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sciopero generale del 12 dicembre

piazze fiduciose ma con molte incertezze

La giornata di lotta del 12 dicembre ha avuto un esito significativo che non era scontato. Malgrado i ricatti padronali in molti hanno scelto di scioperare motivati dalla difesa della dignità e dei diritti e dalla necessità di fronteggiare leggi e misure antipopolari. Nonostante gli insulti e il boicottaggio del governo che aveva persino deciso la precettazione nei trasporti – poi però velocemente ritirata –, alcune centinaia di migliaia persone (non il milione e mezzo dichiarato da Cgil e Uil) sono scesi in piazza.
Nelle piazze si respirava l’indignazione e la rabbia contro gli imbroglioni e i ladroni dei Palazzi. Si sentiva la fierezza e l’orgoglio morale delle persone oneste che lavorano, assediati da minacce e precarietà, o che un lavoro lo cercano, o già in pensione, a fronte di una casta di corrotti e disonesti.
Nei volti, negli slogan ma anche nei silenzi, si percepiva la soddisfazione di essere in tanti, il desiderio di unirsi al di là delle sigle sindacali, la disponibilità a continuare a reagire e a interrogarsi sui perché di una situazione odierna così difficile per le maggioranze popolari.
Tante domande esplicite o appena accennate che restano senza risposte. Non vengono e non possono giungere dalle sinistre politiche che o sono scomparse o non hanno più nulla da dire. Non vengono e non possono giungere dalle direzioni sindacali burocratiche che chiamano allo sciopero (spesso anche separato) mentre tacciono sulle responsabilità accumulate negli anni con svendite e accordi firmati con la Confindustria e i governi di turno.
Perciò è comprensibile che assieme al coraggio di scendere in piazza, all’orgoglio e alla fierezza di essere altro rispetto ai corrotti, alla fiducia di potersi unire, ci sia anche l’ombra delle tante incertezze su come proseguire la mobilitazione, con quali prospettive e con quale idea di futuro.
Su queste domande di fondo c’è un bisogno enorme di dialogare e riflettere assieme cercando strade nuove rispetto al vicolo cieco della politica e valori differenti da contrapporre ai disvalori dominanti. Abbiamo cercato di farlo nelle piazze diffondendo La Comune ad alcune migliaia di persone. Vogliamo continuare a farlo nelle prossime mobilitazioni e in altri luoghi di incontro.

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