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Arrestati i giovani responsabili della tragedia di Corinaldo

Amare la vita, difendersi dalla cattiveria

Sono stati rintracciati i responsabili della tragedia di Corinaldo, che l’anno scorso causò la morte di 5 giovanissimi e di una donna di 39 anni in una discoteca. I cinici e criminali teppisti hanno usato spray urticante per aggredire la gente ammassata in una discoteca per il concerto del rapper Sfera Ebbasta, rapinando i presenti e derubando anche chi, nel panico generale, stava cercando di soccorrere le persone schiacciate dalla calca in una discoteca piena fino all’inverosimile . Si tratta di 7 giovani tra i 19 ed i 22 anni che avrebbero più volte usato questo sistema per gettare nel panico le folle e rapinarle, come successo a Torino ad opera di un’altra gang qualche anno fa a Piazza San Carlo. Purtroppo non si tratta dell’unico caso di gang giovanili che, come veri e propri branchi, si fanno portavoci della cattiveria e del disprezzo della vita diffusi in questa società malata e pericolosa, come nel caso dei bulli di Manduria che hanno maltrattato e ucciso un pensionato nell’indifferenza generale. I sette sciagurati si gonfiavano il petto per le proprie “imprese”, mostrando il proprio cinismo e un disgustoso disprezzo per la vita, volendo fare esperienza dell’uccidere, del rapinare, del maltrattare. Questi giovani criminali e assassini vanno fermati sapendo che non tutti i giovani scelgono di essere dei carnefici. La stampa che dipinge la gioventù irreversibilmente criminale perché l’autodistruzione sarebbe presunta caratteristica saliente dell’essere giovani, non guarda però a coloro che quotidianamente si impegnano contro le mafie o per il pianeta, o semplicemente a chi fin da giovanissimo vuole essere una persona buona e coraggiosa, salvando la propria e altrui vita. Come ci spieghiamo allora il protagonismo di Ramy, 13 anni, che a marzo di quest’anno ha salvato la vita a 51 persone insieme ai suoi compagni di scuola, fermando l’autista che voleva incendiare il pullman sul quale si trovava con la sua classe? Mentre si guarda agli esempi migliori di solidarietà e altruismo viene allora da pensare che la gang di Corinaldo non sia vittima della propria giovane età e che, fin da giovanissimi, si può fuoriuscire dal fetido clima di cattiveria che ci circonda provando ad essere migliori assieme agli altri, imparando anche a divertirsi e a stare bene assieme guardandosi attorno, alzando la testa dallo smartphone per la sicurezza di tutte/i.

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