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Il pretesto

Contro i vigili di Roma  – l'83% dei quali, con diverse motivazioni, non era presente al lavoro la notte di San Silvestro – si è scatenata un'aggressione politica e mediatica di rara violenza: “assenteisti che saranno presto puniti” per aver utilizzato impropriamente, secondo le accuse, l'istituto della malattia come una sorta di sciopero. Poco o nulla si dice sul fatto che è in corso una vertenza e che alla categoria in lotta era stata respinta la richiesta di riunirsi in assemblea il 31 dicembre.
La vicenda – al di là dello specifico sia della vertenza che della categoria – ha fornito il pretesto per scatenare l'ennesima campagna di denigrazione e linciaggio morale nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego. “Il potere degli intoccabili”; “Dossier: malati 100 milioni di giorni l'anno”; “Febbre di lunedì e cappuccino al bar” sono i titoli de La Stampa di oggi, non dissimili da quelli di altri quotidiani. Una realtà opposta trapela negli stessi articoli e soprattutto può essere testimoniata dai milioni di lavoratori e lavoratrici sotto attacco: nelle assenze “strillate” dei titoli è compreso tutto, dalle ferie ai permessi per assistenza a familiari disabili; le assenze per malattia – che da anni incidono sulla busta-paga, quasi che ammalarsi sia una colpa – sono una percentuale risibile. Milioni di dipendenti pubblici hanno i contratti bloccati da sette anni, nonostante l'aumento delle tariffe su beni essenziali quali luce, gas, acqua, ecc. L'esperto di turno, intervistato dal quotidiano di Torino, ammette candidamente che l'annuncio di un “inasprimento delle norme” proclamato dal governo non ha alcuna utilità: “La riforma Brunetta del 2009 ha già previsto tutto il possibile”. Dunque: chi sono gli intoccabili?
Di fronte a vicende di corruzione e violenza enormi – da Venezia all'Expo di Milano fino alla Roma di mafia-capitale – è evidente l'intento di distogliere l'attenzione dal marcio che investe tutta la politica e di fare dei lavoratori del pubblico impiego l'oggetto di un'ulteriore attacco: sarebbero loro il problema, la ragione di tanti sprechi e inefficienze, la causa di disagi e difficoltà che colpiscono tante persone costringendole a crescenti sacrifici nella vita quotidiana. Ma l'attacco contro una singola categoria è un attacco rivolto a tutte le persone che lavorano o che cercano un lavoro e dunque è importante reagire tutti, esprimendo solidarietà e rifiutandosi di cadere nel collaudato tranello delle divisioni.

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