Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria

                           

                           

                                         al 7 gennaio
                                       abbiamo raccolto

                               165.275 euro

 


Stampa
PDF

l'Aquarius bloccata in porto

Medici senza frontiere (Msf) e Sos Méditerranée in un comunicato dello scorso 7 dicembre hanno annunciato, a malincuore, la fine dell’attività di salvataggio della nave Aquarius. Da circa due mesi, infatti, l’imbarcazione, che ha salvato oltre 30 mila persone dal 2016 a oggi, è rimasta bloccata nel porto di Marsiglia. Da ultimo la procura di Catania, sulla base di pretestuose inchieste – ne abbiamo scritto nello scorso numero de La Comune – ne ha disposto addirittura il sequestro. La possibilità di cambiare bandiera avrebbe consentito all’Aquarius di poter riprendere la propria opera di recupero. Nessuno Stato europeo, o di altro continente, ha voluto però concedere la propria bandiera, costringendo così le due Ong al ritiro della nave. Tutti gli Stati, pur di non inimicarsi il governo italiano, ne hanno quindi avallato le politiche di respingimento e di chiusura delle frontiere, rendendosi così complici dell’infame campagna di delegittimazione e diffamazione volta a ostacolare le organizzazioni umanitarie impegnate a soccorrere vite umane. Tuttavia, Msf promette coraggiosamente che cercherà nuovi modi per fornire l’assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno bisogno le persone che continuano a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia, perché in questo crescente clima di criminalizzazione degli immigrati e di chi li soccorre, non si può perdere il principio di umanità.