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AdessoLaStoria


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una nuova strage di immigrati in mare

assassinii non tragedie

Una nuova strage di immigrati nel Mediterraneo. A poche ore dalla scoperta dei 29 cadaveri a bordo di una nave arrivata a Lampedusa, nuove vicende all’insegna della morte e del dolore sono davanti a noi.
Una barca con centinaia di immigrati è rimasta per giorni in balia delle onde nonostante per tutto il tempo sia stata avvistata ed ignorata da una nave Nato e da altri natanti di vari paesi che hanno respinto le richieste di aiuto lanciate, vivendo così il dramma di decine di morti a bordo. Le navi della “guerra umanitaria” della Nato non hanno tempo per salvare vite umane, devono bombardare la Libia e scambiarsi cannonate con il criminale Gheddafi. Dalla barca – secondo i testimoni – si è dovuto gettare in mare i cadaveri di circa 100 persone, in maggioranza donne, le più esposte alle vicissitudini della traversata per i bambini che hanno con sé e per i rischi di stupro.
In questo caso è ancora più evidente che non si tratta di una tragedia senza responsabilità o unicamente dei trafficanti illegali di esseri umani. Gli Stati si comportano come quegli scafisti che pochi giorni fa hanno costretto sottocoperta 29 immigrati, condanndoli così alla morte per asfissia. Non a caso esponenti della maggioranza di governo accusano la Nato non per l’omissione di soccorso, bensì per non aver fermato il naviglio degli immigrati in fuga dal Nord Africa. Per costoro l’importante è non vedere, fermarli prima che arrivino qui, sostenere un’autorità statale - che sia di Gheddafi o di suoi oppositori - che si incarichi di imprigionare gli immigrati dall’altra parte del Mediterraneo, che li faccia marcire (e spesso morire) in qualche campo profughi o prigione libica. Se poi arrivano in Italia, possono essere rimpatriati forzatamente - su cui concordano tutti i politici, dalla Lega a Giorgio Napolitano - oppure esser reclusi in centri profughi fino a 18 mesi senza una vera accoglienza.
Tutto ciò avviene anche per l’insufficiente reazione da parte della gente comune italiana e degli immigrati che sono già qui.
Quanto accade non è ineluttabile. Si poteva ad esempio aprire le frontiere ed organizzare un ponte aereo o navale per salvare i profughi del nord Africa. L’accoglienza e la solidarietà umana per chi arriva in Italia è un impegno di civiltà e scelta etica. Vogliamo rafforzare il sostegno alla Associazione 3 Febbraio impegnata anche in queste ore da Bari a Napoli, da Milano a Genova per costruire accoglienza e solidarietà. Facciamo appello ai Comitati solidali antirazzisti perché anche grazie al loro impegno questa estate possa essere più solidale: a maggior ragione in tempi di crisi, quando i potenti e gli sfruttatori cercano di aizzare il razzismo e la discriminazione, quando ci vogliono far credere di essere parte di una unica comunità nazionale. Comunità nazionale tenuta insieme dall’accettazione delle ideologie di oppressione, dalle ingiustizie e dal sangue, alla quale gli immigrati dovrebbero sottomettersi come nuovi schiavi, inseguendo il miraggio (per pochi privilegiati) dell’integrazione.
Assumiamo con maggiore determinazione e convinzione l’appello del coordinamento “StopRazzismo” verso la giornata di mobilitazione dell’8 ottobre per l’accoglienza per tutti. In preparazione si svolgerà l’11 settembre prossimo una riunione nazionale a Roma.
 

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