Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria



StopRazzismo

Stampa
PDF

La nave Diciotti bloccata

Uniamoci per l’accoglienza

Il governo italiano continua ad esercitare la sua violenza contro chi rischia la vita in mare per cercare scampo. E’ quello che si consuma in queste ore, con 177 persone ferme al porto di Catania senza poter scendere dalla nave Diciotti dopo aver passato cinque lunghi giorni in mare. E’ il risultato della protervia del Ministro dell’Interno Salvini che continua a negare loro accoglienza e che nei giorni scorsi aveva minacciato, in spregio a qualsiasi senso di umanità, di ricondurli in Libia. I due barconi già alla deriva, carichi di persone allo stremo, sono stati raccolti in mare dalla nave della Guardia costiera italiana Diciotti che come è giusto, li avrebbe dovuti condurre in un porto sicuro. Non sembrano esserci limiti al livello di disumanità di questo governo che continua a giocare le sue partite, a speculare con la sua propaganda, sulla pelle di gente che non ha commesso nessun crimine e che cerca scampo da guerre e miserie, rischiando la propria vita in mare. E’ un’espressione di barbarie a cui il governo sta abituando la gente di questo Paese, inoculando razzismo e indifferenza, creando assuefazione e persino un attivo e pericoloso consenso in settori della popolazione. Non è la prima volta che questo avviene e proprio per questo è ancora più preoccupante e deve chiamarci ad una reazione pronta. A pochi giorni dalla tragedia di Genova e da altre che in questo Paese si consumano per l’incuria e il malaffare, è un altro segnale di disprezzo della vita, ancora una volta contro persone inermi, bisognose di cura e meritevoli di accoglienza. Siamo a fianco delle persone a bordo della nave Diciotti e ci impegniamo ad appoggiare le iniziative di cui c’è bisogno, affinché subito possano sbarcare e per far sì che questo ennesimo atto di disumanità non si ripeta. Facciamo appello a chi si sta mobilitando, sapendo che le reazioni sono ancora deboli e frammentate, ad unire le forze per l’accoglienza per tutti i profughi e gli immigrati.

Stampa
PDF

Piacenza

la nave dei razzisti in cerca di approdi 

Il 26 ottobre, a Piacenza, un assessore leghista ha promosso un incontro pubblico con Lorenzo Fiato, referente italiano di "Generazione identitaria". Questo network europeo di estrema destra ha lanciato un anno fa la campagna "Defend Europe". Hanno affittato una nave inglese, la C-Star, per raggiungere le acque della Libia, intercettare le imbarcazioni dei migranti prima delle ONG deputate ai soccorsi, e segnalarle alle autorità libiche. Un'iniziativa razzista e criminale, che ha svelato il suo vero volto quando gli “identitari” sono stati denunciati per sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver lucrato sul viaggio di oltre 200 cingalesi, utilizzati anche come equipaggio e poi abbandonati senza viveri e acqua, tuttora bloccati sulla C-Star al largo di Barcellona. È vigliaccamente criminale tentare di rendere ancor più pericoloso il già travagliato esodo di persone indifese e stremate, favorendo un loro arresto da parte di un regime che segrega, stupra e tortura, in campi di detenzione finanziati dal governo italiano. Ma le aspirazioni di altri esseri umani non interessano ai profeti della "sostituzione etnica", che si fanno garanti dei popoli oppressi d'Europa contro gli "immigrati tutelati", in un rovesciamento di senso che mira a lacerare dal basso un'umanità già sofferente. È una retorica pericolosa, portata avanti sui social media con parole e immaginari “giovani”. Un "neonazismo democratico” di ragazzi dalla faccia pulita. L'incontro si è tenuto presso la Casa delle Associazioni, spazio pubblico di promozione del volontariato. Il principale quotidiano cittadino, la Libertà', e' stato molto ammiccante: Fiato e i suoi accoliti vi apparivano come giovani determinati e impegnati in una missione definita "rocambolesca". Quando era in realtà violenta, criminale ed assassina. Credo, che, per chi ha a cuore la propria umanità e quella altrui,sia il momento di reagire. Questo ennesimo evento negativo infatti è stato per me e alcuni amici, l’occasione per ritrovarci e dirci del bisogno di essere più vigili e attenti nella quotidianità, scegliendo di coltivare di più e insieme la parte migliore di noi.

