Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Stampa
PDF

dall'Associazione 3 febbraio riceviamo e volentieri pubblichiamo un resoconto sull'accoglienza ai profughi in provincia di Caserta

6 aprile 2011

racconto della giornata in cui 500 immigrati sono stati deportati nella caserma "Andolfato" di S.Maria Capua Vetere

Questa mattina alle ore 8.00 al porto di Napoli sono arrivati circa 500 persone tunisine spostati da Lampedusa al centro di S.Maria Capua Vetere (CE). Con me c'erano altri volontari dell'Associazione 3 febbraio e di altre associazioni antirazziste. Siamo riusciti a salire sugli autobus predisposti ad accompagnare al centro gli immigrati. Io ero su uno di questi con un fratello algerino a dare loro il ben venuto ed a fare una minima attività di mediazione, cioè di informazione sulle condizioni in cui si sarebbero trovati e a fornire loro numeri utili di avvocati nostri volontari che possono seguirli. Le notizie qui riportate sono dirette e le fonti umane. I fratelli tunisini ci hanno parlato di una situazione davvero difficile vissuta a Lampedusa dove sono rimasti allo sbando per oltre 15 giorni, solo la solidarietà della gente di Lampedusa, come ci hanno raccontato, ha permesso di vivere dignitosamente. In particolare la popolazione di Linosa secondo alcuni si è distinta per la solidarietà. Mentre tutt'altro il trattamento avuto da parte delle forze dell'ordine: hanno subito maltrattamenti e furti dei loro averi. Abbiamo conosciuto gente che è venuta qui per sperare in una vita migliore: ingegneri meccanici, insegnanti studenti e gente che non ha fatto le scuole. Per lo più giovani, tutti maschi con una speranza di poter restare in  Italia oppure andare in Francia. Tanti ci hanno detto di parenti in giro per l'Europa e l'Italia che avrebbero potuto ospitarli, senza quindi essere concentrati in quel modo indegno nelle strutture approntate dallo stato. La caserma in cui sono concentrati quelli arrivati oggi ospita ora circa mille persone ma le tende approntate sono per circa 600. I volontari e responsabili della Croce rossa italiana fanno quasi da gendarmi ed è impossibile per le associazioni o singoli volontari entrare nel campo. Hanno anche impedito la visita dell'imam e stiamo cercando di organizzare per il prossimo venerdì una sua presenza. Il clima è di detenzione, i fratelli vengono tenuti in un campo recintato da filo spinato e con tante forze dell'ordine  a gestire le operazioni.
Nonostante questo attacco alla dignità e all'umanità abbiamo potuto constatare che tra tutti i fratelli regnava un clima di gioia, di grande compostezza e serietà e organizzazione. Nell'autobus infatti dopo che tutti avevano consumato la colazione, c'erano alcuni che passavano per raccogliere carte e quant'altro. Questo come esempio, rispetto a chi crea degrado e dà la colpa agli immigrati. C'era la voglia di rimanere uniti e di continuare a restare in contatto. Abbiamo fornito loro delle schede telefoniche italiane per poterli contattare ma stranamente, quando abbiamo provato, le linee erano isolate. Ci siamo lasciati con la promessa di tenerci in contatto e che noi avremmo continuato a batterci anche fuori dal campo per l'accoglienza e per i diritti di cui hanno bisogno.
Per tutti diamo appuntamento alle nostre iniziative che ci saranno in questi giorni, di cui vi daremo notizia presto.
Continua la rete di accoglienza dell'Associazione 3 Febbraio che grazie all'aiuto di tanti sta dando ospitalità ad una decina di persone giunte qui in questi ultimi giorni. Stiamo cercando anche con le altre associazioni di costruire una manifestazione per i diritti all'accoglienza e alla protezione umanitaria.
A presto.

                               www.a3f.org           346.5708065

 

Ultimo Numero

• n. 318


dal 2 al 23 luglio 2018


è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4