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AdessoLaStoria


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un’altra strage in mare

mobilitiamoci per l’accoglienza

Le agenzie stampa danno notizia dell’affondamento al largo di Malta, nella notte di martedì 6 aprile,  di una barca con a bordo 200 persone, quasi sicuramente partite dalle coste libiche e dirette verso l’Italia. Solo 48 persone sono state tratte in salvo, mentre oltre 150 altre sono scomparse, condannate alla morte dalle condizioni del mare ma anche ed innanzitutto dalle leggi disumane e ciniche che impediscono a loro di viaggiare in maniera più sicura e di cercare riparo dai massacri e dalle distruzioni provocate dalle truppe di Gheddafi e dai bombardamenti della Nato. Sabato erano stati ripescati sulle spiagge di Tripoli i corpi di oltre 80 persone, annegate verosimilmente in circostanze analoghe. Da metà marzo i profughi segnalati e poi scomparsi nel Mediterraneo sono oltre 500 e sono sicuramente migliaia quelli di cui non si è mai parlato.
La notizia di quest’ultima tragedia giunge poche ore dopo il vergognoso e cinico accordo siglato tra i governi dell’Italia e della Tunisia per impedire le partenze e per il rimpatrio di quelli che da ora in poi arriveranno in Italia. 
Mentre l’ondata rivoluzionaria partita proprio dalla Tunisia continua a coinvolgere e sconvolgere tante realtà del mondo arabo, grazie al protagonismo e al coraggio dei popoli e la loro attività per una vita dignitosa, la libertà e la giustizia, questo accordo ripristina quanto concordato in passato, quando in Tunisia regnava Ben Ali, così come gli esponenti del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi hanno già preso l’impegno di fare per l’Italia e l’Occidente lo stesso sporco lavoro che faceva e fa Gheddafi su questo terreno. Cambiano i governi e i regimi ma le istituzioni statali confermano la loro organica ed intima contrarietà alle legittime aspirazioni ed esigenze di miglioramento dei popoli e delle persone. Perciò sono i primi e principali responsabili delle infinite stragi in mare come nel deserto, e per questo non possiamo affidare a loro il compito di accogliere. Le sorelle e fratelli che giungono qui ed in qualunque altro posto per preservare e migliorare la vita hanno bisogno di solidarietà umana e di essere accolti umanamente. Scegliamo di essere in prima fila per accogliere tutte e tutti, subito e senza condizioni.
Per questo motivo, per organizzare ed espandere l’iniziativa e l’impegno in questo senso incontriamoci e mobilitiamoci per un Primo Maggio con la rivoluzione che comincia, con cortei a Milano, Napoli e Palermo.
 

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