazione positiva e di comunanza sui valori di difesa della vita e dei beni comuni contro la logica del progresso vorace e distruttiva. Sono tensioni iniziali ma preziose che vanno coltivate, alimentate e fondate maggiormente superando le accentuazioni resistenziali e localiste, cercando la massima estensione della solidarietà e della convergenza di intenti con altre realtà. Per rilanciare una prospettiva di respiro per la lotta, ma anche oltre la lotta stessa.
Resistere e lottare è infatti importante e anche necessario, ma non è sufficiente a schiudere un cambiamento d’assieme benefico e duraturo. È sempre più urgente e imprescindibile immaginare, progettare e cominciare a sperimentare un’alternativa complessiva costruttiva fuori dal sistema e dai giochi della politica democratica. Va in questo senso il nostro apporto convinto alla costruzione e al rafforzamento dell’impegno solidale in ogni ambito per affermare spazi di vivibilità fuori dalle logiche statali.

Torino, 2 luglio 2011

              
           

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NO ALL'AGGRESSIONE MILITARE!

SOLIDARIETA' CON I NO TAV
DELLA VAL DI SUSA!

Dopo settimane di intimidazioni e campagne mediatiche nei confronti dei no Tav, nelle prime ore di questa mattina uno schieramento imponente di poliziotti in assetto di guerra ha attaccato e occupato militarmente la zona della Maddalena di Chiomonte destinata all'avvio dei cantieri per l'Alta velocità in Val di Susa. Attraverso l'uso di una quantità spropositata di lacrimogeni gli agenti hanno intossicato centinaia di manifestatnti No-Tav, fra cui decine di anziani, costringendoli ad abbandonare il Presidio che da varie settimane stavano animando liberamente e pacificamente. 
Denunciamo con la massima forza l'uso della repressione da parte del Governo Berlusconi e del Ministro Maroni, in crisi e in decadenza ma pronti ed efficaci a colpire con violenza inermi manifestanti per realizzare i loschi propositi di un Comitato del malaffare guidato da Mario Virano e da un pugno di imprenditori, politici (PD alla testa) e faccendieri senza scrupoli.
Ancora una volta, progresso a tutti i costi e violenza delle istituzioni democratiche sulla pelle della gente vanno a braccetto, come già avevamo visto a Venaus nel 2005 e a Susa nel 2008. 
Esprimiamo la nostra piena e calorosa vicinanza e solidarietà ai NO -Tav aggrediti, sicuri che le ragioni di vent'anni di lotta basata sul protagonismo diretto, sul mutuo appoggio, sull'aggregazione comune libera e consapevole continueranno ad alimentare la straordinaria e permanente mobilitazione di decine di migliaia di persone della val Susa contro un'opera di utilità nulla per la gente comune e dall'impatto devastante per l'ambiente e per la vita. 
Facciamo appello a tutte le comunità di luogo, a tutti coloro che sono impegnati nel volontariato e nella solidarietà, a tutta la gente comune di questo paese affinchè si schieri a fianco dei NO Tav della Val di Susa nella denuncia del vile attacco poliziesco e nell'appoggio solidale alle iniziative di risposta a cui i No Tav stanno dando vita in queste ore per rilanciare subito questa lotta che riguarda il futuro di tutti noi.
 

lunedì 27 Giugno 2011 ore 12.00


 
                 

 

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Solidarietà con i lavoratori della Fincantieri
No ai licenziamenti  e alla repressione poliziesca

La Fincantieri ha deciso  una raffica di licenziamenti in tutta la cantieristica colpendo duramente la vita di migliaia di persone che lavorano. Il piano, con il placet governativo, prevede 2.500 licenziamenti: per loro la vita delle persone non conta niente.
A Genova, Castellamare, Palermo e Marghera c’è stata un’immediata reazione da parte dei lavoratori. In particolare in migliaia a Genova e a Castellamare hanno scioperato e manifestato per difendere le proprie condizioni di vita ed il posto di lavoro. Di fronte alle proteste e alle manifestazioni dei lavoratori è scattata una dura repressione poliziesca che ha ripetutamente caricato chi manifestava. Ancora una volta la logica padronale del profitto e dell’accumulo colpisce cinicamente e duramente i lavoratori. Partiamo dalla vita e dalle esigenze umane delle persone e non dalle compatibilità e dalle fredde esigenze produttive sempre scaricate sulla pelle di chi lavora.
Siamo solidali con la lotta dei lavoratori dei Cantieri. È necessario sviluppare  e diffondere la solidarietà per unirsi nella difesa delle condizioni di vita delle persone che lavorano e lottare per impedire che passino i licenziamenti.
25 maggio 2011   h.17,00



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Solidarietà con i No Tav della Val di Susa!!
No ai cantieri! No alle minacce di repressione!


Questa notte un primo tentativo di iniziare i cantieri per il Tav alla Maddalena di Chiomonte in Val di Susa è stato vanificato dalla resistenza di centinaia di attivisti No Tav presenti sul posto per difendere la valle dalla devastazione incombente. Come già altre volte in passato, numerosi mezzi delle forze dell’Ordine hanno “scortato” i camion diretti nella zona, minacciando di caricare i manifestanti. La militarizzazione della valle e l’uso della forza bruta sono le uniche risorse rimaste ai Sì Tav guidati da Virano e Saitta, che con arroganza e vigliaccheria non vogliono rassegnarsi al verdetto che vent’anni di lotta hanno espresso in modo inequivocabile: decine di migliaia di persone, la stragrande maggioranza della gente in Val di Susa, non vuole l’alta velocità! Non vuole il progetto originario, nè quello modificato, né l’ultima versione “pezzo” per “pezzo”. Non la vuole punto e basta perché è un’opera inutile, dannosa e costosissima che avrebbe un impatto devastante per la vita delle persone e per l’ambiente.
Sabato scorso queste sacrosante ragioni sono state ribadite in una grande e partecipata manifestazione da Rivoli a Rivalta, a dimostrazione della perdurante capacità di mobilitazione diffusa dei NO Tav della Val di Susa. Alla loro lotta per la vita e per la vivibilità, per l’autodeterminazione e il protagonismo della gente comune contro la logica distruttiva del progresso, l’arroganza delle lobby politico-economiche e le minacce di repressione va tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà attiva.
24/05/11
 

                  
 

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