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AdessoLaStoria


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a  Barcellona e Madrid

con la rivoluzione siriana 7 anni dopo

Il 15 marzo 2011 è una data cara alla memoria di chi ha visto incarnarsi il desiderio di libertà, di dignità e di uguaglianza nelle speranze di tante persone capaci, seguendo l’esempio dei bimbi di Dera’a, di sfidare in Siria una delle dittature più feroci, quella di Bashar al Assad. Una rivoluzione che univa le generazioni, le culture, le etnie e le religioni. Che esaltava il protagonismo femminile e giovanile. Che ci insegnò il principio rivoluzionario della pacificazione.
Quella rivoluzione è stata prima soffocata dalla guerra e poi sconfitta. Ma questo non vuol dire che abbia fallito né che sia stata cancellata. Dipenderà, come sempre, da chi vorrà coltivarne l’esempio e gli insegnamenti.
Questo anniversario cadeva in un momento particolarmente drammatico. Quasi contemporaneamente le truppe del regime di Assad, spalleggiate dall’aviazione russa, entravano nella regione di Ghouta orientale, mentre quelle turche e le milizie siriane al loro servizio, entravano nella città curda di Afrin, Da entrambi le località fuggivano migliaia di nuovi profughi, in entrambe le forze occupanti si dedicavano alla distruzione e al saccheggio.
A Barcellona e a Madrid, negli ultimi due mesi, come compagni e compagne di Socialismo libertario, abbiamo promosso o a cui abbiamo partecipato a diverse iniziative.
Nella capitale catalana, all’interno di Tadamon, una coordinazione unitaria di organizzazioni, singoli e associazioni pacifiste, solidali con il popolo siriano, abbiamo convocato due iniziative di dibattito per ricordare la rivoluzione di 7 anni fa e denunciare la situazione attuale. Nella prima il 15 febbraio con la presenza della scrittrice Leila Nachawati e in collegamento con la città di Duma assediata, la partecipazione è stata di oltre 50 persone, la seconda il 23 marzo, con lo scrittore siriano Mustafa Khalifa, circa 40. Tra le due iniziative abbiamo convocato un presidio per denunciare il bombardamento di Ghouta, senza dimenticare il dramma di Afrin, il 24 febbraio a cui hanno partecipato circa 300 persone. A Madrid abbiamo partecipato a un presidio il 17 marzo con alcune centinaia di partecipanti.
In questi momenti abbiamo potuto constatare non solo l’indignazione di fronte al dramma che si continua a vivere in Siria, grazie anche alla complicità internazionale, ma anche la determinazione di una nuova generazione solidale. Tante giovani e tanti giovani, provenienti dalla Siria o di origine siriana, desiderosi di continuare un impegno di solidarietà e di comprensione.
La rivoluzione siriana, insieme all’agorà rivoluzionaria di Piazza Tahrir in Egitto, è una delle fonti di ispirazione della Corrente umanista socialista, “un principio di umanità futura” come si spiega in due dei nostri testi fondativi, il manifesto Scegliere nel cambio storico e gli Intenti e proposte. Vogliamo continuare a farne motivo di riflessione, di scelta e di impegno. Imparare dalla rivoluzione siriana ha significato non smettere in tutti questi anni di riflettere e di mobilitarci, senza negare il dramma ma senza farci sopraffare da esso.
Abbiamo quindi organizzato un momento di discussione a Barcellona il 10 marzo con circa 20 persone, quasi tutte impegnate nella solidarietà con Siria. A Madrid avrà luogo il 15 aprile. Ci proponiamo di dar vita a organismi, ispirati nelle coordinate ideali e valoriali della rivoluzione della gente comune. Organismi che sviluppino sì la solidarietà – per la accoglienza di chi viene e per la vita di chi resta- ma che soprattutto raccolgano il lascito di ciò che inizio 7 anni fa, sappiano farne cultura e progetto per viverlo nel presente e prepararne il futuro. Domani anche in Siria.