Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

Cda2020

        

                           

             
al 24 febbraio            
abbiamo raccolto          

249.762 euro    


Imprimer
PDF

Violeta se fue a los cielos

È arrivato a noi il film  già vincitore al Sundance Film Festival, e che ha ottenuto la nomination come miglior film straniero agli Oscar del 2012: è un racconto della vita di Violeta Parra icona della musica popolare cilena, amatissima in tutta l’America

Latina. La narrazione non segue  un ordine cronologico: si vivono così costanti salti temporali, come di frutto di una memoria che rimbalza fra i ricordi cercando ciò che è saliente. Per un pò si fa veramente fatica a orientarsi in questo gioco. Il film è basato sull'omonimo libro del figlio Angel Parra, che ha anche collaborato alla sua realizzazione. Tita Parra, nipote di Violeta ritiene che diversamente dal libro che ha un approccio leggero e pieno di umorismo, il film risulti pesante e non si può darle torto. L'andamento è melanconico e triste sin dall'inizio, nonostante Violeta Parra abbia raccontato della sua infanzia come  felice (cosa che nel film non appare). La determinazione ad educarsi nella musica, a cercare le radici della propria cultura  peregrinando nei paesini Andini, che era il suo modo di cercare gli altri,  non è motivo sufficiente per darci sollievo rispetto all'inquietudine che percepiamo come predominante nella Violeta del film.  Il contesto sociale e politico del tempo è trascurato, e non si capisce abbastanza quanto e come l’adesione al comunismo  di Violeta ne determini l'operato. Certo è che la sinistra latinoamericana (e non solo) ha visto in lei soprattutto una cantora politica .

 

Fin troppo determinante come chiave di interpretazione appare invece  la sua tempestosa relazione con il musicologo e antropologo svizzero Gilbert Favre, amore disperato della vita,  a cui tante composizioni ha dedicato.

 

Dal ritratto che ne fa il regista, Andrés Wood,  Violeta è  una figura tragica, una donna che sembra lacerata nella passione e tensione creativa, mai paga, anzi sopraffatta dal disincanto e da risentimenti che fanno emergere eccessi di egoismo e presunzione.  Sembra che la parabola della sua vita funga da metafora per le speranze deluse di generazioni che desiderando un mondo migliore hanno poi dovuto fare i conti con il fallimento dei paradigmi politici. Francisca Gavilán incarna Violeta con straordinaria energia e capacità di immedesimazione e ne interpreta benissimo le canzoni. Non c’è nel film  Gracias a la Vida, quella sua più conosciuta e che fa giustizia della voglia di vivere e amare di Violeta. Il 5 maggio 1967 Violeta Parra tenne un concerto a Santiago, si chiuse  poi nel suo camerino e si uccise. Da poco rientrata in Cile, aveva inaugurato il suo progetto più ambizioso, la tenda-teatro a La Reina, che avrebbe voluto fosse una "Universidad del Folklore". IL film si conclude proprio intorno a quella tenda facendo apparire Violeta come una persona oramai sola e isolata lasciando vuoti e tristezza allo spettatore che prevalgono  di fronte ad una vita in cui le luci appaiono sopraffatte dalle ombre.

 

 

Violeta Parra - Went To Heaven
di Andrés Wood
con Francisca Gavilán, Christian Quevedo, Thomas Durand, Luis Machín, Gabriela Aguilera
titolo originale Violeta se fue a los cielos

 

Ultimo Numero

• n. 354


dal 24 febbraio
al 9 marzo 2020

supplemento 
speciale




 bannersideconvegno

 video
- il video -

- il pamphlet -

 Mai così tante persone a
Casa al Dono: 850 iscritti, 
di differentei paesi e
provenienze, da una sponda
all'altra dell'oceano...



è uscito
umanesimo
socialista
n.5

us4