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A proposito della manifestazione del 31 marzo a Milano
“occupy piazzaffari”

Per costruire un’alternativa di solidarietà e comunanza
Contro il governo della tecno-democrazia e della rapina

 

Cresce l’esigenza di costruire una mobilitazione popolare e di unirsi contro il governo Monti che in nome della “necessità di salvare il paese dalla crisi” colpisce con un particolare accanimento la grande maggioranza della popolazione e agisce concretamente come una banda di tecnici per rapinare la povera gente. Un governo che si presenta “al di sopra delle parti” mentre in realtà rappresenta gli interessi dell’assieme delle classi e dei ceti dominanti e dei diversi poteri oppressivi attorno a cui si è costruita una nuova santa alleanza tra tecnici, vertici sindacali, banchieri e politici per attaccare conquiste, diritti e bisogni umani essenziali.

 

In questo senso è un governo del sistema e non solo dei banchieri e della Banca europea. Non è vero che si tratta di un governo che si colloca fuori dall’ordine democratico e costituzionale e che sta negando la democrazia, viceversa la sta applicando contro la gente comune. Perché il governo Monti e i suoi tecnici per la rapina sono espressione di una democrazia totalitaria e decadente e di conseguenza agisce e colpisce con cinismo, prepotenza e disprezzo borghese.

Per questi motivi non aderiamo alla manifestazione nazionale di sabato 31 marzo a Milano convocata dal Comitato No Debito cui fanno riferimento settori del sindacalismo di base, settori politici dell’anticapitalismo, centri sociali.

Non aderiamo per i suoi contenuti appiattiti sulla difesa della democrazia e della Costituzione e la riproposizione di un progetto politico statalista finalizzato a riformare le istituzioni nazionali ed europee, perciò subalterni al sistema democratico e alle sue istituzioni razziste e belliciste.

L’appello infatti dichiara di voler sostenere le lotte in Italia ed in Europa, tacendo non casualmente sui principali processi rivoluzionari e in particolare sulla rivoluzione araba che ha sconvolto gli assetti di dominio. Un silenzio che ripropone l’indifferenza e la distanza nei confronti della rivoluzione siriana su cui tutta la sinistra politica ha evidenziato un tracollo senza precedenti e da cui invece si possono trarre lezioni e insegnamenti fondamentali.

Viceversa l’appiattimento eurocentrico del corteo del 31 è totale nella postura e nelle proposte. In questo senso risulta davvero strumentale l’appello ai migranti a manifestare, senza che nel testo ci sia una parola di denuncia del razzismo e delle leggi razziste promulgate in tutti gli stati democratici europei.

Vi è un elenco di obbiettivi molto simili a quella sciagurata manifestazione del 15 ottobre scorso a Roma, sponsorizzata anche da banchieri e borghesi, che si concluse nel modo peggiore possibile grazie all’intreccio devastante di contenuti minimalisti e subalterni e una pratica estremista e violentista fine a se stessa. Con l’aggravante che i promotori della manifestazione del 15 ottobre hanno brillato per l’assenza di qualunque bilancio. Eppure risulta che coincidano in buona parte con i promotori della manifestazione del 31 marzo a Milano.

Perciò riteniamo che questa iniziativa, pur denunciando il governo Monti e i vertici sindacali e politici, evidenzia una mancanza di prospettive di fondo.

Come Socialismo rivoluzionario sosteniamo con convinzione le proteste e le lotte contro il governo Monti per unirle e per affermare un quotidiano impegno di ricostruzione dei gangli vitali di solidarietà tra le persone. Perciò ci impegniamo a costruire Comitati solidali dappertutto, ad appoggiare il protagonismo dei fratelli e delle sorelle immigrate e l’autorganizzazione dei rifugiati e dei profughi, a sostenere le molteplici forme di autorganizzazione e di aggregazione umana positiva basati sulla ricerca del bene comune. Questa strada è per noi un contenuto fondamentale per costruire un’alternativa complessiva fuori dalla politica marcia e corrotta e dal sistema democratico decadente e oppressivo. È a partire da questi contenuti che stiamo preparando unitariamente, assieme ad associazioni, comunità di immigrati e realtà di base un Primo maggio di iniziativa ed incontro solidale.

 

 


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