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StopRazzismo

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scritte antisemite a Roma

razzisti e neonazisti,
cioè nemici degli ebrei e dei palestinesi

In diversi quartieri di Roma sono apparse scritte antisemite corredate da simboli fascisti e nazisti presuntamente in solidarietà con la popolazione palestinese.
Di fronte a ciò, è bene ristabilire alcune verità elementari.
L’antisemitismo è un’ideologia e una pratica razzista contro le persone di origine e cultura ebraica che ha avuto la massima espressione nell’orrendo precedente storico dello sterminio di 6 milioni di ebrei da parte dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale. L’antisionismo invece è il rifiuto dell’ideologia e della pratica su cui si fonda lo stato di Israele, cioè sulla negazione, sin dalle origini, della vita e della dignità del popolo palestinese, com’è tragicamente manifestato anche dai massacri di questi giorni. Confondendoli, gli autori delle scritte vogliono solo seminare odio contribuendo così alla crescita di violenza e intolleranza nei confronti tanto della popolazione ebraica che di quella palestinese. Non a caso neofascisti, neonazisti e antisemiti sono in prima fila nel razzismo contro gli arabi, i musulmani e gli immigrati in generale.
Proprio perché siamo schierati con l’umanità e difendiamo la vita e la dignità di ogni persona e popolo, siamo contro il sionismo che opprime anche la popolazione ebraica all’interno d’Israele. Inseparabilmente condanniamo senza appello l’antisemitismo, il cui più terribile lascito sono le camere a gas di Auschwitz.
Poiché ricerchiamo una pacificazione autentica tra le persone e i popoli, siamo al fianco della popolazione palestinese afflitta da oltre settant’anni di sofferenze e ingiustizie indicibili; siamo solidali con le sue speranze di miglioramento. Per lo stesso motivo siamo vicini alle persone ebree, in Israele o altrove, che alzano la propria voce per fermare la guerra e difendere i loro fratelli palestinesi sotto le bombe.

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Balotelli è Balotelli... e l’Italia  è un paese razzista

Non ci piace per niente la persona Balotelli né i suoi atteggiamenti spesso pessimi. Non ci piace neanche come calciatore, ma al tempo stesso troviamo nauseanti le polemiche seguite all’eliminazione dell’Italia dai Mondiali brasiliani. Torna a casa, meritatamente, una squadra mediocre, prodotto di un “sistema-calcio” quanto mai corrotto e putrido a tutti i livelli, e viene immediatamente indicato un capro espiatorio. In un mondo dove criminali di vario tipo l’hanno fatta e la fanno da padroni, dove gli scandali e le ruberie non fanno neanche più notizia, Balotelli viene esposto al pubblico ludibrio e viene così rinfocolato l’odio razzista di cui è stato fatto oggetto negli anni. Se fino a poco fa le curve gridavano “non esistono negri italiani”, sul Giornale  si scrive in prima pagina “Balotelli-choc: preferisce i negri” in risposta alle affermazioni di quest’ultimo sulla maggiore solidarietà esistente tra gli africani, mentre su la Repubblica più democraticamente si fa riferimento a tutte le cattiverie commesse da calciatori neri.
Non si dica che è un problema di piccole minoranze. Il calcio è un’espressione concentrata del peggio di questo paese decadente: è fortemente  razzista sugli spalti e in campo, ai vertici delle società e nelle redazioni sportive.

