Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Imprimir
PDF

Giuliano Ibrahim Delnevo assassinato dalle truppe di Assad

Verità e solidarietà
per la rivoluzione siriana

In Siria, nei pressi di Aleppo, è stato ucciso Giuliano Ibrahim Delnevo, un giovane genovese convertitosi all’Islam che aveva deciso di combattere contro la criminale dittatura di Assad. E’ stato ucciso mentre cercava di salvare un proprio compagno nel corso dei combattimenti con le truppe di Assad. Questa morte avviene mentre i grandi della terra riuniti nel G8 hanno dato vita alla solita ipocrita kermesse sulla drammatica vicenda siriana, accettando sostanzialmente le condizioni poste da Putin, strenuo sostenitore di Assad.

Non sappiamo precisamente con chi combattesse Giuliano, ma è bene fare chiarezza su questi avvenimenti, anche per i commenti e le falsificazioni profuse nei confronti della drammatica vicenda siriana. Due anni or sono il popolo siriano ha iniziato una straordinaria rivoluzione per la dignità e la libertà contro una terribile dittatura. Una rivoluzione che aveva scelto all’inizio di essere pacifica, nonostante fin dall’inizio il regime criminale di Damasco abbia operato una spietata repressione. Assad ha scatenato una guerra contro il suo popolo: ad oggi si contano più di 100.000 vittime e migliaia di persone sono state incarcerate e torturate.

La guerra che sta infuriando è stata voluta da Assad ed è alimentata in diversi modi dalle differenti potenze oppressive a livello internazionale. I potenti scelgono la guerra perché è il loro terreno, quello su cui basano la loro oppressione. La necessaria e legittima  autodifesa non dovrebbe ricadere nel far prevalere la logica dello scontro militare che oggi sta soffocando la rivoluzione. Al tempo stesso va contrastato con sdegno chi sta commentando strumentalmente questa vicenda tacciando chiunque si oppone ad Assad di terrorismo, cioè usando le stesse menzogne che il dittatore usa per giustificare i propri crimini. Giuliano era spinto da un legittimo moto di solidarietà nei confronti del popolo siriano e delle sue sofferenze di fronte ad una terribile dittatura. Nella guerra hanno trovato spazio diverse forze controrivoluzionarie, anche nel campo dell’opposizione, come le bande di Al Queda che condanniamo senza esitazione, perché ostacolano la rivoluzione popolare siriana e la indirizzano in una prospettiva reazionaria; ma queste sono una minoranza nel processo. Un’altra menzogna che si sta perpetrando concerne gli aiuti esterni. Sono poche centinaia le persone che si sono unite al popolo siriano, mentre il regime di Assad sta ricevendo congrui aiuti militari dalla Russia, dalla Cina, dall’Iran e migliaia di hezbollah e soldati iraniani sostengono il dittatore. 

Più che mai il sostegno e la solidarietà umana alla rivoluzione siriana può venire da altri popoli. Per quanto ci riguarda continueremo svolgere un impegno di sviluppo della solidarietà e di controinformazione, dando seguito alle iniziative solidali - come quella svoltasi il 15 giugno a Roma - e operando per  costruire comitati di solidarietà con la rivoluzione siriana contro la dittatura di Assad.

Ultimo Numero

• n. 302


dal 31 luglio
al 18 settembre 2017

Numeri Precedenti

è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4