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Bolivia

In difesa dei settori popolari!

Contro la violenza della destra e le minacce di colpo di stato e di intervento militare!

Contro l'arroganza e gli imbrogli di Evo Morales e compagnia!

Basta con la violenza!

Da quando Evo Morales si è dimesso dalla presidenza della Bolivia, la situazione è instabile e pericolosa ma, in realtà, il conflitto viene da prima, quando la frode elettorale del 20 ottobre causata da Morales ha provocato  indignazione in grandi settori, ancor più dopo che lo stesso Morales ha ignorato il risultato del referendum del 2016 che non lo autorizzava a un quarto tentativo di rielezione come presidente. La destra reazionaria e razzista (guidata da Luis Fernando Camacho) ha cavalcato queste giuste espressioni di protesta per guadagnare spazio e sostegno e cercare di conquistare alla propria causa la polizia e l'esercito. Tutto questo viene usato da Morales per difendere la sua arroganza e i suoi imbrogli di fronte alla denuncia di un colpo di stato che sarebbe stato consumato, per cercare di recuperare parte del sostegno popolare perso dopo tanti anni di caudillismo autoritario.
Certamente le maggioranze popolari sono le più vulnerabili e a rischio. Hanno, in realtà, subito una torsione sempre più prepotente del regime democratico che ha avuto inizio con lo stesso Evo che ha voluto perpetuarsi al potere a tutti i costi. Ora la situazione può peggiorare ulteriormente con la violenza della destra nel suo tentativo di vendicarsi dei settori popolari. È essenziale chiamare alla più ampia solidarietà con la popolazione boliviana, sia contro i rischi di intervento militare e di colpo di stato, sia contro la violenza razzista e padronale, ma anche contro gli appelli irresponsabili di Evo Morales, fuggito dal paese, a mobilitarsi per difendere le sue prepotenze e i risultati di quelle elezioni fraudolente

 

Bolivia

¡En defensa de los sectores populares!

¡Contra la violencia de la derecha y las amenazas de golpe y de intervención militar!

¡Contra la prepotencia y el fraude de Evo Morales y compañía!

¡Basta de violencias!

Desde que Evo Morales renunció a la presidencia de Bolivia, la situación es inestable y peligrosa pero, en realidad, el conflicto viene de antes, cuando el fraude electoral del 20 de octubre propiciado por Morales provocó indignación en amplios sectores, aún más después de que el mismo Morales ignoró el resultado del referéndum del 2016 que no lo autorizaba a un  cuarto intento de reelección como presidente. La derecha reaccionaria y racista (encabezada por Luis Fernando Camacho) se montó sobre estas justas expresiones de protesta para ganar espacio y apoyo y tratar de ganar para su causa a policía y ejército. Todo esto es utilizado por Morales para defender su prepotencia y fraude bajo la denuncia de un golpe que ya se habría consumado, para intentar recuperar algo del apoyo popular perdido después de tantos años de caudillismo autoritario.
Ciertamente las más vulneradas y en riesgo son las mayorías populares. Ellas han sufrido, en realidad, una torsión cada vez más prepotente del régimen democrático que comenzó con el mismo Evo al querer perpetuarse en el poder a toda costa. Ahora la situación puede empeorar todavía más con la violencia de la derecha en su intento de cobrarse revancha de los sectores populares. Es fundamental llamar a la más amplia solidaridad con la población boliviana, tanto contra los riesgos de intervención militar y de golpe, de la violencia racista y patronal, pero también contra los irresponsables llamados de Evo Morales, quien huyó del país, a movilizarse para defender sus prepotencias y los resultados de unas elecciones fraudulentas. 

 

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