Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

bannercorsibig 



StopRazzismo

Stampa
PDF

Cleveland

dignità umana vs istituzioni impunite

Timothy Russell e Malissa Williams. Sono i nomi di due afroamericani uccisi nel 2012 a Cleveland dalla polizia. Michael Brelo è il poliziotto che ha sparato 40 volte contro la macchina su cui i due passavano vicino alla questura per rispondere ai “colpi da fuoco che sembravano provenire dall’auto”. In realtà il rumore che aveva sentito era quello prodotto da una marmitta difettosa. John O’Donnell è il giudice che l’ha assolto dall’accusa di duplice omicidio perché “non c’erano indizi certi della sua colpevolezza”, cioè l’avere ucciso due persone senza motivo non è un elemento sufficiente di colpevolezza perché il potere di morte, l’uccidibilità, non può essere questionato che in casi del tutto eccezionali.
Fa rabbia ma non sorprende più di tanto l’assurdità delle motivazioni con cui ribadiscono l’impunità seriale delle istituzioni (parliamo degli USA ma la cosa può essere generalizzata ben al di là di essi), la normale violenza anche assassina di cui è impregnato il loro agire, il loro pervicace razzismo: si tratta di loro elementi costitutivi, moderabili solo in circostanze straordinarie, anche per effetto delle mobilitazioni popolari, ma destinati a crescere nella decadenza dell’establishment.
Ciò che è nuovo e dà speranza è la continuità della risposta solidale ed antirazzista, multietnica che da un anno a questa parte attraversa gli Stati Uniti. Anche a Cleveland a centinaia sono scesi subito in piazza di fronte al tribunale affrontando altra repressione ed arresti. Questo è l’altro e più importante significato generale, potenzialmente universale da una parte e dall’altra dell’Oceano, in tutto il mondo delle proteste di questi mesi. La dignità umana si può riaffermare nell’incontro tra persone di diversa origine e condizione attorno a istanze di libertà e giustizia, di bene comune, svincolandosi dai veleni razzisti e statalisti che ci minacciano tutti.

Stampa
PDF

accoglienza umana contro apartheid democratico

Stazione ferroviaria di Bolzano, sul treno che attraverso il Brennero porta in Austria e poi a Monaco: ronde miste della polizia italiana, tedesca e austriaca costringono a scendere le persone, selezionandole esclusivamente in base al colore della pelle. Nessuna richiesta di documenti né del biglietto. Sono neri, non possono passare il confine.
Bologna. Un autista di bus apostrofa così una giovanissima straniera rea, a suo modo di vedere, di scendere troppo lentamente dal bus: “brutta scimmia, torna al tuo paese” e le sferra un calcio sulla schiena. L’ospedale certifica 40 giorni di prognosi.
Barbarie sollecitata dall’alto, recepita e riproposta dal basso.
Sono scene di vita quotidiana che si svolgono appena dieci giorni dopo la tragedia in mare in cui hanno perso la vita quasi mille persone in fuga da guerra e dittature, morte non per fatalità ma per la responsabilità omicida tanto dei trafficanti che delle leggi europee.
È possibile ed è urgente reagire, personalmente e insieme, costruendo accoglienza e solidarietà, denunciando e isolando ogni comportamento discriminatorio, ogni violenza contro persone innocenti, ogni cattiveria gratuita che peggiora la vita di tutti. Ne va della nostra comune umanità. Per difenderla contro i neofascismi e il razzismo che dividono e uccidono, vieni alla Manifestazione Nazionale a Firenze il 10 maggio alle 10:30 al Teatro Puccini, Via delle Cascine 41
Stampa
PDF

di fronte alla tragedia in mare

le lacrime e l’impegno

Una nuova, terribile tragedia – la più grande e la più grave tra le numerose tragedie di questi anni – si è consumata poche ore fa nel mare di Sicilia: almeno 700 persone, forse mille, hanno perso la vita, profughi che viaggiavano su una imbarcazione precaria. Solo poche decine tra loro sono state tratte in salvo.
Il nostro dolore per la perdita di tante vite umane si intreccia con l’impegno in difesa della vita, in questi tempi così pesantemente attaccata da tante parti. Quella di oggi è una strage i cui principali responsabili sono gli Stati assassini: quelli da cui milioni di persone sono costrette a fuggire per le guerre in corso; quelli che erigono muri e schierano gli eserciti alle frontiere d’Europa. Responsabili sono i trafficanti che lucrano sulla pelle di altri esseri umani; e responsabile è l’egoismo e il cinismo popolare presente in tanta gente da questa parte del Mediterraneo. Insieme a chi, come noi, oggi piange le vittime, vogliamo rafforzare il nostro impegno di accoglienza, di solidarietà, di lotta in difesa della vita oggi più che mai minacciata. Per questo, per affermare e difendere la vivibilità contro l'uccidibilità dilagante, mobilitiamoci e prepariamo insieme la Manifestazione Nazionale del 10 maggio prossimo "PER LA DIFESA DELLA COMUNE UMANITA' CONTRO IL TERRORISMO STRAGISTA E REAZIONARIO" a Firenze, Teatro Puccini (via delle Cascine 41) alle ore 10:30.



