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Cda2020

        

                           

             
al 24 febbraio            
abbiamo raccolto          

249.762 euro    



Comitati Solidali e Antirazzisti

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A fianco dei fratelli profughi in lotta
Difendiamo il protagonismo
No alle intimidazioni contro chi è solidale
Solidarietà con Marco

Domenica 21 aprile al termine di un’assemblea molto partecipata, tenutasi presso le palazzine occupate al villaggio olimpico, per la preparazione del 1° maggio di incontro e solidarietà che si svolgerà in piazza Galimberti, un nostro compagno è stato raggiunto da una telefonata minacciosa.

Un personaggio dell’area del centro sociale Askatasuna ha intimato a Marco, noto dirigente dell’Associazione 3 febbraio e di Socialismo riviluzionario, di non farsi più vedere al villaggio olimpico, dove i rifugiati stanno dando vita a un’importante lotta per la dignità e l’accoglienza, promettendo “bastonate” nel caso lui o altri rappresentanti delle associazioni di cui fa parte si recassero in quel luogo.

Evidentemente la colpa di Marco risiederebbe nell’essere stato tra i promotori di un incontro pubblico e aperto, per la preparazione del 1° maggio, che potesse vedere un’ampia partecipazione e protagonismo diretto dei rifugiati nell’ideazione e realizzazione di questa iniziativa. A tale incontro erano stati invitati tutti i volontari e le associazioni che si impegnano nella solidarietà alla lotta dei rifugiati proprio perché il 1° maggio possa essere un momento unitario di solidarietà umana e indipendente.

Perciò riteniamo che queste minacce abbiano un carattere reazionario perché rivolgendosi a Marco colpiscono tutte le persone che scelgono una strada di solidarietà e di libera autorganizzazione. Per quanto ci riguarda non ci sono padroni di casa o amministatori di condominio che possano decidere al posto dei protagonisti diretti della lotta: i rifugiati.

Rifiutiamo i metodi intimidatori perché si oppongono alla possibilità di un libero scambio di idee anche tra chi, all’interno della stessa lotta, possa avere opinioni o visioni differenti. Confronto che al contrario vorremmo favorire proprio per sostenere la possibilità di un’autorganizzazione indipendente.

Condanniamo quindi questo episodio volgare e scomposto e invitiamo tutte le persone protagoniste di questa lotta e le associazioni a prendere le distanze da questi metodi reazionari che creano belligeranza e inimicizia e che non possono essere tollerati da nessuno che creda nella possibilità del libero protagonismo di tutti per la solidarietà.

mercoledì 24 aprile 2013
Socialismo rivoluzionario – Torino

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diritto alla vendita
diritto alla sicurezza
diritto alla vita

All'indomani di una coraggiosa manifestazione, organizzata dalla comunità bengalese e sostenuta da diverse forze (Arca, Socialismo rivoluzionario, A3f) in seguito all'omicidio di Sar Gar, ragazzo bengalese di 27 anni barbaramente ucciso da una coltellata in via Maqueda, la polizia municipale ha imposto agli ambulanti di via Cavour di sgomberare le bancarelle degli ambulanti, bengalesi e italiani, mettendo in pratica le restrittive ordinanze dell'amministrazione comunale.
Lunedì mattina, 22 aprile. In via Cavour, una delle più trafficate del centro, giovanissimi bulli e razzisti sono tornati ad aggredire gli ambulanti bengalesi, all'uscita dalla discoteca. Sono gli stessi che, sabato 23 marzo, erano giunti a malmenare un uomo di 43 anni, Irasel, finito in ospedale per la lussazione di una spalla e la lesione di un braccio. Per tre settimane, il sabato pomeriggio, realtà promotrici di un Primo maggio di Solidarietà (Associazione 3 Febbraio, Socialismo Rivoluzionario, Comitato Diversa-mente insieme) hanno reagito al fianco dei fratelli bengalesi, informando, sensibilizzando i passanti e i negozianti vicini, aggregando e fronteggiando direttamente i ragazzini, i quali sono stati costretti ad allontanarsi. Purtroppo il razzismo, la repressione e le violenze contro gli immigrati e i settori più poveri di questa città crescono sia da parte delle istituzioni, sia da parte di settori di popolazione violenta e/o criminale.  
Facciamo appello a tutte le associazioni di volontariato e antirazziste, alle organizzazioni sindacali e politiche, alle comunità cattoliche, alle persone di buona volontà, a schierarsi con i nostri fratelli bengalesi per reagire, costruendo solidarietà e autodifesa contro le violenze quotidiane che colpiscono ogni giorno in primo luogo, ma non solo, gli immigrati. Il prossimo Primo Maggio di solidarietà contro la crisi e la decadenza può essere una risposta positiva perché possiamo affermare assieme un principio di comune umanità elementare, di dignità, libertà contro ogni razzismo e discriminazione. L’appuntamento è a Palermo in piazza Verdi, dalle ore 16 in poi.

Socialismo Rivoluzionario – Palermo
per info: 3297844555

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Palermo

solidarietà contro violenze e discriminazioni

In questa città la violenza in varie forme, le discriminazioni, gli attacchi alla libertà purtroppo stanno crescendo. Vengono colpiti in primo luogo gli immigrati, le donne, chi viene considerato diverso. Domenica scorsa Sar Gar, un giovane bengalese, è stato accoltellato in via Maqueda, in circostanze ancora non chiarite, ed il giorno dopo è morto. Ogni sabato pomeriggio in via Cavour gruppi di ragazzini all’uscita della discoteca cercano di rubare, offendere e aggredire le persone bengalesi che lavorano con le proprie bancarelle. Questa violenza ci minaccia tutte e tutti.

