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AdessoLaStoria


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A Napoli una giovane donna Rom è in carcere da due anni con l’accusa di aver voluto rapire un bambino senza che via sia ombra di prova. Al contrario sempre più spesso l’intervento statale democratico e progressista razionalizza il pregiudizio con i propri interventi censori verso i bambini rom. I campi Rom si bruciano nell’impunità da Pianura (Na) ad Opera (Mi). Ai Bambini Rom si devono prendere le impronte digitali al più presto, probabilmente perché li si considera potenziali criminali congeniti.
Eppure per esempio il numero di bambini Rom che frequenta le scuole primarie è aumentato sensibilmente, nonostante le ruspe e le deportazioni facciano scempio di questa speranza. I bimbi Rom che chiedono l’elemosina ai semafori diminuiscono ma per le istituzioni  è più comodo intervenire in maniera repressiva. E’ poco frequente vedere i Rom protagonisti di reati gravi e violenti, dallo spaccio alla aggressioni. Ovviamente non si tratta di idealizzare nessuna etnia, né di negare problematiche che attraversano questa come tutte le comunità di autoctoni ed immigrati. Ma un sistema che è democraticamente oppressivo verso tanti popoli, verso i più deboli, verso le donne ed i bambini e verso gli immigrati, non ha nessuna possibilità di insegnare solidarietà e civiltà. Figuriamoci poi che considerazione può avere verso le donne ed i bambini Rom.   
La persecuzione verso i Rom è fortemente sintomatica della natura razzista degli stati in cui viviamo. E’ una persecuzione che viene da lontano durante i secoli, che ha conosciuto la barbarie nazista, e quella degli Stati dell’est stalinisti. Ma evidentemente le democrazie agiscono verso di loro in maniera simile e troppa gente comune ne è complice. Quello che è evidente è che l’odio e la discriminazione verso i Rom nasce da limiti che abbiamo come esseri umani, nelle difficoltà di riconoscere la nostra comune umanità, ciò che è alla base del razzismo. Quello che ci deve far indignare di più non è solo la generalizzazione arbitraria, l’ignoranza dei problemi che coinvolgono i Rom, ma soprattutto la negazione completa di una dignità possibile, l’accanirsi verso i più piccoli, il disprezzo per la loro vita (che ha una durata media significativamente minore del resto della popolazione). La persecuzione dei Rom è una delle peggiori espressione della crescita del razzismo verso gli immigrati e persino fra gli immigrati. Per fortuna crescono anche segnali di reazione solidale. Dalle maestre di via Rubattino a Milano alle associazioni di solidarietà ed alcuni settori cattolici c’è chi reagisce. Persino nella Francia che Sarkozy voleva irretire contro i Rom sembra che prevalga il rifiuto di buona parte della popolazione di farsi complice. Sono solo segnali, ma importanti, di solidarietà umana.

 

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