Stampa
PDF

Baltimora

democrazia a mano armata,
proteste costruttive e rabbia cieca

La morte di Freddie Gray ha tragicamente confermato che, per la più potente democrazia del mondo, “le vite dei neri non sono importanti” quali che siano le dichiarazioni di Obama e dei vertici democratici. Come centinaia di altri negli ultimi anni, è morto per le ferite riportate durante un arresto, vittima di una violenza poliziesca omicida e impunita, sigillo di una condizione oppressiva cronica e crescente che riguarda tantissimi afroamericani ma anche gli ispanici e tocca i poveri e gli emarginati in generale. Anche questo dicono le statistiche impressionanti sulla violenza repressiva  verso le “minoranze” così come quelle relative all’impunità delle forze dell’ordine. Questo è il punto di partenza per capire ciò che avviene a Baltimora (Maryland). Le proteste iniziate quest’estate dopo l’assassinio di Michael Brown a Ferguson (Missouri) hanno puntato il dito contro la violenza razzista delle istituzioni. Da allora si sono susseguite uccisioni di afroamericani inermi e solo in un caso l’agente assassino è stato incriminato. Alle proteste popolari, anche a Baltimora in grande maggioranza pacifiche e a partecipazione multietnica, l’establishment risponde con ulteriore violenza, con la polizia in assetto da guerra, schierando la Guarda nazionale, con i gas lacrimogeni, gli idranti, i taser, le pallottole di gomma, insomma esibendo tutto il campionario della “democrazia a mano armata” che risalta sulle ceneri del “sogno americano”. In questo quadro si colloca negativamente la violenza distruttiva contro le cose (macchine incendiate e negozi saccheggiati) di una parte minoritaria della popolazione afroamericana. Come denunciano gli stessi familiari di Freddie Gray e tanti attivisti della comunità nera, è dannosa perché favorisce ulteriore repressione. Fa il gioco degli oppressori ed ostacola l’opera di sensibilizzazione e unione tra persone comuni di diversa etnia indispensabile per contrastare il razzismo.
Stampa
PDF

minacce neonaziste in Germania 

minoranze da contrastare

Hanno suscitato scalpore le coraggiose dimissioni di Markus Nierth, primo cittadino di Troeglitz, un piccolo borgo della Sassonia-Anhalt, che con il suo gesto ha voluto protestare di fronte alla completa impunità di cui godono i nazisti del Partito nazionale democratico. Le autorità locali nulla avevano fatto di fronte a minacce ed insulti nei suoi confronti e alla convocazione di una manifestazione nazi sotto le finestre di casa sua, poi annullata solo dopo le clamorose dimissioni. Il sindaco, che per la sua carica non percepisce stipendio, era “reo”, secondo i neonazi, di aver dato la disponibilità ad accogliere alcuni profughi nella cittadina. Le canaglie naziste rialzano la testa proprio in Germania, giocando di sponda con movimenti d’opinione razzisti come Pegida che fomentano egoismo ed esclusione nei confronti dei profughi.
Le istituzioni democratiche sottovalutano o addirittura tollerano il proliferare di gruppi neonazisti: manifestazioni intimidatorie come quella di Troeglitz già si sono tenute presso le abitazioni di altri sindaci in diverse località tedesche. Si tratta di minoranze che invece vanno contrastate con fermezza, in primo luogo in ragione di valori umani di accoglienza e solidarietà: occorre svelarne le bugie propagandistiche (come ad esempio chiamare “invasione” l’arrivo di un numero di profughi pari allo 0,2% della popolazione nel paese più ricco d’Europa) e sviluppare la vigilanza e, laddove necessario, organizzare l’autodifesa fronteggiandoli apertamente.

 

bannersideconvegno

 

- il pamphlet -

 Mai così tante persone a
Casa al Dono: 850 iscritti, 
di differentei paesi e
provenienze, da una sponda
all'altra dell'oceano...



è uscito
umanesimo
socialista
n.5

us4