Stampa
PDF

Appello

 2017roma7ott titolo

Da oltre sei anni la Siria è teatro di violenze e orrori indicibili.
Le pacifiche manifestazioni popolari per la libertà e la giustizia sociale sono state represse con inaudita ferocia dal regime del clan Assad, che nulla ha risparmiato al popolo siriano in termini di crudeltà, non esitando ad usare armi chimiche.
Ad oggi, i morti si contano a centinaia di migliaia, tra cui tanti bambini, e gli sfollati, in patria e all'estero, a milioni, mentre incalcolabili sono le distruzioni. Il regime di Assad, sostenuto da Russia e Iran, è anche il principale responsabile della nascita e dello sviluppo del terrorismo di Daesh e di altre bande criminali e reazionarie che contribuiscono alla guerra ed alla sofferenza dei Siriani. A tutto ciò si aggiungono gli interventi e i bombardamenti delle diverse potenze che mirano alla spartizione della Siria, incuranti delle sofferenza del popolo. 
La spirale bellica infligge sofferenze inaudite alle popolazioni della zona e alimenta la violenza e il terrorismo in tutto il mondo, con una catena infernale di attentati di cui sono vittime persone innocenti di diverse provenienze e credo. 
E' ora di reagire, è ora di mobilitarsi. Facciamo appello a tutte le persone che amano la pace, a chi crede nei valori di rispetto, convivenza e accoglienza umana, alle tante persone impegnate nel volontariato solidale, alle forze e alle realtà pacifiste a mobilitarsi unitariamente a fianco delle popolazioni siriane. Vogliamo gridare che i sSriani , gli Egiziani, i Palestinesi e tutti i popoli del Medio Oriente sono nostri fratelli e hanno diritto sacrosanto alla libertà, all'autodeterminazione ed alla dignità ,senza alcuna discriminazione etnica e religiosa.

  • Via il regime criminale di Bashar Al Assad!  Pace, libertà e giustizia per il popolo siriano!

  • Contro Putin e Trump e le mire imperialiste degli Stati di spartizione della Siria!

  • Portare di fronte a un tribunale internazionale Bashar Al Assad e tutti i responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità!

  • Con il popolo siriano contro guerra e terrorismo!

  • Stop ai bombardamenti e apertura di corridoi umanitari per portare soccorso alle popolazioni civili!

  • Accoglienza, senza condizioni, per tutti i profughi e gli immigrati!

  • Contro le destre xenofobe e razziste e il decreto Minniti! Solidarietà con i volontari e le Ong, che salvano vite umane, contro i vergognosi attacchi reazionari!

  • Autodeterminazione, libertà e dignità per tutti i popoli del vicino oriente!


Manifestazione nazionale
a Roma il 7 ottobre
ore 14:30 piazza della Repubblica

Per info e adesioni: aromaperlasiria@libero.it

Prime adesioni :  
Associazione Campagna Mondiale di Sostegno al Popolo Siriano ONSUR ITALIA, Corrente Umanista Socialista, Rose di Damasco, Associazione per la pace tra i popoli, Comitato Nour, Karama Napoli, La Comune, Giovani Musulmani Italiani, Comitato Khaled Bakrawi, Associazione Insieme per la Siria Libera, Associazione antirazzista e interetnica 3 Febbraio, Studenti Unior pro Rivoluzione siriana, Comitato permanente per la Rivoluzione siriana, Communia network, Giovani Palestinesi d’Italia, Partito di Alternativa Comunista, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia ( Ucoii), Comitato per la libertà e la democrazia in Egitto –Italia, Comitato Stop the War – Udine for Syria, Collettivo Insorgenza Musica (collettivo di musicisti campani indipendenti antirazzisti ed antifascisti), Comitato solidale e antirazzista Balducci di Pontassieve,Centro culturale Amicizia via Pre ( Genova ). Socialismo Libertario ( Taranto), Un Ponte per..., Comunità arabo siriana, Siriani liberi di Milano, Compagnia dei focolieri, Consiglio nazionale Rom Sinti Caminanti

