Italian - (it)Español(es)French (fr)English (en)

AdessoLaStoria


Stampa
PDF

Argentina, sconfitto in Parlamento l’aborto legale

Ma la lotta delle donne non si ferma

 

Dopo una lunga giornata di dibattito parlamentare, il Senato ha respinto il progetto di legge di interruzione volontaria della gravidanza che contemplava il diritto per ogni donna di sottoporsi gratuitamente ad un aborto in ospedale.

Nelle stesse ore quasi due milioni di donne si sono raccolte per strada in un enorme presidio in attesa dei risultati del voto, la stragrande maggioranza in sostegno al progetto. Le stesse donne che da mesi si stanno mobilitando per il diritto di decidere, dando vita a un movimento inedito nel paese. Il respingimento parlamentare del progetto, grazie ai voti di quasi tutti gli schieramenti politici, è stato promosso da una forte campagna della Chiesa cattolica , inaugurata da papa Francesco e dai settori evangelici.

La storica alleanza antifemminile tra Stato e Chiesa ha registrato una vittoria. Ma come hanno affermato le compagne del Círculo de Amigas Feministas in Argentina (circulodeamigasfeministas.blogspot.com): “Noi donne siamo autrici di opere di lunga lena e di carattere affermativo, a cominciare da quella di dare, accudire e progettare la vita di tutta la specie da quando nasciamo.Se nella lotta per il diritto all’aborto legale siamo arrivate fin qui, è perché abbiamo fatto prevalere, con pazienza e tenacia, la fiducia in noi stesse. Perché abbiamo rafforzato la nostra coscienza e scelto di lottare per la nostra libertà insieme ad altre donne, perché cominciamo a scegliere la solidarietà femminile diversamente da coloro che scelgono la complicità e la sottomissione. Questa è la trasformazione immediata, concreta e più radicale a cui stiamo dando vita, la base della nostra forza. Stiamo scoprendo quello di cui siamo capaci di essere e di realizzare insieme. Identificare e coltivare questo cammino di protagonismo diretto e solidale, che non può essere delegato, è la nostra migliore risorsa. Abbiamo cominciato a vivere più liberamente, vogliamo continuare questo percorso per consolidarlo e conquistare il nostro diritto a decidere.”