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solidarietà con le mobilitazioni popolari in Libia

via Gheddafi ed il suo regime assassino
abbasso i suoi complici italiani

La scintilla della rivoluzione araba incendia anche la Libia, da oltre quarant’anni sotto il tallone del feroce regime guidato da Gheddafi. Con grande coraggio, settori crescenti di popolazione manifestano da giorni nonostante una repressione durissima. Le poche notizie che filtrano parlano di oltre 80 morti e dell’impiego dell’esercito, in particolare a Bengasi. Notizie difficili da verificare parlano di spaccature sia tra i militari che ai vertici politici con le dimissioni di alcuni esponenti storici dei “comitati rivoluzionari” che nel 1969 deposero la monarchia.
Il regime libico ha finora svolto una funzione peculiare ed odiosa nel compito (oggi in crisi) di garantire l’ordine in Nord Africa per conto del sistema democratico totalitario. Esso ha imbavagliato ed immiserito la popolazione combinando una ferrea centralizzazione statale con strumentali alleanze con i vecchi poteri locali ed ha sviluppato oltre misura la corruzione, fiorita intorno allo sfruttamento degli immensi giacimenti petroliferi. Allo stesso tempo si è conquistato un ruolo di sfruttatore e carceriere (per conto dell’Europa) di centinaia di migliaia di profughi e di emigranti in transito dal Corno d’Africa o da altre aree del continente.
Lo Stato italiano ha delle enormi responsabilità, storiche ed attuali, dirette ed indirette, di cui oggi il governo è solo l’ultimo protagonista. Dalla guerra di sterminio e di conquista con cui, giusto un secolo fa, l’Italia ha massacrato quasi un decimo dell’intera popolazione, fino ai recenti accordi con cui si consegnano i profughi alle galere libiche; responsabilità che spiegano il silenzio di questi giorni in cui la Farnesina non spreca neppure parole di circostanza contro l’efferata repressione dei manifestanti.
Siamo al fianco dei giovani libici che con coraggio ed ispirandosi ai loro fratelli tunisini ed egiziani hanno ripreso il vento rivoluzionario e di libertà che soffia in tutto il mondo arabo. Nell’esprimere la nostra solidarietà verso le loro aspirazioni e contro la criminale repressione, denunciamo le gravi complicità e gli aiuti al regime dittatoriale portati in questi anni dal governo italiano.

 

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