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AdessoLaStoria


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contesto criminale, scelte di umanità possibili

Passa quasi sottosilenzio l’ennesima notizia di una rapina a Qualiano nel napoletano. Due giovani di 16 e 24 anni, armi alla mano, sono entrati in un supermercato e sono stati  uccisi da una guardia giurata e un carabiniere in borghese, presenti al momento del “colpo”.
Se proviamo a fermarci un attimo, se andiamo oltre alla legittima insofferenza che cresce nei confronti di un’informazione sempre più cinica e gossippara, che ci bombarda di notizie di cronaca nera come se stesse elencando la lista della spesa, l’inquietudine e la preoccupazione crescono.
Crescono perché rapine, traffici di droga e armi, giri di prostituzione e gang vedono protagonisti sempre più giovani e giovanissimi, in Italia e non solo. Crescono perché si vedono giovani vite bruciarsi nella ricerca del tutto e subito, avendo spesso, e non a caso, come colonna sonora in macchina o in motorino il peggio dell’hip hop che inneggia alla triade sesso-soldi-violenza o dell’ incultura mafiosa e omertosa che passa nei testi dei neomelodici così in voga da Napoli a Palermo.
Evidentemente non si tratta di fare analisi superficiali condite da un misto di fatalismo e bieco moralismo rispetto ad una gioventù senza valori ma di capire quali sono e posso essere i punti di riferimento, i valori e l’idea di futuro che si scelgono.
Certo, la scelta è complicata e apparentemente, per ciò che ci propongono, senza via d’uscita: da una parte abbiamo i boss che, con accenti vari, inneggiano alla famiglia, ti promettono soldi facili e “protezione” a patto che segui le loro regole. Dall’altra abbiamo i difensori della legalità dai quali impariamo sempre più l’arrivismo a danno degli altri, che ci dicono che con i soldi puoi comprarti tutti i piaceri (persone comprese), l’importante che rispetti le loro leggi. Ah, ovviamente anche qui la famiglia è prima di tutto! Insomma un panorama grigio, in cui il connubio di disvalori tra Stati e mafia (oltre che concreto!) è sempre più evidente e pericoloso. Un grigiore in cui la vita umana è sempre più disprezzata, dove il futuro è qualcosa da rubare a danno di altri.
Chi sceglie di obbedire a questo grigiore si fa sempre più complice di un contesto criminale, disgregato e mortifero. Ci sono altri giovani che invece fanno volontariato, coltivano l’amicizia, scelgono la solidarietà. Chi sceglie la sopraffazione, riproduce la logica mortifera del sistema e spesso ne rimane vittima. Chi, invece, pensa a un bene comune che sia per tutti e non solo per pochi, chi vuole imparare a parlare e vivere l’amore e l’amicizia non pretendendoli ma cercandoli e scegliendoli assieme, chi difende la vita perché vuole  migliorarla, può iniziare da subito a vivere meglio
 

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