Amer Ahmad Dachan, Germano Monti, Fouad Roueiha, Alberto Savioli, Joseph Halevi, Piero Maestri, Shadi Hamadi, Riccardo Cristiano, Amedeo Ricucci, Lorenzo Declich, Selvaggia Lucarelli, Savina Tessitore, Laura Tangherlini, Cinzia Nachira, Riccardo Bella, Asmae Dachan, Riccardo Bellofiore, Aboulkheir Breigheche, Nair Magnaghi, Dott. Mohamed Nour Dachan, Beatrice Brignone, Sami Haddad, Maria Laura Bufano, Tania Pensabene, Paolo Pasta, Samantha Falciatori, Federico Stolfi, Loretta Facchinetti, Aya Homsi, Valerio Peverelli, Anna Foggia, Alessandra Moscatelli, Antonietta Benedetti, Camilla Cojaniz, Johannes Waardenburg, Silvia Moroni, Giovanna De Luca, Souheir Katkhouda, Manuela Giuffrida, Chiara Denaro, Yasmine Accardo, Patrizia Zanelli , Marta Bellingreri, Alessio Mamo, Arianna Carbonara, Erika Capasso, Stefania Aloi, Annalisa Tasinato, Marina Centonze, Ibtisam Rimani, Liliana Verdolin, Cristina Atzeri, Laura Seoni, Raffaella Piazzi, Marina Barausse, Francesco D’Introno, Manuela Regina, Loretta Pagani, Angela Ciambrone, Seconda Pagani, Anna Maria Crispino, Elena Zin, Liliana Boccarossa, Liliana Vernengo, Arianna Parisato, Munira Vauall, Mary Rizzo, Stefano Catone, Hamadi Zribi, Patrizia Mancini, Francesco Tronci, Debora Del Pistoia, Chiara Rizzo, Fabio Ruggiero, Gloria Merlino, Annalisa Ruozzi, Chaimaa Fatihi, Stefano Bettuzzi, Giulia Zanetti, Sandro Brugiotti, Diego Brandolin, Franco Casagrande, Emanuele Calitri, Ilaria Righi, Fiorella Sarti, Simona Concutelli, Flavia Pacini, Mutaz Smsmieh, Gianna Guglielmino, Roberta Milani, Alessia Vincenzi, Antonio Ronchi, Nicola Gandolfi, Marinella Fiaschi, Fabia Foppiano, Filippo Mancini, Giuseppe Bianchini, Michele Focaroli, Lamia Ledrisi, Mattia Giampaolo, Franco Ragusa, Franca Bei Clementi, Donatella Quattrone, Said Mehboub, Claudio Moratto, Nibras Breigheche, Elisabetta Lelli, Fabia Floris, Roberto Dati, Filomena Annunziata, Giovanni Ciccone, Giovanni Ciccone, Alessandra Aldini, Joshua Evangelista, Pier Francesco Pandolfi De Rinaldis, Caroll Gisselle Aceituno Castillo, Fabrizio Porro, Vilma Laudelino De Souza, Andrea Aceituno Castillo, Elisabeth Nicoletti, Leyla Barnat, Khalil Mujahed, Fabrizio Gigliani, Paola Antonioli, Elena Frigerio, Amina Donatella Salina, Claudio Cimmino

