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La nave Diciotti bloccata

Uniamoci per l’accoglienza

Il governo italiano continua ad esercitare la sua violenza contro chi rischia la vita in mare per cercare scampo. E’ quello che si consuma in queste ore, con 177 persone ferme al porto di Catania senza poter scendere dalla nave Diciotti dopo aver passato cinque lunghi giorni in mare. E’ il risultato della protervia del Ministro dell’Interno Salvini che continua a negare loro accoglienza e che nei giorni scorsi aveva minacciato, in spregio a qualsiasi senso di umanità, di ricondurli in Libia. I due barconi già alla deriva, carichi di persone allo stremo, sono stati raccolti in mare dalla nave della Guardia costiera italiana Diciotti che come è giusto, li avrebbe dovuti condurre in un porto sicuro. Non sembrano esserci limiti al livello di disumanità di questo governo che continua a giocare le sue partite, a speculare con la sua propaganda, sulla pelle di gente che non ha commesso nessun crimine e che cerca scampo da guerre e miserie, rischiando la propria vita in mare. E’ un’espressione di barbarie a cui il governo sta abituando la gente di questo Paese, inoculando razzismo e indifferenza, creando assuefazione e persino un attivo e pericoloso consenso in settori della popolazione. Non è la prima volta che questo avviene e proprio per questo è ancora più preoccupante e deve chiamarci ad una reazione pronta. A pochi giorni dalla tragedia di Genova e da altre che in questo Paese si consumano per l’incuria e il malaffare, è un altro segnale di disprezzo della vita, ancora una volta contro persone inermi, bisognose di cura e meritevoli di accoglienza. Siamo a fianco delle persone a bordo della nave Diciotti e ci impegniamo ad appoggiare le iniziative di cui c’è bisogno, affinché subito possano sbarcare e per far sì che questo ennesimo atto di disumanità non si ripeta. Facciamo appello a chi si sta mobilitando, sapendo che le reazioni sono ancora deboli e frammentate, ad unire le forze per l’accoglienza per tutti i profughi e gli immigrati.

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