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incendi in Grecia

una tragedia annunciata

Terribili incendi hanno devastato foreste in diverse zone della Grecia, distruggendo il paese di Mati a nord-est di Atene. Si teme che le vittime possano arrivare a 100, i feriti sono più di 500. L'imprevedibile in natura esiste, ma non è questo il caso. Infatti questa sciagura straziante non è casuale: è una tragedia annunciata perché ha numerosi precedenti. In Grecia nell'estate del 2007 gli incendi — dolosi ed innescati su più fronti — divamparono per 12 giorni e fecero 70 vittime. Ma le fiamme divorarono migliaia di ettari di foreste — mettendo in pericolo la popolazione in diverse zone - anche nel 2009, nel 2011, 2012, 2013, 2015 e 2017 — quasi tutti gli anni! Non è un mistero che i territori devastati dalle fiamme e "liberati" dalle foreste sono un regalo per l'edilizia turistica che poi li cementifica con hotel e resort. Per questo gli incendi — in ragione di interessi ben precisi — sono stati spesso dolosi ed appiccati ad arte, sfruttando il caldo estivo ed il vento favorevole. Questi interessi economici e criminali non sono stati sinora colpiti, i responsabili degli incendi non sono stati identificati e puniti. C'è di più, in Grecia negli ultimi anni vi sono state 14 manovre di austerità — con governi di tutti i colori politici, ultimo quello di Tsipras - che hanno vessato la popolazione ma non certo colpito i grandi interessi finanziari ed economici. Tra i tanti tagli operati, anche i vigili del fuoco sono stati colpiti più volte e nel febbraio del 2017 avevano protestato in migliaia per le misure che ne riducevano drasticamente il personale.

Sono quindi più che legittime le voci di gente comune che si iniziano ad ascoltare in Grecia che accusano le autorità per la mancanza di prevenzione, per il ritardo nel dare l'allerta e nell'intervenire, per l'inefficacia dell'intervento e l'insufficienza di mezzi, per l'assenza di un piano di evacuazione, per le indicazioni inadeguate nelle ore critiche.

Gli Stati si rivelano sempre più incapaci di difendere le persone e prevenire i pericoli, sono anzi un pericolo essi stessi. Le tragedie, tantopiù quelle annunciate, svelano in maniera concentrata che gli Stati vogliono imporci nella vita quotidiana un tasso insopportabile di uccidibilità e — forse peggio ancora — farci abituare ad essa.

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