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Al porto di Genova vince la solidarietà

La Bahri Yanbu, la nave saudita delle armi attraccata a Genova, non ha potuto caricare i generatori per i droni destinati in Yemen.
"Attrezzature e droni al servizio del militare: non vogliamo essere complici delle vittime civili in Yemen, non carichiamo". Sono stati i lavoratori del porto in sciopero e un presidio di volontari e associazioni impegnate per la pace, tra cui La Comune, a impedirlo. Avevano cominciato i portuali di Le Havre ad opporsi al trasporto di componentistica bellica dalle proprie banchine, costringendo gli armatori alla ricerca di un altro porto dove agire indisturbati. Ci riproveranno nei prossimi giorni a La Spezia ma dopo la reazione genovese la Filt-Cgil Liguria ha dichiarato sciopero per tutto il personale degli scali liguri che potrebbe essere ancora coinvolto.
La Bahri fa rotta da anni su Genova e ha sempre trasportato armi, ma questa volta qualcosa è cambiato: l’esempio francese e la consapevolezza dello scenario umano in Yemen di cui queste armi sono responsabili, hanno fatto la differenza.
“Porti aperti alle persone, chiusi alle armi”, una risposta di dignità dalle banchine di Genova alle persone che ieri sera a Lampedusa hanno accolto calorosamente i profughi della Sea Watch: solidarietà chiama, solidarietà risponde.