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Carola Rackete è libera

Il diritto di salvare le vite

Carola Rackete è stata scarcerata: gran parte dele accuse rivoltele sono state smentite dal Gip. La capitana della Sea Watch 3, con il suo equipaggio, ha effettivamente operato in uno stato di necessità per salvare vite umane in pericolo in mezzo al mare. L'inumano trattamento a cui sono stati sottoposti i naufraghi, lasciati senza un porto sicuro per decine di giorni dal cinismo razzista del fascioleghista Salvini e del governo italiano, è stato svelato per quello che era: solo un bieco gioco politico da parte del ministro dell'interno. E le sue accuse e le sue minacce si sono rivelate prive di fondamento giuridico. La sua rabbia e il suo livore dopo la scarcerazione, la dicono lunga sulla frustrazione del maschio razzista sconfitto da una giovane donna solidale.
Ma quel che più conta è che il processo di criminalizzazione della solidarietà con questo provvedimento subisce una pesante battuta d'arresto. Viene sancito, in questo caso, il dirito a salvare vite e quindi ad operare in questo senso da parte delle Ong attive nel Mediterraneo, che, a fronte di accuse infamanti da parte della Lega e anche dei 5Stelle, continuano invece la loro preziosa opera in difesa della vita.
Continueremo a sostenere il loro operato e a impegnarci per l'accoglienza, la solidarietà umana e la difesa della vita di immigrati e immigrate in ogni occasione possibile. Il coraggio e la dignità di Carola sono un significativo esempio; la solidarietà di tanti e tante che l'hanno appoggiata un frutto prezioso da coltivare e far crescere. 

 

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