Abbiamo bisogno di unirci come persone per reagire insieme, nelle scuole, per le strade, nella vita quotidiana.

Ogni sabato, con chi promuove il “Primo Maggio di solidarietà e accoglienza”, siamo stati e saremo in via Cavour, a fianco degli amici bengalesi per costruire rispetto, accoglienza, solidarietà, incontro e anche per respingere (come abbiamo già fatto) le aggressioni razziste con la forza delle nostre idee e della nostra voce. Vogliamo suscitare rispetto, solidarietà, autodifesa e pacificazione per affermare e difendere la vita, imparare a convivere. Sappiamo che non saranno le istituzioni politiche a garantirci la sicurezza e la serenità… non gli interessa e non ne sono capaci e spesso promuovono direttamente le violenze (come nel caso dei respingimenti verso gli immigrati o le morti per mano della polizia). Proviamo, in prima persona, a disinnescare la logica di diffidenza e violenza. Il rispetto, la conoscenza reciproca,  riconoscere che le differenze sono espressione della  umanità che ci accomuna tutti, possono concretamente aiutarci a vivere meglio e anche ad imparare come difenderci dal razzismo, l’omofobia, la violenza diffusa nella società.

Siamo solidali con la comunità bengalese e parteciperemo al corteo che ha indetto  per mercoledì prossimo alle ore 16.30 da Piazza Politeama.
Invitiamo tutte le persone solidali al “Primo Maggio di solidarietà accoglienza e festa contro la crisi e la decadenza” in piazza Verdi (davanti il teatro Massimo) dalle 16 in poi

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domenica 27 gennaio ore 10,30 a Prato
Assemblea nazionale
dei Comitati Solidali e Antirazzisti

Centro Culturale Officina Giovani
c/o Ex Macelli – Piazza dei Macelli, 4

 

per chi arriva in macchina:
Uscire dall’autostrada a Prato Est e prendere viale Leonardo Da Vinci. Prendere poi
l’uscita verso centro in via Pietro Nenni poi girare a destra alla seconda rotonda in via
Camillo Benso conte di Cavour. Piazza Macelli è 200 metri più avanti.
per chi arriva in treno:
Scendere alla stazione Prato Centrale, prendere via Bruno Buozzi e girare a sinistra in
via Niccolò Machiavelli; proseguire su questa via, che cambia nome prima in via Quinto
Martini, poi in via Pomeria ed infine in via Giovacchino Carradori. Quest’ultima porta direttamente in piazza Macelli.

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Pubblichiamo il testo del progetto di manifesto “Per un’alternativa solidale” presentato all’assemblea dei CSA del 15 gennaio 2012 da Dario Renzi, Marta Leonessi e Carla Martignani e già pubblicato nel Bollettino n. 2 dei CSA di febbraio 2012. Il testo è sottoposto a discussione, proposte di modifica, riflessioni e considerazioni da parte di tutti i Comitati e delle persone solidali, prima dell’ eventuale approvazione come manifesto comune dei CSA.
Per contributi e proposte di emendamenti: segreteriaorganizzativa_csa@yahoo.it


progetto di manifesto

per un’alternativa solidale

 

  • La solidarietà è un sentimento che ci accomuna.

  • La solidarietà può essere un principio attivo e creativo per migliorare la vita.

  • Proponiamo una solidarietà libera ed indipendente, reciproca e leale, scelta da chi vuol essere protagonista.

  • Affermiamo il valore primario della vita e la dignità di ogni essere umano.

  • Difendiamo la libertà per ognuno/a di indirizzare la propria esistenza secondo i propri desideri nel rispetto del bene altrui.

  • Siamo per la pacificazione e la convivenza tra diversi credo e comunità.

  • Concepiamo e proviamo a praticare la solidarietà come valore universale che dà senso alla vita in tutte le sue manifestazioni.

  • Conseguentemente contrastiamo i nemici dell’umanità, e la loro logica bellica, omicida, xenofoba, razzista, maschilista e repressiva.

  • Ci riconosciamo in tutte/i le bimbe e i bimbi: sono un valore primario della vita e scegliamo di pensare ed agire nel rispetto di essi e per la loro migliore crescita.

  • Ci riconosciamo nelle donne, prime custodi e curatrici della vita e ci schieriamo al loro fianco contro le violenze che subiscono quotidianamente.

  • Ci riconosciamo nelle persone che emigrano o sono profughe: sono nostre sorelle e nostri fratelli, parte integrante del futuro comune, e ci impegniamo per la loro accoglienza incondizionata.

  • Ci riconosciamo nel disagio dei/delle giovani, senza prospettive di lavoro e con crescenti difficoltà nella loro formazione e siamo al loro fianco per un avvenire diverso.

  • Ci riconosciamo nelle lavoratrici e nei lavoratori, che reagiscono alle prepotenze governative e padronali, e li sosteniamo.

  • La solidarietà sentita, pensata, scelta, vissuta, proposta ed autorganizzata può essere un’alternativa umana radicale e percorribile per migliorare da subito la propria e altrui vita, e per dare corpo alle speranze emergenti della nostra gente di fronte all’emergenza che viviamo.

  • Una solidarietà così sentita, pensata e agita può concretizzarsi in infinite forme di cooperazione e mutuo-aiuto indipendenti, ed anche in iniziative di comune autodifesa di esigenze di vita fondamentali.

  • La solidarietà può essere l’avvio di trasformazione in meglio della vita tutta.

Ultimo Numero

• n. 354


dal 24 febbraio
al 9 marzo 2020

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