Stampa
PDF

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che dal Centro culturale di via Targioni Tozzetti a Firenze, fatto oggetto di una pesante campagna razzista sulla stampa e non solo, è stata indirizzata agli abitanti del quartiere fiorentino di San Jacopino

lettera aperta

Siamo persone di tanti paesi del mondo, siamo qui da tanti anni o da poco tempo e molti di noi vivono nel quartiere di San Jacopino.
Abbiamo deciso di scrivere questa lettera per dire chi siamo, perché da settimane giornali e radio locali, nonché alcune persone nel quartiere, parlano di noi in modo falso, cercando di alimentare tra la gente il pregiudizio razzista e diffondendo la menzogna che l’immigrazione sia fonte di illegalità e degrado per la vita del quartiere.
Abbiamo aperto un centro culturale vicino a via Maragliano per ragioni semplici e comprensibili a tutti: abbiamo bisogno di incontrarci, parlare, stare insieme, coltivare il nostro credo religioso, dare ai bambini un nuovo spazio per giocare, studiare la lingua italiana e le nostre lingue di provenienza. È falso che l’ingresso nel nostro centro sia vietato ai non musulmani, come è stato scritto sui giornali. Le nostre porte sono aperte alle persone di tutte le fedi che nel rispetto reciproco vogliano conoscerci e farsi conoscere.
Vogliamo un quartiere in cui nessuno si senta straniero ed ognuno si senta più sicuro.
Questa zona della città, come altre, è già multietnica e sempre più lo sarà: guardiamo ad esempio le scuole, le bimbe e i bimbi di ogni provenienza stanno già crescendo insieme. Non è meglio conoscerci e unirci per rendere il quartiere più vivibile per tutti piuttosto che chiudersi nella diffidenza e nel sospetto?
Abbiamo tutti paura per quello che succede nel mondo e per questo siamo contro i terrorismi e le guerre: siamo brava gente, siamo qui per vivere in pace e per cercare una vita migliore.
Ci rivolgiamo a tutte le persone di buon senso del quartiere e della città per conoscerci, per superare pregiudizi e paure, perché crediamo che se impariamo a vivere insieme e a essere solidali gli uni con gli altri, la vita migliorerà per tutti.
Chiediamo anche alle comunità immigrate, ai cristiani e ai fedeli di ogni credo, alle comunità religiose, alle associazioni, a tutte le realtà della solidarietà e dell’antirazzismo di venirci a conoscere, di sostenerci per affrontare insieme il clima di razzismo che cresce e danneggia l’esistenza di ognuno.


Centro culturale
di via Targioni Tozzetti

Stampa
PDF

comincia lo sgombero della “giungla” di Calais

la risposta che preferiscono

Come ampiamente preannunciato, è cominciato oggi per mano della polizia francese lo sgombero della “giungla” di Calais, l'insediamento costruito e abitato da migliaia di immigrati – ai quali va la nostra solidarietà – che cercano di raggiungere il Regno Unito. È un'azione di forza che vede protagonisti centinaia di uomini delle forza dell'ordine con lacrimogeni e manganelli a cui ha risposto, scontrandovisi, un settore di immigrati che difendevano le loro abitazioni di fortuna e tutte gli altri servizi di cui si erano dotati, dai ristoranti ai barbieri, dai luoghi di culto ai bazar.
Nonostante una mobilitazione internazionale che ha visto anche protagonisti di prestigio, il governo e la magistratura francesi hanno dato mano libera ai loro apparati repressivi dimostrando una volta di più che la chiusura delle frontiere, il respingimento, la violenza e l'intolleranza sono al fondo le uniche risposte che gli Stati possono dare al desiderio di vita migliore che anima chi immigra in questo continente.
Un atteggiamento miope, quello degli Stati europei ma non solo, che va, invano, contro la storia e che non può, per la manifesta incapacità di governo di un sistema decadente, tenere conto delle grandi trasformazioni in atto provando a fermarle nel modo che conosce meglio: la violenza.
Ma non si può arrestare la storia, nemmeno a Calais. 

Ultimo Numero

• n. 322


dall'8 al 22 ottobre 2018


è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4