Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Stampa
PDF

tutti amici di Marchionne

Non stupisce che padroni e padroncini (Berlusconi in primis), politici filo padronali e pennivendoli di regime abbiano difeso il ricatto sfacciato di Sergio Marchionne ai lavoratori della FIAT: siate disposti al supersfruttamento e all’acquiescenza passiva oppure verrete gettati sul lastrico. Non stupisce, perché oppressori e sfruttatori cercheranno di partire da lì per rompere i contratti nazionali ovunque sia possibile, per estendere a tutti le forche caudine del padronato. Forse stupiscono un po’ certi toni di esaltazione usati per una persona che di grande ha solo lo stipendio, definita invece “personaggio dell’anno” da Il sole 24 ore e “architetto supremo” da La Stampa. Ci dovranno spiegare come uno considerato un genio possa cadere vittima in diretta TV del più banale degli scherzi telefonici.
Ma che dire invece dei fans che l’amministratore delegato della FIAT può contare fra gli esponenti della cosiddetta sinistra? Ne abbiamo già viste tante, ma non ci vogliamo assuefare.
Super borghesi imbarcati dal centrosinistra come De Benedetti (tutti devono dire grazie a Marchionne). Sindaci piddini come Chiamparino (a Marchionne bisognerebbe stendere un tappeto rosso) e Renzi (sto con Marchionne senza se e senza ma) o il neo-candidato sindaco a Torino Fassino (senza nuovi investimenti si chiude). I vertici del PD hanno fatto qualche distinguo, soprattutto sulla rappresentanza sindacale, ma hanno appoggiato nella sostanza il piano-Marchionne. D’altra parte Bertinotti in persona solo qualche anno fa lo definì “il borghese buono” e gli ex “comunisti” tifavano quasi tutti per lui.
Dopo che il SI al referendum è passato per il rotto della cuffia, quasi tutti hanno dichiarato che “l’importante sono gli investimenti” e hanno chiesto a Marchionne di “rispettare gli impegni presi”, anche chi per lo meno in precedenza aveva simpatizzato con gli operai di Mirafiori che hanno votato NO: “sarà saggio ammorbidire certe radicalità, prendere atto dei problemi legati al merito e alla competitività che pure esistono” (Concita de Gregorio).
Se la sinistra sta più a destra dell’ex AD della FIAT Romiti (è un errore grave dividere il sindacato), fa riflettere su quanto siano sempre più ristretti i margini per fare opposizione dentro gli angusti orizzonti del sistema.  Infatti anche chi si è opposto a Marchionne spesso l’ha fatto secondo logiche tutte interne alle regole del gioco, quelle delle concertazioni e delle compatibilità. Non ci si rapporta alle persone che lavorano perché gli interessi che si difendono non sono quelli delle persone. Le principali preoccupazioni sono l’economia aziendale e nazionale, la competitività sul mercato, la produzione, i bilanci, la compravendita. Questa logica comprende tutte le organizzazioni politiche e sindacali: prima il mercato, poi (forse) le persone. Ma allora che resta di sinistra alla sinistra?
 

Ultimo Numero

• n. 322


dall'8 al 22 ottobre 2018


è uscito
umanesimo
socialista
n.4

us4