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papa Francesco nei confronti dei rom

“un po’ di umanità”

“Questo è disprezzo” lo dice Papa Francesco criticando i comportamenti che ha visto sugli autobus di Roma nei confronti dei rom (il commento potrebbe estendersi a tutto il Paese). Pronuncia queste parole partecipando ai lavori della Pastorale per i rom. Parla anche delle discriminazioni sofferte dai bimbi di quest’etnia, della mancanza di strutture e possibilità, dell’emarginazione invitando al tempo stesso i rom a compartecipare al “bene comune” della società. Parole elementari, di minimo rispetto umano verso altre donne e uomini che, aggiungiamo noi, sono storicamente e normalmente maltrattati dalle istituzioni e da tante persone normali, anche di fede cattolica, vengono sgomberati dalle ruspe dei comuni, aggrediti da “ronde di cittadini”, criminalizzati in blocco a partire dai comportamenti di alcuni di loro (come se questi non ci fossero anche in altre popolazioni a cominciare da quella italiana). Sarà ascoltato questo messaggio semplice dai cattolici? Lo affiggeranno nelle chiese? Lo scriveranno sugli autobus? Sarà motivo di maggiore rispetto o almeno di tolleranza? Frenerà il razzismo antirom diffuso anche tra tanti seguaci di Bergoglio? Da credenti, quali siamo, nella possibilità umana di migliorarsi in prima persona per migliorare la vita comune su questa terra, ce lo auguriamo. Sarebbe importante in una società che si sta disgregando.

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i numeri della politica razzista

Da sempre le persone si mettono in viaggio cercando un futuro migliore per sé e per i propri cari; l’emergenza, nell’epoca in cui viviamo, deriva soprattutto dalle condizioni drammatiche in cui per molti ciò avviene: è notizia di oggi che quasi 200 mila cambogiani sono in fuga dalla Thailandia a seguito del colpo di stato del mese scorso.
In confronto alle dimensioni e alla drammaticità di tale esodo, colpisce la strumentalità e il cinismo di  politici e media italiani che lanciano permanenti allarmi per  il “pericolo invasione” da parte di milioni di immigrati che “premono ai nostri confini”. Ma i loro stessi numeri parlano d’altro. Secondo i dati del Viminale, nei primi 5 mesi del 2014 sono sbarcate sulle coste italiane 39.538 persone, in gran parte in fuga da guerre (come Libia e Siria) e costrette dalle leggi razziste ad attraversare il mare in balìa delle onde e di organizzazioni criminali anziché su normali traghetti di linea.
D’altro canto, tutti gli indici ci dicono che quest’anno il numero degli italiani che lascerà il paese supererà di 20/30 mila persone gli immigrati che vi arrivano, compresi i “clandestini”. I dati su scala storica, poi, indicano che negli ultimi 150 anni sono circa 30 milioni gli italiani emigrati all’estero. Di quale invasione parlano in realtà?

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ancora odio antisemita

 

L'attacco terrorista al museo ebraico di Bruxelles – avvenuto nello stesso momento in cui a Parigi due fedeli ebrei all'uscita della sinagoga sono stati aggrediti e malmenati – è costato la vita a tre persone ed una è gravemente ferita. È stato immediatamente associato alle elezioni europee e a quello che i primi commenti paventano: sarebbe espressione cioè del farsi largo di formazioni di destra nazionaliste e neofasciste che potrebbero comporre almeno un terzo del prossimo parlamento europeo. In realtà la radice non é politica ma risiede nell'odio antisemita, una delle forme più antiche del razzismo. Non conosciamo al momento chi siano gli autori ed eventuali mandanti né ci sono rivendicazioni. É comunque la tragica espressione dell'antisemitismo che perdura nella contemporaneità decadente e che radica nelle separazioni e sovversioni antropologiche che lacerano la comune umanità.

L'attentato si colloca in un contesto culturale e politico in cui si stanno facendo largo in modo diffuso – nessun paese ne è immune – le banalizzazioni sul nazismo, le ironie sull'olocausto o le battute contro gli ebrei ed i loro presunti complotti. Sono sintomi della decadenza e dell’uccidibilitá diffuse e ipocritamente tollerate e sono matrice dell'odio. Non si tratta solo di combattere ogni espressione di antisemitismo, ma di attivare il sentimento e la ragione della comune umanità e dell'impegno contro ogni razzismo.

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- il pamphlet -

 Mai così tante persone a

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di differentei paesi e

provenienze, da una sponda

all'altra dell'oceano...



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