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AdessoLaStoria


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Primo maggio di impegno solidale

un primo racconto dalle piazze di Palermo, Napoli e Milano

Palermo

Primo Maggio solidale al Massimo: centinaia di persone si sono date appuntamento davanti al Teatro Massimo a Palermo per il Primo Maggio indetto dai Comitati Solidali e Antirazzisti, con la partecipazione della rinascente (a Palermo) Associazione interetnica e antirazzista "3 Febbraio", di Socialismo rivoluzionario, dell'assciazione Arca e l'adesione di Ubuntu e della chiesa valdese. Volevamo realizzare un incontro di persone e impegno solidale, con momenti di dialogo, confronto e festa e l'abbiamo fatto. Discutendo dell'ondata rivoluzionaria araba appena cominciata, della capacità di unirsi a partire da ragioni umane comuni sormontando le divisioni religiose, etniche e sociali, alimentate e strumentalizzate normalmente dai regimi per mantenere il proprio dominio oppressivo. E' stato necessario anche polemizzare fermamente con chi giustificava Gheddafi e riproponeva la trappola "o con Gheddafi o con la Nato" spiegando il nostro sostegno all'autodeterminazione dei popoli. Decine di fratelli e sorelle dal Maghreb, dal subcontinente indiano e dall'Africa nera, assieme a tante persone solidali, hanno partecipato alla presentazione dell'Associazione 3 Febbraio. Circa 100 persone hanno poi dato vita all'assemblea dei CSA sulla solidarietà come impegno alternativo, introdotta da Chiara Raineri e conclusa da Antonio Pedace, ragionando di come possono crescere ambiti umani liberi e positivi attorno all'idea di comune umanità, diffusi nella società, come trama continua di idee e valori, relazioni e iniziativa per migliorare la vita assieme. Vari interventi hanno restituito l'esperienza dei diversi CSA nelle scuole e nelle università, lanciando la proposta del prossimo Campeggio Solidale. Giovanni Pacini

 

Napoli

 

L’appuntamento a Napoli promosso dai CSA è stato un successo, piazza del Gesù si è davvero trasformata in un luogo solidale, accogliente e coinvolgente con una partecipazione di più di 600 persone nell’arco dell’intera giornata
Particolarmente importante il protagonismo dei fratelli immigrati di diverse etnie, non solo dei paesi arabi ma anche asiatici. Significativa la presenza dei fratelli tunisini che hanno denunciato il razzismo e le vessazioni subite dal governo e dallo stato italiano.
L’affermazione del principio della solidarietà e del valore dell’accoglienza umana per tutti senza condizioni sono stati i contenuti fondamentali intrecciati con il sostegno all’insorgenza dei popoli in lotta per la libertà che sono stati al centro dell’assemblea di 300 persone svoltasi la mattina introdotta da Gianluca Petruzzo, coordinatore nazionale dell’Associazione “3 febbraio”, che dopo diversi interventi dei Comitati Solidali e Antirazzisti di Napoli e Roma e di altre realtà e associazioni presenti, è stata chiusa da Renato Scarola del Coordinamento nazionale dei CSA che spiegando il percorso iniziato con il CSA ha argomentato il significato della solidarietà come impegno alternativo contro la politica e il sistema democratico oppressivo e razzista. E’ stato un momento centrale che ha dato un’impronta ideale a tutta le altre iniziative e che ha costruito uno speciale clima nella piazza dove l’obbiettivo di stare e di essere bene assieme è stato raggiunto e vissuto da tutti i partecipanti.
La giornata è proseguita con un incontro sul tema dell’accoglienza attiva e concreta promosso dall’A3F che si è svolta con circa 60 persone in una sala nei pressi della piazza. Contemporaneamente sul palco si sono esibiti il collettivo teatrale Acca di Pagani protagonista di una performance molto coinvolgente, gruppi musicali e singoli musicisti. Presso lo stand di Prospettiva Edizioni si è svolta una lettura di alcuni brani di libri. Inoltre l’associazione Le Saiden ha improvvisato un’iniziativa teatrale di strada. Molto animato e gradito lo spazio bimbi. Ancora più gradito lo stand gastronomico, particolarmente il cous cous e il riso pakistano. La chiusura artistica è stata a cura del gruppo musicale MalaiKa con canzoni ispirate all’ondata rivoluzionaria.
L’iniziativa si è svolta in un clima sereno e accogliente, cosa ancora più importante visto il clima di tensione creato nei giorni precedenti in città da uno scontro da bande dopo l’aggressione fascista del gruppo Casa Pound.
Il successo della giornata completamente autofinanziata è stato senza dubbio il frutto dell’impegno attivo anzitutto dei protagonisti dei CSA assieme ai fratelli dell’A3f, alle compagne e ai compagni di SR e di Utopia socialista, oltre agli amici delle diverse associazioni. Una giornata di cui essere fieramente soddisfatti. Michele Santamaria

Milano

Fin dal mattino piazza Leonardo ha cominciato a gremirsi di stand e gazebo, banchetti e strutture di varie associazioni e comitati solidali antirazzisti (CSA). Centinaia di persone di tutte le età e di decine di etnie differenti hanno raggiunto la piazza con i pullman da Bologna, Firenze, Torino, Genova, Bergamo, Brescia, Saronno, Pavia, Como, Vicenza e molte altre piccole località del nord Italia. La giornata è veramente cominciata al calore degli slogan che giungevano dallo spezzone dell’Associazione 3 febbraio che si era distaccato dal tradizionale corteo per la Festa dei lavoratori: in centinaia sono stati accolti tra gli applausi di chi già era in piazza per dare inizio tutti insieme al Primo maggio di incontro “Solidarietà come impegno alternativo”. Tutti in cerchio, attorno a questo tema, si è svolta la gremita assemblea di apertura, presieduta dai rappresentanti dei CSA presenti, introdotta da Giovanna Maresca del coordinamento dei CSA e dirigente di SR e conclusa da Claudio Olivieri dirigente dell’A3F e di SR. La solidarietà è stata spiegata e raccontata da voci diverse e con differenti accenti, di lingua e di contenuto: dai fratelli della comunità siriana in sostegno al coraggio di chi sta lottando contro il regime alle sorelle egiziane che sentivano le ragioni della piazza del Primo maggio molto vicine a quelle di piazza Tahrir; dal sentimento come motivo di solidarietà al protagonismo delle donne; dal coraggio di chi cerca una vita migliore sfidando il razzismo degli Stati come gli immigrati tunisini e i profughi eritrei a quello di chi non si vuole arrendere di fronte ai razzisti che lo maltrattano come Talla da Saronno, passando per quello di Vittorio Arrigoni di cui ha portato una testimonianza l’International solidarity movement. Dal pranzo alla merenda fino a sera con dibattiti, spettacoli teatrali e performance musicali la solidarietà è stata interpretata da tutti i presenti (i comitati solidali, l’A3F, SR, Utopia socialista con La Comune e Prospettiva edizioni, che hanno promosso la giornata e le associazioni ospiti come l’ISM, i vegani, l’Arcilesbica, Bergamo contro l’omofobia e altri): contro il razzismo, il patriarcato e l’omofobia, contro il nucleare e in difesa della natura, contro le ingiustizie e la mafia, l’impegno solidale comincia a rappresentare un’alternativa. Simona Cavalca

 

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